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Piacenza - Parla Marco Gatti: «Sono stati mesi difficili ma il futuro della società non è in discussione»

Il presidente rompe il silenzio. «Ringrazio i soci, dimostrano responsabilità. Investiremo sul mercato e non vendiamo. Obiettivi? Non ho mai parlato di promozione. Il futuro del club non è a rischio, l'ho visto nascere e non voglio vederne il funerale. Franzini? Eccellente»

Il presidente Marco Gatti (foto Trongone)

Mazda cx30 nuova-2«Ho visto nascere questa società e non ho nessuna intenzione di partecipare al suo funerale. La proprietà c’è, ovviamente con le sue possibilità, non vende i pezzi pregiati e investirà sul mercato per rinforzare una squadra che consideriamo già di alto livello».
A rompere il silenzio che durava da ormai due mesi è il presidente Marco Gatti, che interviene per spiegare le linee guida uscite dall’assemblea dei soci di venerdì sera - «il primo obiettivo è un attaccante e vogliamo averlo già il 2 gennaio» - e, soprattutto, spegnere le continue e fastidiose voci di un presunto disimpegno al termine della stagione: «Dopo 7 anni siamo stanchi, è vero, ma siamo anche persone responsabili. La vita della società non è assolutamente in discussione, né oggi né in futuro, dopodiché è necessario trovare forze nuove in grado di aiutarci».
Ma riallacciamo il nastro e torniamo un po’ indietro con il numero uno di via Gorra visto che la nostra testata, senza comprenderne bene i motivi, non riusciva più a parlare con Marco Gatti da fine giugno.

Presidente, rompe il silenzio dopo parecchio tempo: il suo bilancio di questa prima parte di stagione?
«Innanzitutto fatemi dire che per me sono stati mesi parecchio difficili, forse tra i più difficili che ho vissuto. Ho visto nell’ambiento aspettative che non avevo mai promesso, avevo parlato in estate di formazione competitiva ma non ho mai detto che avremmo vinto il campionato. Devo aggiungere che sono contento perché nonostante i problemi incontrati in questo periodo chiudiamo un girone di andata con un solo punto in meno rispetto a quello della passata stagione. Certamente potevamo avere qualcosa in più, si è perso terreno con le piccole però con le big del girone abbiamo vinto e mai demeritato».

Perché l’assemblea dei soci di venerdì sera era così importante? Erano vere dunque le voci delle scorse settimane?
«Era importante perché tra noi soci dovevamo capire se fosse arrivato il momento di ridimensionare o proseguire l’avventura, vendere o investire. C’era la necessità di un confronto per capire se si credeva ancora nel progetto Piacenza».

Risultato?
«Ringrazio tutti i miei soci che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità dando a Matteassi il mandato di completare la rosa e tenere i pezzi pregiati. Il primo obiettivo è un attaccante e vogliamo averlo già dal 2 gennaio, alla ripresa degli allenamenti dopo la pausa, poi penseremo anche ad altri arrivi sempre nel reparto avanzato e magari a centrocampo. Qui è il direttore sportivo a decidere».

Con che ambizioni?
«Non voglio dare aspettative alla nostra gente, a mio avviso abbiamo una squadra forte che va migliorata e completata numericamente. Ritengo ci siano ancora dei margini di crescita ma da qui a pensare che dobbiamo necessariamente vincere il campionato ce ne passa. Il nostro girone è altamente competitivo, ora ci aspettano 19 finali e a maggio tireremo le somme».

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