Venerdì, 19 Luglio 2024
Piacenza Calcio

Piacenza - Oggi l'incontro tra i soci: Matteassi rimane o no? Da qui si deve partire per stabilire il resto

La proprietà si incontrerà nel tardo pomeriggio per fissare le prime linee guida. Si metterà a terra il piano per il ripescaggio in Serie C, ma i tempi saranno lunghi. Sul piatto il rinnovo di Matteassi come ds, ma c'è anche l'ex Cerri in corsa. Abbate può rimanere, piacciono Ciceri e gli ex De Paola e Franzini

Primo e importante incontro - di una lunga serie - tra i soci del Piacenza Calcio previsto nel tardo pomeriggio di oggi, quando si riuniranno per stabilire le prime linee guida, anche sotto il profilo sportivo, della stagione 2023/2024 che inizierà il 1 luglio. Se ancora in Serie C o in Serie D si vedrà, nel senso che la società a più riprese ha già detto di voler «provare tutte le piste, a partire dal ripescaggio» e per questo motivo lo stesso presidente Polenghi non più tardi di lunedì aveva confermato a sportpiacenza.it di «aver già accantonato la cifra da 300 mila euro per il ripescaggio e la fideiussione necessaria». Quindi questa strada si batterà fino in ultimo, ma non avrà tempi brevi e molto dipenderà dalle “retrocesse” dai playout.

PRIMO TASSELLO: IL RINNOVO DI MATTEASSI
La prima partita da risolvere è senza dubbio quella del direttore sportivo. L’attuale Luca Matteassi avrebbe dato la propria disponibilità a proseguire la missione intrapresa lo scorso ottobre: la salvezza sul campo non è arrivata, ma c’è da ricostruire una squadra indipendentemente dalla categoria e Matteassi - apprezzato in società - può essere l’uomo giusto anche in Serie D. Se sotto questo punto di vista non si dovesse arrivare alla fumata bianca, e non è scontato che arrivi in questi giorni, i soci potrebbero dirottarsi su un altro profilo già conosciuto in via Gorra: quel Massimo Cerri che tanto bene fece qualche anno fa e costruttore, insieme a Franzini, della squadra dei record che stravinse la Serie D nel 2016. Insomma, anche lui una garanzia.

POI LA PARTITA DELL’ALLENATORE
Il tempo dei processi non è nemmeno arrivato, il Piacenza è retrocesso con un certo senso di rassegnazione, ma dagli errori commessi negli ultimi tre anni va imparata la lezione: cambiare oltre 100 persone tra giocatori e staff tecnico e sportivo fa solo male. Il Piacenza “post Pandemia” ha iniziato la sua storia con una sconfitta a tavolino per rinuncia ai playoff contro la Triestina nel giugno 2020 e l’ha conclusa con una retrocessione in Serie D tre anni dopo. Nel mezzo una qualificazione ai playoff - lo scorso anno - da cui si è usciti al primo turno. Troppo poco.
E quindi, stabilita la nomina del direttore sportivo, sarà poi da qui che si dovrà ripartire per individuare il nuovo tecnico. L’isteria collettiva sui nomi ha già prodotto numerose sollecitazioni, tanto da sembrare un tiro al piattello più mediatico che altro.
C’è da dire che non è assolutamente scontata la partenza di Matteo Abbate: ha fatto bene in questi due mesi, quasi gli riesce il miracolo. Qui dipenderà molto da lui perché potrebbe non accettare una ripartenza dalla Serie D, ha dimostrato di poterci stare in Serie C, però la prospettiva di una pronta risalita potrebbe fargli cambiare idea. Da capire se è il tecnico giusto per una Serie D, che a Piacenza abbia già visto per tre stagioni, un campionato che nasconde delle insidie particolari. Ogni categoria ha le sue particolarità.

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