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Piacenza - Corradi: «E' normale essere alla ricerca di un assetto, ma non è vero che non abbiamo gioco»

Parla il numero 10 biancorosso. «A Trieste non vinci 3 a 1 grazie alla fortuna, non conta se fai cento passaggi o uno solo per fare gol, conta farlo». E sul terreno del Garilli: «Sì giocare su quel campo è decisamente penalizzante»

Eclipse cross-2La sconfitta contro la Fermana ha rimesso in dubbio quelle certezze che sembravano essere assodate dopo le vittorie contro Modena e Triestina, cioè una propensione del Piacenza a cambiare agilmente pelle durante i 90’ per trovare l’assetto migliore e comunque, più in generale, uno spirito di sacrificio apprezzabile e voglia di lottare. Tutto sparito con un colpo di spugna domenica scorsa quando una delle prove più brutte - sotto il profilo squisitamente tecnico - ha portato inevitabilmente al primo k.o della stagione.
Sul banco degli imputati ci sono un po’ tutti, a partire dai giocatori, lo stesso Franzini ha parlato di «gravissimi errori di stampo tecnico che una squadra di questa caratura non può permettersi» ma tra gli accusati c’è anche l’allenatore reo, secondo gran parte del pubblico, di «non aver dato un gioco alla squadra».
In effetti il Piacenza non ha ancora trovato una quadratura sotto l’aspetto del modulo, tuttavia le tre sostituzioni (e la partenza dalla panchina a Trieste) indicano nel regista Giandonato uno degli elementi che più sta deludendo le attese. Non va meglio a Cacia, sempre sostituito da Franzini e a secco di tutto, mentre Cattaneo, voluto da Matteassi per far da raccordo tra attacco e centrocampo nel 4-3-1-2, rimane un oggetto misterioso. Ci vorrà tempo - l’avevamo scritto - i cambiamenti sono stati radicali e in fondo la squadra lavora insieme da un paio di mesi ma si sa, tra i tanti mali del calcio c’è sicuramente la mancanza di tempo e prospettive.

Mattia Corradi, il pubblico del Garilli vi accusa di non aver gioco. Come risponde?
«Che bisognerebbe capire cosa intendono per gioco. A parte questo rispondo che se avessimo vinto contro la Fermana non ci sarebbero state critiche. Siamo consapevoli del fatto che non ci riescono le giocate che proviamo in settimana ma credo che il discorso sia legato al risultato. Quando c’è quello il resto sparisce, non conta se vai in gol facendo cento passaggi o uno solo, conta farlo».

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