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Piacenza - Marco Gatti: «Servono aiuti dal Governo, sennò il dramma si trasformerà in piaga sociale»

Il presidente dei biancorossi, proprietario della Steel Acciai. «La salute va al primo posto e dobbiamo preservare quella di tutti, però attenzione, poi serviranno aiuti per ripartire perché in ballo ci sono milioni di posti di lavoro. Così non va»

Il presidente del Piacenza, Marco Gatti

Marco Gatti non è mai banale e centra immediatamente il punto. Il calcio oggi appare lontano in confronto al dramma che sta vivendo la nostra città anche se al presidente del Piacenza Calcio, il primo pensiero che esce, è per i suoi tifosi: «Abbraccio e incoraggio tutti i biancorossi che stanno vivendo giorni difficili, per fortuna nessuno dei miei famigliari è stato toccato da questo virus, tuttavia ho molti amici che stanno battagliando in ospedale e a loro va il mio pensiero quotidiano». I suoi tifosi, già, però Marco Gatti senza nemmeno prendere il respiro va dritto sul tema centrale: l’aspetto economico.
La Steel Acciai coinvolge centinaia di lavoratori: «Al primo posto va la salute, è sacra, dopodiché non nascondo che sono molto, molto preoccupato per l’aspetto economico che rischia di essere la seconda piaga che andremo ad affrontare dopo questa emergenza».

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Per quanto riguarda la Steel Acciai com’è la situazione? «Fino alla scorsa settimana abbiamo lavorato al 70-80% della nostra potenzialità, da adesso è tutto fermo. Sinceramente penso che ora la salute debba venire al primo posto, senza indugi, però non posso nascondere la mia preoccupazione. Se non si instaura velocemente un asse che parte dal vertice, cioè l’Europa, scende a cascata su Governo, banche e aziende allora tutto questa dramma rischia di diventare un problema apocalittico di lavoro nei prossimi mesi. Stiamo parlando di milioni di posti di lavoro, oggi è fermo il cuore dell’Italia, cioè Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. In sostanza se non si interviene con misure ad hoc la pandemia che oggi uccide i nostri affetti un domani diventerà una piaga sociale».

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