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Piacenza - Longobardi: «Io attaccante di sacrificio»

«Mi chiamo Cristian Longobardi e sono un attaccante al servizio della squadra». Così si descrive il nuovo ariete dell’attacco biancorosso, colui che il tecnico Arnaldo Franzini ha voluto a tutti i costi. Viene da un anno molto positivo con la...

Piacenza - Longobardi: «Io attaccante di sacrificio» - 1
«Mi chiamo Cristian Longobardi e sono un attaccante al servizio della squadra». Così si descrive il nuovo ariete dell’attacco biancorosso, colui che il tecnico Arnaldo Franzini ha voluto a tutti i costi. Viene da un anno molto positivo con la maglia del Sestri Levante, con la quale ha messo a segno 21 reti in campionato e si è segnalato come uno dei migliori attaccanti della categoria. Longobardi, 33 anni compiuti lo scorso 18 giugno, è alto 183 centimetri e nella sua carriera ha segnato 124 reti, giocando prevalentemente in terza serie. Ora è carico a mille per l’esperienza che lo vedrà protagonista con il Piacenza.

LA TRATTATIVA - La trattativa è stata lunga, ma alla fine il ds Cerri ha portato a casa l’affare. «Innanzitutto vorrei chiarire una cosa: ho incontrato il direttore a giugno ed eravamo già d’accordo, Piacenza per me è sempre stata una prima scelta. Poi ci siamo presi un po’ di tempo perché su di me c’era l’interesse di squadre di Lega Pro e avevo qualche dettaglio logistico da sistemare, ma io la mia scelta l’avevo già presa fin dal primo incontro».
Longobardi si presenta alla corte di Franzini con il biglietto da visita importante che sono i 21 gol messi a segno la passata stagione. «I 21 gol non descrivono le mie caratteristiche, - afferma l’attaccante - io amo considerarmi un giocatore al servizio della squadra. Poi, è chiaro, un attaccante che segna è sempre una buona cosa, ma quello che voglio dire è che i miei gol sono frutto del grande lavoro di tutto il Sestri».
Il viaggio da Sestri a Piacenza Longobardi lo ha fatto insieme a Salva Sanashvili, cavallo di ritorno biancorosso dopo l’esperienza in prestito. «Sasà giocava con me al Sestri - afferma il nuovo bomber - e ha giocato quasi sempre titolare. Ha fatto molto bene. L’anno scorso avevamo terzini fenomenali». Sanashvili è l’unico, tra i nuovi compagni, con i quali abbia giocato: «Conosco i vari Matteassi e Sentinelli, ma più che altro per fama. Nella rosa ci sono nomi che non hanno bisogno di presentazioni».

INFERNO SERIE D - I problemi finanziari che dilaniano il calcio hanno fatto sì che al via della prossima serie D, Parma a parte, ci saranno molti club con una storia importante nei professionisti. Come la si vive dall’interno, è più uno stimolo o un problema avere a che fare con queste realtà? «In qualsiasi girone saremo inseriti, dovremo fare i conti con tre o quattro compagini molto forti. Fermo restando che anche le altre vorranno evitare il Piacenza. Sono tutti discorsi che si fanno a bocce ferme, però, perché in serie D non si vince col blasone o con i giocatori di nome, ma con un grande gruppo capace di superare i momenti difficili che sicuramente ci saranno. La D è un inferno e c’è un margine d’errore molto basso».
In serie D ne vince soltanto una. Questo Piacenza sta allestendo una rosa competitiva? «Non mi occupo di mercato - dice Longobardi - ma so per certo, ed è uno dei motivi per i quali ho scelto Piacenza, che la società vuole fare le cose molto seriamente. Poi starà a noi dimostrare di avere lo spirito di sacrificio necessario per vincere una serie D». Diplomazia a parte, ci sarebbe stato qualcuno del Sestri che avrebbe voluto ancora al suo fianco: «Li vorrei tutti. - sorride Longobardi - sarò legato sempre da un grande affetto a quel gruppo. Non dovevamo arrivare dove siamo arrivati, ma abbiamo costruito quel risultato con il lavoro. Ce ne sarebbero tanti che farebbero al caso nostro».

TIFOSI - Infine, un pensiero ai tifosi del Piacenza, che da ormai tre anni soffrono tra i dilettanti. «Mi rendo conto della frustrazione che possano provare i tifosi. Sarà nostro compito saperli coinvolgere. A Sestri siamo partiti con 200 persone allo stadio, poi siamo arrivati ad avere, nella partita di playoff contro il Taranto, 1500 spettatori. L’obiettivo è arrivare a fine anno con tanti tifosi al Garilli».

MERCATO - Il Piacenza non si ferma. Si è alla ricerca di un giovane terzino, di un attaccante e di un regista. Piacciono moltissimo due giovani di proprietà del Bologna per la difesa. Uno è Federico Testoni (1996), quest’anno al Sestri insieme a Longobardi, e l’altro è Diego Di Cecco (1996), promettente terzino destro. Difficile portarli a casa, ma il ds Cerri sicuramente farà un tentativo.
Per l’attacco, occhi puntati su Francesco Galuppini (1993) di proprietà del Real Vicenza. Nella seconda parte della passata stagione ha militato nel Feralpi Salò, in prestito, segnando 3 gol in 14 presenze. Non è una punta molto prolifica sotto porta (8 gol in 63 partite), ma è un giocatore ancora giovane e con margini di miglioramento. Piace anche Emanuele Bardelloni (1990), sempre del Real Vicenza, che ha il grosso vantaggio di saper giocare su tutto il fronte d’attacco. In regia, sfumato Dalla Bona, si è alla ricerca di soluzioni alternative. Una potrebbe essere una soluzione interna, con Silva che avanzerebbe in cabina di regia e la coppia Ruffini-Sentinelli centrale di difesa. L’altra, e più probabile, è che si cercherà di aspettare affinché il mercato non offra qualche occasione.

Marcello Astorri
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