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Piacenza - Lo stadio fischia. Pergreffi: «Non ne farei un dramma perché pareggiamo una partita». Pagelle

Il capitano: «A volte i problemi ce li costruiamo da soli», spiega in sala stampa, «perché un pareggio non è un dramma. Poi se dal punto di vista di chi guarda dall’esterno se si pareggia una partita bisogna fare un dramma, facciamo pure un dramma»

Mazda Cx3 copia-3La squadra esce dal campo sotto i fischi dello stadio per non essere riuscita a battere l’Imolese. La società continua nel suo silenzio stampa parziale. Mister Franzini non è autorizzato a parlare. Al suo posto, però, viene mandato in sala stampa Antonio Pergreffi che a proposito dei mugugni dagli spalti ha una sua opinione: «A volte i problemi ce li costruiamo da soli», spiega il capitano, «perché un pareggio non è un dramma. Poi se dal punto di vista di chi guarda dall’esterno se si pareggia una partita bisogna fare un dramma, facciamolo pure. Per me non lo è se si pareggia una partita come oggi, dopo le occasioni che ci siamo creati e per come sono andate le cose. Abbiamo pareggiato anche con la Feralpi, dove il Padova ha perso. Sembra che ogni partita che si gioca debba essere vinta, ma non è così. Perché altrimenti saremmo primi in classifica e avremmo già vinto il campionato. Ci sono partite dove puoi incontrare difficoltà e non riesci a fare gol, ma ci può stare». La situazione pesante non aiuta: «Al momento c’è una situazione esterna che crea scompiglio. Si respira un’aria che se la partita finisce pari, si è subito pronti a fischiare. E non è il massimo».

«Anche l’anno scorso abbiamo avuto un po’ di contestazione», prosegue Pergeffi, «dopo però siamo riusciti a percorrere il nostro cammino e da gennaio in poi abbiamo fatto un campionato a parte. Vedremo quest’anno. Io credo che sia un girone più equilibrato di quello dell’anno scorso, quest’anno la prima può perdere anche contro la tredicesima».

Venendo alla partita di oggi, Pergeffi sottolinea come non sia tutto da buttare: «Ci è mancato il gol, ma abbiamo creato varie occasioni, alcune lampanti, che non siamo riusciti a capitalizzare». E allora cosa serviva?  «Un pizzico di cattiveria in più, nel secondo tempo abbiamo messo in mezzo il pallone tante volte, ma è mancato lo sprint finale per trovare il gol».

Soddisfatto il mister dell’Imolese Gianluca Atzori: «È un risultato meritato», commenta a caldo in sala stampa, «oggi abbiamo affrontato grossa squadra, facendo solo un po’ di fatica nel finale. Nel primo tempo non ricordo occasioni del Piacenza. Ce la siamo cavata benissimo. Abbiamo fatto la nostra partita, cercando di imporre il nostro gioco: lo dimostra il fatto che abbiamo tenuto le tre punte tutta la partita, senza fare le barricate. Volevamo vincerla per dedicarla al nostro Jeff (un membro dello staff dell’Imolese che è scomparso pochi giorni fa, per cui all’inizio della gara si è osservato un minuto di silenzio, ndr), ma non ci siamo riusciti anche perché affrontavano un grande avversario».

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