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Piacenza, "Le Roi" è tornato. Taugourdeau: «Sono carico, basta una vittoria e tutto può cambiare»

Il regista francese: «Difficile dire cosa non abbia funzionato a Trapani, ci sono stati diversi fattori. Ho voluto fortemente tornare in biancorosso e non vedo l'ora di far rivedere ai tifosi le giocate dello scorso anno»

Anthony Taugourdeau

Inutile nascondere come il suo ritorno abbia riaperto il cuore a tutti i tifosi piacentini che nella passata stagione l’hanno ammirato quando segnava gol bellissimi - indimenticabile la punizione rasoterra sotto alla barriera a Como - o deliziava con giocate sopraffine no-look, tanto da guadagnarsi il premio di miglior centrocampista dell’intera Serie C e le attenzione dell’ambizioso Trapani. Il ritorno del regista Anthony Taugourdeau, che spinge Pederzoli sempre più verso la cessione o al panchina, a dicembre sembrava fantacalcio (i siciliani lo avevano blindato con un triennale) ma con il passare dei giorni l’ipotesi è diventata sempre più concreta grazie a tre fattori: la perseveranza del ds Luca Matteassi nell’ottenerlo in prestito fino a giugno, la disponibilità della proprietà di fare un grande sforzo economico e la volontà del giocatore.
«Nella mia testa non sono mai andato via da Piacenza - ci spiega sorridendo il regista francese - tutte le settimane sentivo Silva, Pergreffi, mister Franzini o Max Ferrari».
La formula è quella del prestito secco fino a giugno, ma c’è già chi è pronto a scommettere che dal 1 luglio Piacenza e Trapani si metteranno al tavolo per trovare una soluzione definitiva.

Con quale spirito torna Taugourdeau?
«A livello personale sono davvero molto carico, il mio obiettivo è far rivedere ai tifosi del Piacenza ciò che sono stato in grado di fare nella passata stagione».

Cosa non ha funzionato a Trapani?
«Ci penso spesso e onestamente è difficile dirlo, diciamo che ci sono stati diversi fattori che hanno contribuito al mio ritorno a Piacenza».

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Quali?
«A Trapani sono arrivato carico, la società aveva fatto un’operazione economicamente importante, sono stato il loro primo acquisto e il tecnico mi voleva fortemente fin da subito. Fin qui tutto bene, poi mi sono scontrato con alcune difficoltà. Il Girone C è diverso, c’è più fisicità e spesso ti trovi a giocare su terreni molto brutti che penalizzano i calciatori con le mie caratteristiche. Inoltre sono stato infortunato alla schiena per un periodo piuttosto lungo e in quel momento la squadra ha iniziato a ottenere risultati trovando una certa quadratura, tutto questo ha reso ancora più difficile il mio rientro».

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