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Piacenza - La grande rincorsa di De Paola. Video

«Chi pensa che siamo uno squadrone pensa un’altra cosa». Questo diceva mister Luciano De Paola lo scorso 8 febbraio, dopo il primo rovescio della sua gestione in casa contro la Fortis Juventus. Poi si è caricato la squadra sulle...

Luciano De Paola-15


«Chi pensa che siamo uno squadrone pensa un’altra cosa». Questo diceva mister Luciano De Paola lo scorso 8 febbraio, dopo il primo rovescio della sua gestione in casa contro la Fortis Juventus. Poi si è caricato la squadra sulle spalle, con allenamenti in pieno stile Marines. Da allora è iniziata una cavalcata entusiasmante, fatta di sole vittorie (otto), eccezion fatta per la discussa sconfitta di misura a Rimini, nella tana della capolista. 

In pochi, probabilmente, all’arrivo sulla panchina biancorossa di De Paola, a gennaio, avrebbero scommesso che, da lì in poi, quel Piacenza che pareva in stato confusionale e indebolito da partenze eccellenti avrebbe tenuto un passo da 2,28 punti a partita. 
Uno dopo l’altro sono caduti gli incantesimi: quello delle tre vittorie di fila, infranto contro la Ribelle al Garilli dove contestualmente s’interruppe anche il digiuno di vittorie casalinghe, e quello degli scontri diretti dopo i successi su Delta Porto Tolle e Correggese.  L’ultimo urrà in casa contro il Formigine ha fatto da preambolo alla pausa pasquale che, se non altro, ci permette di analizzare con calma questi numeri da record. 

«Io sono un uomo pratico, che lavora sulla testa dei giocatori», questo risponde mister De Paola quando viene interpellato sulla ricetta segreta per questo momento positivo. Siamo d’accordo con lui: praticità, grinta, pragmatismo. Queste sono le qualità migliori del Piacenza targato De Paola, una squadra forte, compatta, che non prova vergogna a spazzare in tribuna quando è in difficoltà e di certo non si fa problemi ad usare le maniere forti sugli attaccanti avversari. Ne sanno qualcosa i vari Pera, Lauria, Gavoci e Grandolfo. Questi sono i nomi dei migliori bomber del girone che contro la difesa depaoliana sono rimasti brutalmente a secco. Salvo poi lamentarsi, come ha fatto Grandolfo, di «avversari chiusi e che fanno la guerra». 
Ventiquattro gol segnati in quattordici gare sono un buon bottino, ma quello che impressiona è che il Piacenza nel girone di ritorno ha subito solo sei gol. Meno di un gol ogni due partite.  

Se da tempo si evoca la necessità di una squadra più adatta a un campionato ruvido come la D, forse con De Paola questo messaggio è stato recepito. Mancano ancora molte partite da qui alla fine, giusto però dare atto a chi ha avuto il coraggio di scegliere questo tecnico quando nessuno a Piacenza lo avrebbe mai preso.
Intanto gli allenamenti riprendono oggi in vista della prossima partita, in programma domenica 12 aprile a Scandicci.  
Marcello Astorri

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