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Piacenza - Inizia la missione impossibile di Matteo Abbate. Confermato il silenzio stampa

A 10 giornata dalla fine non sarà per nulla semplice, i due obiettivi in cima alla lista sono: tenere dietro la Triestina (ora a -1) ma c’è lo scontro diretto a Trieste il 2 aprile e poi raccogliere almeno 12 punti per accorciare il distacco dalle altre e rientrare nella pool playout

E’ partita alle 15 di oggi pomeriggio, sul campo di allenamento della Spes, la missione (quasi) impossibile di Matteo Abbate, ex tecnico della Primavera del Piacenza e da sabato promosso sulla panchina principale dei biancorossi dopo l’esonero di Scazzola. Presente quasi tutto lo stato maggiore del club, a partire dal presidente Polenghi e il ds Matteassi, breve discorso all'interno dei locali del centro sportivo e poi tutti a lavorare sul campo con Pablo Lischetti, nominato nuovo preparatore atletico.
Riannodare i fili nello spogliatoio, moralmente a pezzi dopo l’ultimo mese di campionato che ha portato la squadra nella zona della retrocessione diretta (a oggi il Piace non giocherebbe nemmeno i playout), ma comunque compatto nel voler portare a termine quello che sembra un progetto sempre più difficile: salvarsi.
A 10 giornata dalla fine non sarà per nulla semplice, i due obiettivi in cima alla lista sono: tenere dietro la Triestina (ora a -1) ma c’è lo scontro diretto a Trieste il 2 aprile e poi raccogliere almeno 12/14 punti per accorciare il distacco dalle altre e quindi rientrare nella pool playout (andata e ritorno, 16a contro 19a e 17a contro 18a, ma se il distacco tra le due squadre è superiore agli 8 punti retrocede diretta la peggio classificata).
A complicare ulteriormente il percorso c’è un altro dato da analizzare, cioè che da qui fino al 22 aprile il Piacenza dovrà affrontare sei delle prime dieci in classifica, con l’ultima giornata in casa al Garilli contro un Vicenza che, quel giorno, potrebbe giocarsi la promozione diretta. Insomma, serve positività per non cadere in spirale di depressione ancora più profonda, tuttavia occorre anche guardare in faccia la realtà.

Abbate proverà dunque a dare la scossa a uno spogliatoio che vuole comunque reagire - e questo è un aspetto positivo - già a partire dalla prossima e delicatissima sfida in casa di domenica contro il Trento. Sul piano tattico si punterà probabilmente ancora sul 3-5-2, ma occorrerà registrare la difesa perché quella vista a Renate è totalmente fuori controllo, non a caso con 48 gol subiti è tra le peggiori in assoluto. Sul fronte societario, invece, si è scelta la via del silenzio per concentrare ogni singola energia disponibile su questa missione: tant’è che Matteo Abbate non sarà presentato e più in generale, a parte il presidente Polenghi, è stato confermato il silenzio stampa anche per tutta questa settimana, partita di domenica compresa.

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