Giovedì, 23 Settembre 2021
Piacenza Calcio

Piacenza - Il saluto di Vincenzo Manzo: «Vi porterò nel cuore. Il rammarico? Abbandonare il 4-3-3»

Il tecnico: «L'unico errore che mi imputo davvero è quello di aver rinnegato il mio credo passando al 3-5-2 per subire meno gol». E sul Covid: «Perdere 35 giorni di allenamenti sul campo ha inciso, stavo male e a tratti ero poco lucido, ma non cerco alibi»

Quella di lunedì è stata una giornata durissima per Vincenzo Manzo, l’ormai ex tecnico biancorosso ha condotto l’allenamento “punitivo” del lunedì mattina (decisione presa dal presidente Pighi dopo il ko col Grosseto) alle 8.30 dopodiché è stato convocato in sede dove il cda dei soci - riunitosi nel frattempo - gli ha comunicato l’esonero. Il resto lo sappiamo, con il direttore Di Battista sollevato dall’incarico perché non era d’accordo non tanto con la decisione di esonerare Manzo (che ha difeso fino all’ultimo) ma con la scelta già presa domenica sera di ingaggiare Cristiano Scazzola. Il ruolo di ds sarà preso ad interim dal dg Marco Scianò.
Contemporaneamente il presidente Pighi ha (nuovamente) annunciato tre innesti di spessore sul mercato e alcune cessioni: sul piede di partenza rimangono Vettorel, Losa a cui probabilmente, dopo l’uscita di scena di Di Battista, si aggiungeranno anche Maritato e Bruzzone.

Ma torniamo a Manzo, che ha salutato i suoi ragazzi prima della seduta pomeridiana e intorno alle 17 era già in auto per fare ritorno a casa. Come è nel suo stile, cioè molto signorile, non lancia bordate a nessuno ma ha un grande rammarico: «Dovevo rimanere più fedele alla mia filosofia, sono morto con un credo non mio, il 3-5-2, ero venuto qui per progettare un calcio offensivo e propositivo con il 4-3-3, cioè il mio modulo. Ho pensato troppo a non prendere gol e passando al 3-5-2 ho commesso un errore, avrei dovuto insistere e non cambiare».
E infatti, c’è da dire, il 4-3-3 di Manzo nelle prime amichevoli e nel primo mese di campionato aveva anche divertito parecchio il poco pubblico a cui era concesso entrare allo stadio prima del lockdown della struttura.
«Ho anche il rammarico di non aver potuto conoscere i tifosi però mi avete lasciato sensazioni bellissime, via social e tramite telefono ho ricevuto una miriade di attestati di stima da persone che non conoscevo, è una bella cosa e dirò sempre grazie a chi mi ha offerto questa opportunità, cioè la proprietà. Sognavo di rivedere un giorno lo stadio pieno di tifosi che incitano una squadra offensiva, non è andata così».

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