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Martedì, 16 Aprile 2024
Piacenza Calcio

Piacenza - Il presidente Polenghi: «Ora pensiamo a muoverci per la permanenza in Serie C, al resto siamo pronti»

Il numero uno di via Gorra: «Come promesso abbiamo accantonato la cifra e la fideiussione per chiedere il ripescaggio. Se non dovesse arrivare allora faremo una Serie D ambiziosa e di altissimo livello. Abbate e Matteassi? I 25 punti del girone di ritorno sono un fatto concreto». In settimana l'incontro tra i soci

Marco Polenghi risponde al primo colpo di telefono, appena atterrato da un viaggio di lavoro che l’ha costretto a vivere da lontano il drammatico sabato che ha portato alla retrocessione del suo Piacenza.
«Non ci poteva essere combinazione peggiore - ci dice subito - è stato un modo crudele di andare in Serie D. Al 94’, da ultimi in classifica a pari merito ma condannati dalla differenza reti: peggio di così non si poteva».
Da imprenditore di successo, però, è anche consapevole che l’unica ricetta è quella di elaborare velocemente il lutto e ripartire con più spinta - «eravamo preparati a questa eventualità, lo sapevamo fin da gennaio che il rischio era alto». Soprattutto i processi su chi abbia più o meno colpe lasciano il tempo che trovano: «In settimana avremo un primo incontro tra i soci, in questa prima fase pensiamo solo a muoverci per la permanenza in Serie C». Tradotto: la pista della riammissione non è molto praticabile, tuttavia lo è quella del ripescaggio, sul resto è inutile discutere o perdere tempo.

Ha cancellato subito la delusione?
«Detto che siamo retrocessi dopo due turni davvero crudeli, a Busto eravamo ai playout fino al 99’ e sabato fino al 94’, dal un punto di vista fattuale è senz’altro scottante il modo in cui è avvenuta questa retrocessione, nonostante gli sforzi fatti e i 25 punti staccati nel girone di ritorno. Eravamo preparati, ma fa ugualmente male».

Si riferisce al famoso patto di ferro tra i soci?
«E’ un patto di ferro siglato il 17 gennaio scorso quando insieme a tutti i miei soci abbiamo deciso di tuffarci corpo e anima dentro questa avventura. Sapevamo però che c’erano dei rischi concreti e che non sarebbe stato facile salvarsi, eravamo penultimi e dopo tre mesi è arrivata la retrocessione ma ripeto, l’avevamo già presa in considerazione questa eventualità. Ora non possiamo far altro che confermare la nostra volontà ferrea di proseguire il percorso nel Piacenza Calcio, soprattutto prima che un patto siglato nero su bianco c’è un patto morale tra uomini per bene».

Riammissione no, ripescaggio forse?
«In questa prima fase pensiamo solo a muoverci per la permanenza in Serie C, adesso dobbiamo riorganizzarci seguendo la strada del ripescaggio. Posso dirvi che le cifre necessarie sono già state accantonate, parliamo dei famosi 300mila euro a cui aggiungere la fideiussione. L’avevamo promesso a gennaio e abbiamo mantenuto la promessa. Faremo richiesta».

Sensazioni?
«Non mi sbilancio. Il ripescaggio è dettato diversi fattori tra cui i punti fatti in stagione e noi retrocediamo con 38 punti che non sono pochi, poi anche dalla situazione delle società che retrocederanno dai playout. Se qualcuna dovesse avere dei problemi o non dovesse avere i requisiti giusti per proseguire allora le nostre chance aumenterebbero. Stiamo a vedere, dirlo ora è impossibile, occorre attendere la fine della stagione sportiva».

E se non arrivasse il ripescaggio come vi muoverete?
«Se non dovesse accadere affronteremo una Serie D di altissimo livello, ambiziosa, con l’obiettivo di vincere e tornare immediatamente in Serie C».

Le tempistiche del ripescaggio (si rischia di aspettare fino ad agosto) non potrebbero compromettere l’allestimento di una squadra per la Serie D? A un certo punto dovrete pur fissare un termine temporale.
«Non credo sia così. In settimana con i soci ci troveremo per stabilire una linea guida nel breve periodo, dopodiché si partirà a pensare ad allestire una squadra competitiva a cui aggiungere, eventualmente, quattro o cinque profili di livello nel caso arrivasse il ripescaggio. I due percorsi possono andare insieme e, ripeto, la nostra strada oggi è quella di ragionare in ottica di una permanenza in Serie C».

Qui entriamo nella parte sportiva. Prematuro ogni discorso su Abbate e Matteassi?
«Anche questo sarà un argomento di cui parleremo in settimana. Io posso dire che ci sono risultati palpabili, concreti, portati da mister Abbate e dal ds Matteassi. Ribadisco che nel girone di ritorno abbiamo staccato 25 punti, è una media playoff e non da retrocessione. La parte sportiva rimane comunque argomento di discussione quando ci vedremo tutti insieme».

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