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Piacenza - Il pagellone: Marrazzo e Volpe i migliori

Siamo giunti alla fine del 2013. E’ quindi tempo, come si usa alla fine di ogni anno, di fare un bilancio di quello che è stato e Sportpiacenza.it ha stilato un pagellone natalizio riguardante tutti i biancorossi scesi in campo finora. In questo...

Siamo giunti alla fine del 2013. E’ quindi tempo, come si usa alla fine di ogni anno, di fare un bilancio di quello che è stato e Sportpiacenza.it ha stilato un pagellone natalizio riguardante tutti i biancorossi scesi in campo finora. In questo girone d’andata del girone B di serie D, il Piacenza non ha certo brillato, soprattutto se si considerano quelle che erano le aspettative della vigilia. Ma i risultati di squadra altro non sono che una sommatoria di tante prestazioni individuali e, in tal senso, molti hanno deluso, altrettanti sono rimasti chiusi dentro l’anonimato. Tuttavia c’è stata anche qualche nota lieta e la consapevolezza, salvo una vitale e necessaria maggiore serenità, di poter recitare ancora un ruolo molto importante nella seconda parte della stagione. Tutto questo nel pagellone di fine anno di Sport Piacenza.

I MIGLIORI – In una stagione finora poco densa di soddisfazioni nella quale molti giocatori hanno reso al di sotto delle attese, sono comunque emersi alcuni punti fermi sui quali il Piacenza che affronterà il girone di ritorno dovrà puntare per riemergere dalle sue ceneri. Il migliore in assoluto, è fin troppo facile dirlo, risponde al nome di Carmine Marrazzo (voto 8), per alcuni “lo scienziato del gol”, che quest’anno ha gonfiato la rete per ben quindici volte in sedici apparizioni. Marragol ha finora sorpreso per la sua continuità di rendimento – unici giri a vuoto le partite con Seregno e Aurora Seriate - e la capacità, chirurgica, di tradurre sistematicamente in gol ogni calcio di rigore gli passa tra i piedi. Subito dietro lo scienziato troviamo un altro big che non ha per niente tradito le attese: Francesco Volpe (voto 7,5). “Fox” pare un giocatore rigenerato; per lui quest’anno già quattro gol e una collezione di assist e prestazioni che ne fanno, ad ora, uno dei più decisivi in rosa. Non da meno è il giovane golden boy proveniente da Parma, Matteo Ferrari (voto 7). Con lui in porta la difesa, è un dato di fatto, acquisisce maggiore sicurezza; non è infatti un caso che il Piacenza abbia subito quasi la metà dei gol (11 su 24) nelle quattro gare in cui è stato assente. Chiudono la batteria dei migliori Diego Tognassi (voto 7+), Mattia Bovi (voto 6/7) e Giovanni Rossi (6/7). Il primo citato, lo “spartano”, il capitano, sta giocando una stagione di grande livello ed è un baluardo insostituibile dell’undici titolare, rare per lui sono state le battute d’arresto e quest’anno sembra girargli bene anche sotto il profilo infortuni. Il secondo, Bovi, è arrivato in punta di piedi ed era da tutti considerato come la scommessa estiva. Ebbene, l’avvio di stagione è stato sbalorditivo, il resto è stato comunque a un livello superiore alla media della squadra anche se, causa nutrita concorrenza, capita non di rado di vederlo partire dalla panchina. Il terzo, Giovanni Rossi, si è rivelato un acquisto molto utile – in quanto duttile e impiegabile in più ruoli – oltre che dotato di buona personalità, anche per lui, come detto per Tognassi, le giornate “no” si contano sulle dita di una mano.

SECONDO LE ATTESE – Non abbastanza brillanti per figurare tra i migliori, ma comunque in linea con le attese, sono i giocatori che figurano in questa categoria. Alessandro Cavicchia (voto 6+), orgoglio di casa biancorossa, dopo un campionato pazzesco come quello che lo ha visto protagonista l’anno scorso, quest’anno si sta ben comportando in serie D; certo l’ambientamento è stato duro e difficile, ma nel girone di ritorno può e deve fare ancora meglio visti i grandi margini di miglioramento che possiede. Titolare sia con Viali sia con Venturato, e ci sarà un motivo, è Luca Meregalli (voto 6,5). Finora il suo acquisto si è rivelato tra i più azzeccati, sensazione confortata da prestazioni spesso rassicuranti a livello tattico, affiancando un grande come Tognassi, aggiungiamo, non può far altro che crescere ulteriormente. Michele Colombo (voto 6+), si stava cominciando a imporre come il centrocampista under titolare, abile nell’interdire e dotato di una fisicità notevole per un classe 94’, purtroppo è stato fermato da un brutto infortunio alla caviglia (e questo la dice lunga sulla sfortunata stagione biancorossa).

SENZA INFAMIA E SENZA LODE – In questa sezione del nostro “pagellone” parleremo di quei giocatori che, o per infortuni o per prestazioni fortemente altalenanti, hanno reso al di sotto delle aspettative. Il più eccellente tra questi è senza dubbio De Vecchis (voto 6), centravanti arrivato come uomo-gol che in corso d’opera s’è rivelato invece preziosissimo come assistman. A inizio anno spesso sull’altalena in quanto a prestazioni, era riuscito a trovare una certa continuità prima dell’infortunio, occorsogli durante la trasferta di Darfo Boario, che lo tiene out ormai da un mese e mezzo. Un altro elemento prezioso tormentato da fastidi fisici – e da un’iniziale scarsa considerazione di Viali – è Simone Fumasoli (voto 6). Il suo minutaggio stagionale è davvero basso (per lui solo cinque presenze), tuttavia questo non gli ha impedito di mettere a segno due reti e la sua grande capacità d’inserimento, in un centrocampo dove nessuno segna, è caratteristica estremamente importante e da valorizzare ora che pare recuperato. In compagnia di questi troviamo anche Daniele “Billo” Orlandini (voto 5,5) perché il suo rendimento è stato troppo altalenante. Le sue fisicità e abnegazione alla causa non si discutono, tuttavia lui pare essere poco tranquillo e commette falli ingenui, oltre a rimediare gialli evitabili. Per non parlare dei troppi errori in fase d’impostazione, d’accordo che lui è più bravo a interdire, però siamo convinti che può fare molto meglio di quanto fatto finora. In chiaroscuro invece Milani (voto 6-), mai utilizzato da mister Viali, con il ricongiungimento a Venturato, suo ex tecnico a Crema, ha alternato prestazioni positive ad altre meno (vedi espulsione ingenua e decisiva con il Pontisola). Tra chi si è acceso e poi spento come una lampadina c’è anche Martino (voto 6), autore di un avvio di stagione eccezionale dove praticamente ogni volta appoggiava un piede in campo faceva gol, con Venturato pare trovare poco spazio anche a causa di prestazioni poco positive nell’ultimo periodo. Infine, spiace inserirlo in questa categoria perché è potenzialmente un giovane di livello sontuoso, mettiamo Alessandro Minasola (voto 6-). Forse perché chiuso nel suo ruolo naturale (la seconda punta) dai big della rosa, è stato spesso relegato in posizioni del campo che di rado ne hanno esaltato le caratteristiche migliori.

OGGETTI MISTERIOSI – Poco impiegati, ma comunque con qualche gettone di presenza: questa è la categoria degli oggetti misteriosi, ossia i membri della rosa che ancora non si conoscono bene. Andrea Sgariboldi (voto 6-) è uno di questi giocatori. Tormentato fino a poche settimane fa da una fastidiosa pubalgia, ha calcato ancora troppo poco il campo (solo 2 presenze) per poter esprimere un giudizio complessivo nei suoi confronti, per cui il suo voto non è altro che una media delle valutazioni ottenute nelle partite finora giocate. Pure Shalva Sanashvili (voto 5,5) è un perfetto “oggetto misterioso”: mai impiegato da Viali, ultimamente Venturato gli ha dato una chance a Seriate che non ha, in parte, sfruttato. Dotato di un sinistro di tutto rispetto, è parso da rivedere per quanto riguarda la fase difensiva. Poca fortuna ha avuto invece Alessandroni (voto 6), che appartiene a pieno titolo al grande loggione degli infortunati, il suo crociato ha fatto crac quasi subito e non si è avuto modo di apprezzarne appieno le doti che, da quanto mostrato nelle primissime battute, sembravano buone. Sempre sotto questa voce è il caso d’inserire, per scarsità d’utilizzo, anche i portieri Marco Serena (voto 5/6) e Riccardo Bertozzi (voto 5,5), che hanno giocato due partite a testa: il primo ha offerto una prestazione negativa (Inveruno) e una positiva (Pontisola), il secondo due performance mediocri e in controtendenza rispetto alla strepitosa partita giocata in amichevole contro il Modena.

DELUDENTI – La più grande delusione di questa prima parte di stagione è senza dubbio Claudio Pani (voto 4,5). Arrivato con ancora negli occhi di tutti le ottime prestazioni offerte due anni orsono nel Piacenza di Monaco, l’ambiente si aspettava, da questo giocatore, decisamente un qualcosa di più. Del resto si credeva che lui, uno degli eroi biancorossi della sfortunata annata prefallimento, potesse fare meraviglie in un campionato tecnicamente modesto come la serie D (soprattutto se confrontato ai suoi trascorsi di carriera tra serie B e C). Tutti i calcoli invece si sono rivelati sbagliati e Pani, fatta eccezione per qualche partita un po’ meno opaca, se n’è andato collezionando panchine e prestazioni insufficienti. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il funambolico Alessandro Cortesi (voto 5) che, a parte un paio di acuti contro Lecco e Borgomanero dove ha mostrato le sue indiscutibili qualità tecniche, ha altrettanto deluso al pari del suo collega nel centrocampo “di palleggio” inizialmente pensato da Viali. Troppi gli errori in impostazione e mal digerita, da tutto l’ambiente biancorosso, la sua peculiarità di cercare sempre la giocata ad effetto (spesso con poco successo). Tra i deludenti, troviamo sicuramente anche il goleador della cavalcata che ha portato il Piacenza dall’Eccellenza alla serie D: Marco Arena (voto 5). Poco impiegato sia da Viali sia da Venturato (questo è in parte un alibi), non è mai riuscito a lasciare il segno ed è parso spesso nervoso (vedi Gozzano, dove ha rimediato un’ espulsione dopo solo 3’ dal suo ingresso in campo). Un grande incompiuto è anche Arturo Emanuel Martinez (voto 5,5). Lui ha veramente tutte le qualità per emergere: su tutte, tecnica e fisicità. Tuttavia è spesso impaurito, sbaglia appoggi banali e non riesce quasi mai a offrire alla squadra giocate di grande personalità come faceva nel girone d’andata della passata stagione. Di certo non lo ha aiutato la forte vena critica della piazza nei suoi confronti, ed è anche comprensibile visti i suoi 18 anni d’età, tuttavia, se la società saprà proteggerlo e valorizzarlo, questo giovane potrà riscattare una stagione che finora è stata al di sotto delle aspettative. Per concludere, infine, citiamo anche il giovane difensore De Matteo (voto 5). Ben dotato fisicamente e capace di offrire una prestazione incoraggiante al suo esordio, si è perso un po’ per strada finendo per deludere le aspettative nei suoi confronti e nel mercato di gennaio, al pari di Pani e Cortesi, si è svincolato.

IL NUOVO CHE AVANZA – Tra i nuovi che già sono scesi in campo abbiamo potuto apprezzare le grandi qualità di goleador e uomo-squadra di Giovanni Amodeo (voto 7). Lui è probabilmente il centravanti che mancava alla squadra biancorossa, nonché la spalla ideale per Marrazzo che è più adatto ad attaccare lo spazio anziché ad appoggiare la manovra. Altrettanto bene ha impressionato il centrocampista Mario Tacchinardi (voto 6,5), faticatore di mediana capace anche di giocate apprezzabili; purtroppo lo si è potuto vedere solo con la Pro Sesto, ma è da mettere la mano sul fuoco che sarà tra i giocatori più importanti di questa seconda parte della stagione.

I MISTER – La stagione era partita nel segno della riconferma di William Viali (voto 6). Di certo il suo Piacenza non giocava un calcio spettacolare, ma aveva un’impronta molto ben definita: possesso palla, rigore tattico e poche sconfitte (una sola, maturata tra l’altro a Gozzano in una gara giocata per 3/4 in inferiorità numerica). Ha pagato con l’esonero per una classifica che allora, quando si pensava di avere in mano una corazzata, era ritenuta deficitaria. Con il senno di poi però le valutazioni sarebbero state ben diverse. Al suo posto è stato chiamato un tecnico dal palmarès vincente, Roberto Venturato (voto 5,5). L’attuale tecnico ha dovuto fare i conti con una piazza delusa e in subbuglio, dovendo subentrare alla guida di una squadra costruita da altri, oltre ad essere legata a filo doppio con la precedente conduzione tecnica. Questo è sicuramente un alibi convincente per un approccio in parte difficoltoso, ma il giudizio al di sotto della sufficienza è dovuto al fatto che il Piacenza della sua gestione, dopo quasi due mesi, non sia ancora riuscito a trovare una sua identità ben precisa: dapprima offensivo e amante del calcio spettacolo, ha cambiato registro completamente per i troppi gol subiti per trasformarsi in una squadra votata più alla difesa e all’equilibrio tattico. Adesso, con gli innesti dal mercato di uomini di fiducia del tecnico, si pensa a un centrocampo muscolare per proteggere la difesa (ancora battuta troppo spesso) e coprire le spalle a un attacco tecnico e di fantasia. Tutto questo, sperando di trovare una quadratura convincente in vista del girone di ritorno che, si sa, non permetterà più di sbagliare e necessiterà di una continuità di risultati ben maggiore.
Marcello Astorri

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