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Piacenza - I pagelloni di fine anno: c'è gloria per tutti

Una stagione storica si è appena conclusa. Il Piacenza si è portato a casa promozione in Lega Pro, record ed eterna gloria sugli almanacchi. Ma chi sono i protagonisti di questa grande impresa? Tutti hanno fatto bene e hanno grandi meriti, a...

Arnaldo Franzini-97
Una stagione storica si è appena conclusa. Il Piacenza si è portato a casa promozione in Lega Pro, record ed eterna gloria sugli almanacchi. Ma chi sono i protagonisti di questa grande impresa? Tutti hanno fatto bene e hanno grandi meriti, a partire da mister Franzini, detto il “mago” di Vernasca, autentico progettista in capo di un’annata trionfale. Sul campo, i migliori per noi sono stati capitan Luca Matteassi, la colonna Jacopo Silva, il regista Taugourdeau, il jolly Cazzamalli, il bomber Adriano Marzeglia e tra i giovani sicuramente il centrocampista Saber e il difensore Di Cecco. Ma c’è gloria per tutti. Di seguito vi proponiamo i pagelloni stagionali di tutta la rosa del Piacenza.

Boccanera 7,5: vive una prima parte di stagione da eroe, condita da tante parate che sono valse punti pesanti: su tutte, la più importante è stata quella nel big match contro il Lecco sul rigore di Franca, che ha tenuto in partita i biancorossi prima del gol decisivo di Ruffini. Il girone di ritorno lo vive sull’altalena, con qualche incertezza (vedi Olginate) ma sempre con un rendimento nel complesso soddisfacente.

Sentinelli 7,5: è una montagna che cammina, un difensore che sopperisce con esperienza, fisicità e tecnica a una velocità che per forza di cose non può essere quella dei fulmini di guerra. Finisce con 5 reti all’attivo, tutte con un peso specifico notevole. Lascia per strada mezzo punto per il rosso di Seregno e per qualche eccesso di sicurezza nell’uscita palla al piede dall’area, ma ce ne fossero di giocatori del suo calibro.

Silva 8: è arrivato come ministro della difesa, comandante scelto da Franzini per guidare quella che sarebbe diventata la difesa meno battuta del girone. Non ha scelto male il tecnico piacentino: Silva non ha mai deluso agli appuntamenti importanti, né tantomeno ha avuto cali di concentrazione al cospetto degli avversari più abbordabili.

Ruffini 7,5: fa la staffetta con Sentinelli per tutto l’arco della stagione. Lui ha caratteristiche diverse dal gigante romano, poiché è più rapido e adatto ad attaccanti altrettanto rapidi, ma ha una caratteristica in comune: il fiuto del gol, un dono innato che ha fruttato cinque reti al Piacenza tra cui quella da 3 punti nel match di andata contro il Lecco.

Di Cecco 8: è la sorpresa più grande. Non che non ci si attendesse tanto da lui, ma certamente nessuno poteva immaginarsi un campionato con prestazioni a tratti stellari. Abbina tecnica, velocità, personalità. E’ migliorabile in copertura, chissà quanto potrebbe crescere con un altro anno insieme a Franzini.

Contini 7,5: giovane prodotto delle giovanili biancorosse, è partito in sordina, nessuno sembrava puntare su di lui. Ha faticato agli inizi, essendo esordiente assoluto in categoria, ma in seguito è cresciuto partita dopo partita, dimostrando di valere pienamente la fiducia di mister Franzini.

Colombini 7: arrivato a metà campionato come oggetto misterioso, si è rivelato essere l’ennesimo acquisto azzeccato del duo Cerri-Franzini. E’ un giovane di buone prospettive e con ottimi mezzi,che deve crescere sotto il piano della personalità per effettuare il definitivo salto di qualità: ha tutto il tempo per farlo.

Taugourdeau 8: è il playmaker perfetto, dotato di tecnica e ingegno. Nel mosaico della squadra ideale, come lo è stato il Piacenza quest’anno, il regista francese s’incastrava come il pezzo centrale che nobilitava tutto l’insieme.

Cazzamalli 8,5: la storia di questo giocatore è di quelle che potrebbero essere raccontate come esempio ai giovani. E’ partito in panchina, era considerato la riserva di lusso, ma in seguito ha saputo cogliere l’occasione giusta, riciclarsi in ruoli non suoi, ritagliarsi uno spazio sempre maggiore fino a divenire inamovibile. Il bottino di 8 reti, inoltre, è davvero lusinghiero per un centrocampista che spesso si è ritrovato a giostrare lontano dalla porta.

Saber 8,5: il giovane italo tunisino ha conosciuto una crescita esponenziale e se l’anno scorso era da considerarsi un calciatore di prospettiva ma con ancora un’identità da delineare, questa stagione è diventato un centrocampista completo, fatto di miglia di corsa, grinta e un pizzico di tecnica ad amalgamare il tutto. La rete marziana con la quale ha steso il MapelloBonate rimarrà nelle memorie dei tifosi piacentini per un pezzo.

Porcino 7,5: il ginocchio ha fatto le bizze, mettendolo fuorigioco nella fase centrale della stagione, ma il giocatore ammirato fino a dicembre è un vero condensato di agonismo e duttilità. Talismano tuttofare del centrocampo, ha dimostrato di possedere un po’ di tutto: tecnica quanto basta, rapidità e senso tattico da vendere.

Matteassi 8,5: essere capitano non è avere una fascia al braccio, lui dà a quella fascia un significato particolare. Non è solo la classe indiscutibile sul campo, ma anche e soprattutto la personalità con la quale prende per mano la squadra nei momenti delicati e come questa lo segue. L’immagine tipica è la festa sotto alla Curva dopo ogni successo: per primo parla Matteassi, poi cantano tutti gli altri. Non è solo un capitano, è un capo popolo.

Galuppini 7,5: lo diceva con un velo di stizza dopo essersi finalmente ritagliato i riflettori: «Ma chi li decide i titolari?» e in effetti, con il senno di poi, l’etichetta di riserva per lui è stata un po’ riduttiva. Rinunciando ad andarsene a dicembre, ha deciso di scommettere nuovamente su di sé e questa scommessa è stata vinta: da lì sono nate perle come la punizione che ha steso la Grumellese e il pallonetto che ha disarcionato una tenace Varesina. In una parola? Apriscatole.

Franchi 7,5: letteralmente devastante per due terzi di campionato, è caratterizzato da una velocità esplosiva che può mettere in ginocchio l’avversario di turno. E’ calato verso la fine del campionato, ma questo dimostra semplicemente che è un essere umano e non un marziano.

Minincleri 7,5: l’inizio è stato shock, con la frattura alle costole che ne ha minato le capacità balistiche di primissimo piano. Poi c’è stata la panchina e la fatica a imporsi con una concorrenza spietata con la quale fare i conti. Alla fine, con pazienza e con il lavoro, si è imposto a suon di assist, gol e palle inattive calciate con una grazia rara.

Marzeglia 8: accolto tra lo scetticismo generale, il bomber milanese ha conquistato tutti con il suo strapotere fisico e i colpi di testa perentori in grado di abbattere - letteralmente - difese, porte e portieri. Con i piedi non è mai stato il massimo, forse, ma se ci andiamo a rivedere i gol segnati a Venezia e Gubbio, c’è la possibilità di avere un legittimo dubbio anche su questo aspetto.

All. Franzini 9: di quest’anno da ricordare è stato il grande architetto. Si è costruito la macchina perfetta e poi si è messo nella sala dei bottoni a godersi lo spettacolo, spingendo leve e pulsanti solo quando serviva, mantenendo sempre la squadra sulla retta via come fanno i veri leader. Poche convinzioni, chiare, trasferite a una squadra che lo ha seguito come si fa con un professore illuminato.

GLI ALTRI - Mira 6,5, Gherardi 6, Cigognini s.v., Cabrini s.v., Terzi s.v., Battistotti s.v., Terzi s.v., Pezzi 6.

Marcello Astorri
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