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Piacenza - Galuppini: «Mi godo questo momento»

«A dicembre ho chiesto di andare via se non c'era spazio, ma è bastato un minuto di colloquio con il direttore Cerri per decidere di restare a Piacenza». Lo racconta Francesco Galuppini, esterno offensivo biancorosso che spesso, in questa prima...

Francesco Galuppini-4
«A dicembre ho chiesto di andare via se non c'era spazio, ma è bastato un minuto di colloquio con il direttore Cerri per decidere di restare a Piacenza». Lo racconta Francesco Galuppini, esterno offensivo biancorosso che spesso, in questa prima parte di stagione, ha dovuto assaggiare l’amarezza della panchina. Domenica scorsa contro la Grumellese si è preso la sua rivincita, decidendo la partita con una punizione splendida: «Negli anni ho capito che la cosa più importante è allenarsi bene, io l’ho fatto e adesso mi sto godendo questo momento». Lo stesso Franzini non ha mai perso occasione per elogiare il giocatore bresciano, che ha sempre definito «Un professionista esemplare». Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Sampdoria, Galuppini ha alle spalle 63 partite e 7 gol in Lega Pro con Lumezzane, Real Vicenza e Feralpi Salò. Per vestire la maglia del Piacenza ha accettato di scendere in serie D, ma si è ritrovato chiuso nel suo ruolo dalla concorrenza di Minincleri, Matteassi e Stefano Franchi. Per lui un solo gol su rigore e una manciata di spezzoni di gara, fino alla prodezza che potrebbe rilanciare la sua candidatura per una maglia da titolare contro il Monza.

La punizione contro la Grumellese è stata un vero gioiello, cosa le hanno detto i suoi compagni dopo la partita?
«Mi hanno sempre supportato, ho ricevuto i messaggi complimenti da Franchi e da Ruffini, bresciani come me, con i quali tutti i giorni faccio il viaggio in macchina per venire agli allenamenti. In generale siamo un gruppo molto unito, altre volte hanno deciso la partita i miei compagni, stavolta l’ho decisa io».

Franzini l’ha elogiata per la sua professionalità, quanto fa piacere?
«Anche se ho giocato poco, ho sempre sentito la fiducia dell’ambiente. Non è mai facile stare in panchina, ma negli anni ho imparato che allenarsi bene è più importante di giocare. Io mi sono sempre allenato al massimo e ora ho cominciato a raccogliere i frutti».

Facciamo un bilancio di questi primi 6 mesi in biancorosso.
«Sinceramente mi aspettavo di più, comunque non è un bilancio negativo. Mi trovo a dover sfruttare il momento quando sono chiamato in causa. Alla fine le opportunità arrivano sempre e con questa squadra è difficile entrare e non giocare bene».

I suoi compagni sui social hanno lanciato l’hashtag #galuppata dopo il gol di domenica, è forse una sua giocata particolare?
«Lo hanno inventato Silva e Luca Franchi un giorno negli spogliatoi - ride - non è una giocata particolare, diciamo che è il mio soprannome. Da allora tutti mi chiamano così, ormai è diventata una cosa social ed è nato perfino l’hashtag».

Visti i tanti infortuni e la gemma di domenica scorsa, pensa che Franzini le concederà più spazio?
«Lo spero, tutti vogliono giocare. Comunque non voglio fare una campagna per avere più spazio, tutto quello che mi viene concesso me lo prendo e cerco di fare del mio meglio, domenica ho deciso la partita e mi godo questo momento».

Ha mai pensato di andare via da Piacenza?
«Qui apriamo una parentesi delicata. In effetti a dicembre avevo chiesto spiegazioni. Ho detto a Cerri che se avessi avuto spazio sarei rimasto, altrimenti avrei cercato qualcos’altro. Abbiamo avuto un colloquio, dal quale sono uscito con la massima stima nei confronti del direttore. E’ bastato un minuto per bloccare tutto e decidere di proseguire insieme. Il mister inoltre non ha mai messo in discussione Galuppini, come giocatore e come persona. E’ stata la cosa migliore: io non volevo andarmene perché sapevo che si poteva vincere il campionato».

Domenica prossima c’è la sfida contro il Monza al “Brianteo”: una partita che non ha certo bisogno di stimoli.
«Il mister dice sempre che queste sono le partite più facili da preparare. Con la Grumellese, magari, bisogna essere bravi a mettere tutti sull’attenti per evitare cali di concentrazione. Al “Brianteo” sono già sceso in campo, contro Monza e Giana si giocava lì. E’ uno stadio importante, con tanti tifosi e contro una squadra blasonata. Sarà una sfida bella da vivere».

Si dice sempre che questo Piacenza è un grande gruppo. Lei con chi ha legato di più nello spogliatoio?
«Sicuramente con i ragazzi della macchinata di Brescia, che è composta da me, Ruffini e Franchi. Tra di noi, ovviamente, c’è legame importantissimo. Ma tutto il gruppo è affiatato. Ci sentiamo quotidianamente tra compagni. Abbiamo un gruppo di whatsapp della squadra dove ogni giorno arrivano tanti messaggi. Il nostro capitano - ride - sembra ancora un bambino anche se ha 37 anni».

Lei che in Lega Pro ci ha giocato, pensa che questa rosa possa dire la sua anche nella serie superiore?
«In Lega Pro ci ho giocato. Come ha detto il presidente onorario, penso che questa squadra non farebbe fatica ad arrivare a una salvezza tranquilla. Forse, non essendoci l’obbligo dei giovani, che se la giocherebbero alla pari con i vecchi, qualche giocatore esperto in più farebbe comodo. Ad ogni modo penso che questa squadra sia già pronta. Del resto è composta da tanti giocatori che hanno già fatto la categoria».
Marcello Astorri
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