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Piacenza - Franzini lascia o no? Il tecnico non chiude la porta. Sarà decisivo l’incontro con Marco Gatti e Scianò

I biancorossi saranno ai nastri di partenza ma in che modo? Franz è garanzia di risultati, conosce l’ambiente, il mercato e si adatta a tutti gli obiettivi. La società potrebbe convincerlo a non mollare a giugno forzando sul contratto che scade nel 2021.

Arnaldo Franzini, guida il Piacenza da cinque stagioni

datei_s-6Giocare o non giocare? Una cosa è certa: prima o poi la Serie C dovrà ripartire che sia per concludere questa stagione - tra maggio e luglio - o dare il via alla prossima a settembre. Il Piacenza avrà delle difficoltà come tutti, l’epidemia del Covid-19 preannuncia una crisi senza precedenti e questa volta, come non mai, ci sarà da baciarsi i gomiti ad avere una squadra ancora iscritta in una Serie C che sarà martoriata.
Tuttavia la vita riprenderà e dovremo anche tornare a parlare (finalmente) solo di campo. Che Piacenza sarà quello 2020/2021? Prematuro parlarne oggi, non sappiamo nemmeno se questa stagione si concluderà o no, però è lecito discuterne perché in tempi “normali” erano queste le settimane in cui si iniziava a gettare lo sguardo al futuro. Rinnovi, interessi, indiscrezioni, calciomercato. La prima domanda è: “cosa farà Franzini”?

Il tecnico sembrava arrivato al capolinea dopo le continue e reiterate contestazioni tra novembre e dicembre, proteste contro gioco e risultati. I tifosi hanno aspettato al varco il tecnico beccato al primo risultato negativo tanto che la situazione si era stancamente trascinata fino a Natale quando lo stesso Franzini disse: «Il mio contratto scade nel 2021 ma a giugno toglierò il disturbo». Frasi dettate da una situazione che stava diventando estenuantemente ridondante e inquinata da diversi fattori. Il mondo, però, da Natale è cambiato. E’ cambiata la vita come l’abbiamo sempre concepita e cambierà la Serie C. Cosa faranno allora Franzini e il Piacenza?

Mister, innanzitutto che opinione si è fatto sul momento in Serie C dopo l’assemblea in cui i club, in sostanza, hanno chiesto di chiudere qui la stagione?
«Mi sono fatto l’opinione che ci sono 60 società che a causa di un evento ai confini della realtà hanno deciso di compattarsi però, come sempre, c’è qualcuno che va in ordine sparso seguendo degli interessi specificatamente personali».

Si riferisce a chi spinge per ripartire?
«Spingere per riprendere il campionato a breve è semplicemente impensabile, forse potrà accadere tra un mese e mezzo modulando magari il calendario. Attenzione che abbiamo un’Italia a due velocità, al Sud il Coronavirus non ha colpito come al Nord. Non è facile capire ora come riprendere tutti insieme».

Ma Franzini è favorevole o no?
«Lo sono ma non per un motivo calcistico, semplicemente per una questione più che altro di morale. Chiaramente prima viene la salute».

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Nello specifico?
«Ripartire porterebbe con sé un messaggio di speranza in un momento tragico. Perciò se ci saranno le condizioni sanitarie adeguate dico di sì, il messaggio alla popolazione sarebbe positivo. Tuttavia guardo la realtà dei fatti e aggiungo: sarà quasi impossibile farlo perché non ci saranno le condizioni».

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