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Piacenza - Franzini: «La squadra è stanca». Pagelle

In sala stampa ci si aspettava un Arnaldo Franzini arrabbiato per il peggior Piacenza stagionale, invece il tecnico assolve la squadra. «Prima della partita contro la Racing - ha dichiarato - avevo detto che le ultime sei partite del girone...

Stefano Franchi-7

In sala stampa ci si aspettava un Arnaldo Franzini arrabbiato per il peggior Piacenza stagionale, invece il tecnico assolve la squadra. «Prima della partita contro la Racing - ha dichiarato - avevo detto che le ultime sei partite del girone d’andata sarebbero state le più difficili, le più complicate, perché la squadra è un po’ stanca sia mentalmente sia fisicamente, ha tirato tanto da inizio stagione. Volevamo essere subito protagonisti in questo campionato, prendere subito fiducia». Il mister capisce il momento ma invita a tenere duro: «qualcosa è venuto a mancare durante l’anno, ora ci si è messa pure qualche difficoltà a livello di organico. Qualcuno avrebbe bisogno di rifiatare. Dobbiamo tenere botta in queste ultime partite prima della sosta. Oggi l’avremmo potuta anche scampare, anche se in parità numerica avevamo concesso molto poco, poi abbiamo preso gol e in un uomo in meno avevamo poco da dare». C’è qualche dubbio sulla decisione di espellere Miori da parte dell’arbitro: «E’ abbastanza evidente l’abbaglio - ha detto Franzini - dal momento che lasci proseguire l’azione e l’attaccante ha modo di tirare, non si può tornare indietro e dare la punizione con l’espulsione. Ma quando le cose non girano è così».
Antonio Pergreffi, difensore, sottolinea la stanchezza che sta attanagliando la squadra in questo finale di 2016: «Effettivamente un po’ di stanchezza si è evidenziata, loro ci aspettavano, ripartivano e molte volte siamo stati presi in contropiede. Tuttavia siamo stati anche bravi a chiudere gli spazi e a non concedere occasioni nel primo tempo. Poi è normale che dopo l’episodio dell’espulsione, in dieci contro undici, si complichi un po’ di più la partita». Ora bisogna tenere botta fino alla fine: «Se all’inizio dell’anno ci avessero detto che avremmo finito il girone d’andata a 29 punti, ci mettevamo la firma. E’ logico che ci possano essere partite dove fai più fatica. Cosa fare? dobbiamo ripartire subito venerdì prossimo mettendo in campo tutto quello che abbiamo a disposizione».


Sulla sponda Prato, in panchina c’è Francesco Monaco, ex allenatore biancorosso che ha un passato importante in terra emiliana: «Sono contento del successo ottenuto contro una grande squadra, abbiamo concesso pochissimo, creato e fatto le cose che proviamo in allenamento. L’unico rammarico è stato aver sprecato qualche occasione». La soddisfazione è logica, la vittoria ha resuscitato i suoi nella lotta salvezza. Il mister è stato salutato dai tifosi piacentini in tribuna nonostante l’addio burrascoso di un paio d’anni fa: «Nel primo anno a Piacenza abbiamo fatto 43 punti: senza penalizzazione ci saremmo salvati. Mi è dispiaciuta la seconda parentesi a Piacenza, dove la società ha preso una decisione, che allora non condividevo, ma ci sta, questo è il calcio. Sono rimasto in buoni rapporti con tutti, anche con i presidenti, con il mio ex giocatore Lussardi e la gente. Insomma, c’è rispetto reciproco».
Dal nostro inviato a Prato
Marcello Astorri


LE PAGELLE DI MARCELLO ASTORRI

Miori 5,5: pesa l’episodio dell’espulsione dove è senza dubbio sfortunato, anche se la sensazione è che non azzecchi pienamente il tempo dell’uscita.

Sciacca 6: è uno dei pochi positivi per la continuità con la quale si propone, soprattutto nella ripresa.

Pergreffi 6: la difesa nel primo tempo concede molto poco e lui fa il suo, nel secondo tempo fioccano le occasioni ma è una chiara conseguenza dello svantaggio e dell’inferiorità numerica.

Silva 6: vedasi quanto detto per il compagno di reparto, ci mette una pezza enorme su Sowe, che compensa il fallo ingenuo commesso dal quale nasce la punizione vincente di Tomi.

Agostinone 5,5: è tra i più stanchi. Lo sa ed è bravo a dosare le forze, ma si vede chiaramente che non è più il giocatore brillante d’inizio stagione. Qualche sbandata nel finale.

Cazzamalli 5: sotto ritmo, sbaglia passaggi che normalmente non sbaglia mai. Sulle palle inattive non riesce a far valere tutta la sua fisicità. Dal 26’ st Debeljuh 5,5: prova a battersi, spizza qualche pallone. Ma alla fine dei conti non riesce a incidere davvero.

Saber 5,5: nella prima parte di gara è tra i pochi ad essere positivi, l’unico che riesce a inserirsi e a dare profondità. Poi si smarrisce, tiene troppo il pallone e ne perde anche qualcuno che poteva tramutarsi in oro per gli avversari.

Taugourdeau 5,5: il compasso biancorosso stavolta si ferma. Non velocizza il gioco e anzi, lo rallenta in alcune circostanze. Mezzo voto in più perché è suo uno dei pochi tiri insidiosi verso la porta toscana.

Matteassi 5,5: il capitano fatica, non riesce mai a raggiungere il fondo, a mordere. E’ vero che è servito male: o troppo lungo o mediante passaggi sporchi. Ma resta il fatto di come non riesca a lasciare il segno. Dal 35’ st Segre s.v.

Razzitti 5: riceve pochissimi rifornimenti, ma anche quando arrivano lui non è mai al posto giusto. Ectoplasma.
Dal 6’ st Kastrati 5,5: qualche colpa sul gol ce l’ha: il tiro di Tomi non era poi così irresistibile.

Franchi 5,5: assente per lunghi tratti, ha un impeto d’orgoglio nel finale dove non va distante dal segnare un bel gol in girata. Troppo poco, però.

All. Franzini 5,5: la squadra è scarica, molle. Non riesce a mettere sul piatto le caratteristiche migliori: dinamismo, determinazione, gioco frizzantino sulle fasce. Lui chiede rinforzi e fa bene, perché non ha ricambi in grado di far svoltare partite complicate come quella di Prato.
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