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Piacenza - Franzini: «Il calcio è questo». Pagelle

Un Piacenza versione corsaro incamera il terzo successo consecutivo in casa della Pistoiese e ora entra nei quartieri altissimi della classifica issandosi al quarto posto. Gli arancioni non avrebbero meritato la sconfitta, ma mister Arnaldo...

Miori

Un Piacenza versione corsaro incamera il terzo successo consecutivo in casa della Pistoiese e ora entra nei quartieri altissimi della classifica issandosi al quarto posto. Gli arancioni non avrebbero meritato la sconfitta, ma mister Arnaldo Franzini nel post gara rivendica con forza la propria vittoria: «Altre volte avremmo meritato di vincere e non è stato così - afferma il mister - abbiamo buttato via punti con Renate e Lucchese, abbiamo dominato dall’inizio alla fine contro la Viterbese ma siamo stati fermati da pali e traverse. Ma ci sta, lo abbiamo accettato e siamo andati avanti. Oggi, probabilmente, si è sofferto come mai in questo inizio di campionato sotto il punto di vista delle occasioni, però ci tengo a sottolineare che al 1’ minuto ci è capitata l’occasione per segnare e poi si è creato il giusto, considerando che giocavamo fuori casa contro una squadra come la Pistoiese. Loro avrebbero meritato di più, ma d’altronde il calcio è questo qui: se non fai gol perché il portiere è bravo o prendi il palo c’è poco da fare. Capiteranno altre partite così a nostro favore come a nostro sfavore».
Protagonista assoluto tra i pali è stato Mirco Miori, portiere biancorosso: «Sono molto contento - ha detto - sia per me, sia per il mister e il preparatore dei portieri che hanno sempre creduto in me. Al contrario della stampa che da subito ha iniziato a criticare». Tolto il sassolino dalla scarpa, per il giovane estremo difensore è inevitabile notare come il Piacenza sia quarto in classifica: «Questo non dobbiamo guardarlo, il nostro primo obiettivo rimane conquistare la salvezza. Una volta fatto, non ci porremo limiti. Rispetto alle prime partite, dove avevamo costruito molto e concretizzato poco, nelle ultime due, contro Olbia e Pistoiese, siamo diventati cinici. Nel finale siamo stati bravi a soffrire tutti insieme: giorno dopo giorno siamo sempre più squadra».
Bomber Andrea Razzitti, invece, dopo il tanto lavoro oscuro finalmente sta trovando la via della rete con continuità: «Sto raccogliendo i frutti del mio impegno - ha affermato l’attaccante - però prima di pensare al gol oggi ho pensato a come poter vincere la partita, che richiedeva una buona dose di sacrificio. Questa squadra ha sviluppato una grande capacità di soffrire, riuscendo a portare a casa i tre punti anche quando non lo merita appieno. Lo abbiamo visto anche con la Pistoiese che per larghi tratti ci ha messo sotto, ma noi ci teniamo stretta questa vittoria».

PISTOIESE - Mister Gianmarco Remondina, ex mister biancorosso ai tempi della serie B, non ci sta proprio e tira le orecchie a Neuton, suo difensore, che ha perso una brutta palla sul pari del Piacenza: «La squadra ha giocato bene e ha fatto tutto quello che doveva fare. Poi succede che un giocatore come Neuton, che tra l’altro è uno dei più bravi, si è trovato a portare troppo la palla nel tentativo di portarla nella metacampo avversaria. Lui è brasiliano, ma deve calarsi al più presto nella mentalità italiana perché non esiste concedere una palla così quando stai vincendo e giocando bene. Oggi abbiamo sbagliato in due cose: la prima è stata non concretizzare le tante occasioni che creiamo sempre, e l’altra è stata non aver avuto, dopo aver preso il gol, la capacità di raffreddarsi un attimo e ripartire subito a giocare come stavamo facendo».
Dal nostro inviato a Pistoia
Marcello Astorri


LE PAGELLE DI MARCELLO ASTORRI

Miori 8: è la sua giornata perché in questi tre punti c’è tanto di suo. E’ stato l’incubo di Rovini, chiude alla grande anche su Finocchio. Se questo è il vero Miori, allora Franzini per il ruolo di portiere può dormire sonni tranquilli.
Sciacca 6: all’inizio è bravissimo ad attaccare lo spazio, meno quando si ritrova a tu per tu col portiere e gli calcia addosso. In difesa soffre l’intraprendenza di Rovini che gli fa vedere i sorci verdi.
Pergreffi 6,5: roccioso, ruvido quando serve. Si fa minaccioso anche sulle palle inattive a favore, ormai è una scelta irrinunciabile per Franzini.
Silva 6,5: la pressione degli arancioni in alcuni momenti era veramente incalzante, ma lui riesce a non perdere la testa e a tenere unite le fila con le unghie e con i denti.
Agostinone 6: Gyasi lo manda in difficoltà, lui cerca di salvare il salvabile e prova ad affacciarsi in avanti riuscendo a combinare qualcosa di buono.
Saber 6,5: azzanna caviglie, riconquista palloni ed è un’azione di disturbo continua per Minotti. Mette lo zampino su molte azioni pericolose. Si arrende solamente ai crampi.
dal 29' st Abbate 6: entra sempre in momenti caldissimi e contribuisce degnamente quando si tratta di badare al sodo.
Taugourdeau 6,5: non il miglior Taugourdeau. La squadra non ha in mano il pallino del gioco e questo fa sì che il fine intarsiatore biancorosso si veda di meno, ma la punizione che frutta il vantaggio parte ancora dal suo piede e l'assist per Matteassi porta il suo nome.
Barba 5,5: poche idee e tutte confuse, rimane per larghi tratti di partita nella zona d’ombra del match nonostante cerchi di dibattersi in tutti i modi. Alla fine non lascerà molte tracce di sé.
dal 23' st Cazzamalli 6: entra e serve l’assist a Razzitti per l’1-2.
Matteassi 7: è un giocatore infinito. Gli avversari lo conoscono, lo temono. Lui dà pillole di sé nei momenti decisivi, firma il gol del pari con la freddezza di un militare russo e rimane sempre nel vivo del gioco.
Razzitti 7: tira i nervi a tutti nella retroguardia toscana. Si sbraccia, prende i falli, sportella e con un moto pressoché perpetuo tiene in scacco Neuton e compagni. Si prende la soddisfazione, dopo tanto lavoro sporco, di segnare il gol partita.
Titone 5,5: ce la mette tutta, ma non riesce a incidere minimamente. Le buone intenzioni ci sono tutte, ma rimangono tali.
Dal 19’ st Franchi 6,5: dà vivacità in avanti e tira fuori una rabbiosa determinazione nel momento di massima sofferenza. Si conquista con il mestiere la punizione che frutta l’1-2 di Razziti.

All. Franzini 7: subisce per larghi tratti di partita, ma si fida dei suoi e non perde lucidità. Ha l’intuizione giusta nell’inserire Cazzamalli appena prima della punizione decisiva, fa i cambi giusti al momento giusto. E poi, si sa, la fortuna aiuta gli audaci.
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