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Piacenza - Franzini: «Ho avuto delle risposte». Pagelle

Visibilmente soddisfatto Arnaldo Franzini a fine partita. Voleva delle risposte e le ha avute sul doppio binario della prestazione e del risultato. «Questi sono punti afferrati con le unghie e con i denti, in questa fase del torneo conta fare più...

Piacenza - Franzini: «Ho avuto delle risposte». Pagelle - 1
Visibilmente soddisfatto Arnaldo Franzini a fine partita. Voleva delle risposte e le ha avute sul doppio binario della prestazione e del risultato. «Questi sono punti afferrati con le unghie e con i denti, in questa fase del torneo conta fare più punti possibili. Certo, se prima di iniziare il campionato mi avessero detto che dopo sette giornate saremmo stati al quinto posto non ci avrei creduto, ma per come stiamo giocando dall’inizio del torneo non sono sorpreso della nostra posizione attuale».
Una gara, quella con l’Olbia, che riservava diverse difficoltà. La prima era una difficoltà che potremmo definire “ambientale”. «Dopo la vittoria di Cremona, la settimana precedente e quella successiva, sono convinto che la partita con l’Olbia rappresentasse la partita più importante e complicata dall’inizio della stagione. Sapevo inoltre che i nostri avversari ci avrebbero messo in seria difficoltà, dal momento che sono una formazione giovane e tecnica, che pratica un possesso palla continuato. Ecco perché sono soddisfatto della gara e del risultato, l’Olbia non ha creato eccessive occasioni e abbiamo avuto il grande merito di riuscire a portare a casa un incontro così, nonostante la prestazione non sia stata ottimale. Volevamo pressarli alti, poi dopo il gol iniziale siamo arretrati».

Emerge sempre più l’importanza di un giocatore come Razzitti. «Conquista palloni - dice Franzini - subisce tanti falli, e poi i suoi gol li fa e io credo che possa arrivare in doppia cifra».
Contro l’Olbia è scesa in campo la stessa formazione che ha superato la Cremonese. «Cambiare qualcuno era difficile dopo aver visto la gara di sette gironi fa, anche se a volte occorre modificare per tenere alta la condizione fisica di tutti. E’ chiaro che non tutti oggi erano al top, ma giocatori come Cazzamalli e Franchi anche se non sono nella migliore giornata possono darti un grande aiuto».
Classifica alla mano, quale futuro per il Piacenza? «Se riusciremo a mantenere questa applicazione, intensità e qualità di gioco potremo arrivare in alto. E la rosa è buona, c’è gente che al momento gioca meno che può sostituire chi entra in campo più spesso. L’importante è mantenere un concetto di squadra chiaro e un’idea di gioco altrettanto chiara».
L’estremo difensore biancorosso Mirco Miori stava portando a casa una partita con la porta imbattuta. Poi, in pieno recupero, un gol strano subito dal portiere piacentino. Cos’è successo? «C’è stata la punizione - dice - mi aspettavo una deviazione maggiore e sono stato colto in controtempo». Lo stesso Franzini parlerà di un gol come se ne vedono tanti anche nelle categorie superiori. Una rete che non va a inficiare una buona prestazione, suggellata da due interventi, il primo su Cossu e il secondo su Capello nella ripresa. «Credo di avere disputato una buona gara - dice Miori - non mi sento messo sotto esame e sotto questo profilo posso dire di essere tranquillo». Chiusa la parentesi personale Miori parla della partita. «Avremmo dovuto essere più bravi ad aggredire l’Olbia, ma loro sono particolarmente abili nel palleggio e questo ci ha portato ad abbassarci un po’ troppo. Siamo comunque soddisfatti, avremmo potuto avere forse qualche punto in più in classifica, ma al momento va bene così».

Al tecnico dell’Olbia Michele Mignani arrivano i complimenti del presidente del Piacenza. Un sorriso, di circostanza. Li avrebbe volentieri barattati in cambio di punti. «Spiace tornare a casa senza punti. Lo sapevamo che non sarebbe stato facile. Il Piacenza è andato subito avanti nel punteggio, poi è arretrato giocando in undici dietro la linea della palla. Ha fatto quello che doveva, sia chiaro, ma per noi le cose si sono complicate».
Il tecnico non cerca però alibi, anzi avanza una critica ai suoi giocatori: «Le partite finiscono al triplice fischio, invece dopo il raddoppio degli avversari abbiamo tolto la gamba. Non voglio che la mia squadra chini la testa, tanto più pensando che per oltre un’ora abbiamo condotto la partita, peccato avere regalato metà della ripresa».
Questa la lettura del giocatore sardo Enrico Geroni: «Gli episodi sono stati determinanti. Se da una parte non possiamo certo dire che il Piacenza non abbia meritato il successo, dall’altro non si può affermare che sarebbe stata un’ingiustizia se la gara fosse finita in parità».
Filippo Lezoli

LE PAGELLE DI FILIPPO LEZOLI

MIORI 6: salva su Cossu al 40', si ripete su Capello nella ripresa dopo essere stato graziato dal palo nella stessa azione. Incerto, ma per colpa di una deviazione, sulla rete ospite nel finale. Bravo e fortunato. Cosa chiedere di più?

SCIACCA 6,5: nella prima frazione con Barba e Matteassi fanno della fascia destra la zona da cui nascono tutti i pericoli per l'Olbia, compreso il gol del vantaggio. In maggiore sofferenza a inizio ripresa quando a soffrire è però tutta la squadra.

PERGREFFI 6,5: qualche indecisione in avvio, poi raddrizza il timone e confeziona un paio di ottimi interventi in area di rigore, giusto per spegnere le velleità ospiti. Stoppa le iniziative di Kouko e dà sicurezza, un buon modo per festeggiare il rinnovo avvenuto in settimana.

TAUGOURDEAU 6: detta il gioco con ordine, ma senza particolari acuti, benché quando il pallone è tra i suoi piedi la manovra piacentina si velocizzi. Più in sofferenza quando il Piacenza deve gestire e difendere (25' st. Saber 6.5: subito pericoloso, apporta la qualità che gli riconosciamo).

SILVA 6: amministra bene la retroguardia, quando il Piacenza va in sofferenza lui e il compagno di reparto rischiano il minimo sindacale.

MATTEASSI 7: suo il gol che sblocca la gara, poco dopo avrebbe guadagnato anche un rigore se solo l'arbitro fosse stato più benevolo. Nel primo tempo il più pericoloso dei biancorossi, nella ripresa si fa notare a sprazzi.

CAZZAMALLI 6: dopo l'ottima prestazione di Cremona una gara più in ombra. Però sporca palloni in quantità e dà al Piacenza quella consistenza fisica che altrimenti mancherebbe. Con l'uscita di Taugordeau si posiziona davanti alla difesa, il mestiere lo tiene a galla anche in una giornata così così.

RAZZITTI 7: giocatore importante. Anche quando non eccelle è una presenza che gli avversari patiscono. Fa valere il suo fisico anche nell'azione della prima marcatura piacentina. È pronto a colpire in quella del raddoppio. Il resto è corsa, falli guadagnati, combattimento. Una partita di sostanza con la ciliegina del gol (43' st. Di Cecco: sv).

AGOSTINONE 6: non spinge come in altre occasioni, quando lo fa prova la conclusione nella ripresa ma senza fortuna. Una gara di ordinaria amministrazione.

BARBA 6,5: dà il via all'azione che porterà al vantaggio. All'inizio è il più in palla della metacampo di Franzini. Nella ripresa cala con il passare dei minuti, senza però mai perdere la bussola.

FRANCHI 6: quasi assente fino al 20' della ripresa, poi spacca la difesa dei sardi con uno slalom che innesca il raddoppio della tranquillità, quando già Titone era pronto a sostituirlo (24' st. Titone 6: innesca qualche contropiede, sfiora il gol su assist di Razzitti e in genere regala vivacità nel momento in cui, complice il risultato, l'Olbia concede qualche spazio).

FRANZINI 7: nonostante una prestazione non maiuscola della squadra, non era facile dopo la sbornia di Cremona tenere la barra dritta nella sfida contro una formazione, l’Olbia, con delle belle individualità. Conferma l’undici di Cremona e i fatti gli danno ragione, soprattutto riceve una bella prova di maturità da parte di tutta la squadra.
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