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Arnaldo Franzini, a sinistra, con l'ufficio stampa Roberto Gregori

Arnaldo Franzini, a sinistra, con l'ufficio stampa Roberto Gregori

Piacenza - Franzini: «Contro l'Arezzo servirà una gran partita, ma siamo in crescita»

Senza Pederzoli il tecnico pensa a un centrocampo con Morosini in regia affiancato da Segre e Scaccabarozzi, in attacco tornano le due punte: Zecca e Romero in vantaggio

Dentro o fuori dalla crisi. Questo è quanto c’è sul piatto di Piacenza-Arezzo (stadio Garilli domenica ore 16.30) perché se gli emiliani piangono (1 punto in 3 gare) i toscani non ridono con una vittoria e due sconfitte in questo avvio di campionato. Davanti si troveranno due formazioni che partivano avanzate sulla griglia di partenza ma che devono assolutamente cercare i tre punti per iniziare a dare una svolta alla propria corsa.
Il Piacenza è tornato da Olbia con qualche certezza in più in termini di mentalità e compattezza, ha ritrovato Bertoncini in difesa e perso Pederzoli in regia per due settimane, l’Arezzo si presenta invece con un centrocampo solido (Foglia e Corradi) e un attacco dove l’ex Moscardelli è naturalmente lo spauracchio di turno.

FRANZINI
Il mister torna a parlare alla vigilia della gara - sbloccato il silenzio stampa imposto a una limitata parte di media locali; ne siamo soddisfatti - nella classica conferenza stampa prepartita.
«Senza ombra di dubbio è una sfida tra due squadre che non sono partite benissimo - dice il tecnico - ma con alcune differenze: noi non abbiamo mai avuto in mente la lotta al primo posto, mentre loro sono davvero tra le favorite. Noi abbiamo cambiato molto e inevitabilmente ci serve tempo, loro invece hanno aggiunto giocatori di assoluta qualità in un impianto già collaudato. Concordo nel dire che è un match delicato per entrambi».
Che partita sarà? «L’Arezzo tende a farti giocare per colpirti in ripartenza e sicuramente metterà in campo tutta la sua esperienza, che è superiore alla nostra, tuttavia noi siamo in crescita fisicamente e si è visto ad Olbia dove abbiamo create le cose migliori nella parte finale della gara. Sì in Sardegna ho ricevuto risposte importanti, loro hanno fatto poco e noi abbiamo avuto almeno quattro nitide occasioni, nonostante ciò sappiamo che c’è ancora tanto da fare sul piano del gioco».

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