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Piacenza - Flores Heatley: «Puntiamo al massimo, sarà il campo a dire il nostro valore»

Classe 1998, figlio di una cugina dell’ex attaccante del Milan anni '80 Mark, Kayro racconta le sue prime impressioni: «Bellissimo il 4-3-3 di mister Manzo, mi trovo a mio agio con questo modulo»

datei_s-6E’ innegabile, appena arrivato gli amanti del calcio con qualche capello bianco in più hanno subito pensato se fosse parente con quel Mark che giocò nel Milan a metà anni ’80. E’ proprio così, Kayro Flores Heatley è sì parente - alla lontana - con l’inglese che vestiva la maglia rossonero quando lo sponsor era ancora Oscar Mondadori, tanto per intenderci. E’ figlio di una cugina dell’ex attaccante del Milan, il cui nonno fu erroneamente registrato all’anagrafe come Hateley.
Qui però si parla di lui, di Kayro, attaccante su cui Di Battista e Manzo scommettono forte per la nuova stagione e cui non saranno specificatamente consegnate le chiavi “dei gol” ma come il compagno di reparto Maio, anche lui ama e predilige muoversi costante su tutto il fronte d’attacco tanto che spesso finisce col fare il rifinitore. Arriva dal neoretrocesso Arzignano, in precedenza ha assaggiato la Serie C con Cavese e SudTirol e a inizio carriera con la Lupa Castelli Romani. Insomma, per lui come per molti altri il curriculum è da costruire e Piacenza rappresenta l’occasione da prendere al volo, il classico treno che ferma poco alla stazione e bisogna salirci senza indugi per non rischiare di vederlo scomparire in un attimo.
Non è un under ma nemmeno si può considerare “vecchio” visto che parliamo di un classe 1998 nato a Roma da papà nicaraguense e madre inglese, subito una forte passione per il pallone e ora, a 22 anni appena compiuti, è sbarcato in via Gorra.

Un bilancio di queste prime due settimane di lavoro?
«Siamo solo all’inizio tuttavia le impressioni sono già ottime. Siamo un bel gruppo di lavoro, la squadra suda parecchio e ha dimostrato di avere una voglia matta fin dal primo istante. C’è da considerare che ha influito il lunghissimo periodo di inattività a causa del Coronavirus, in fondo giocare a calcio è il nostro lavoro e finalmente siamo tornati a farlo».

Primo impatto con mister Manzo?
«Ha esperienza ed è molto preparato, personalmente sono soddisfatto di come ci sta guidando».

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Obiettivi personali?
«Semplicemente quello di fare il massimo sia individualmente sia collettivamente. Come giocatore ho voglia di dimostrare che mi merito questa categoria e che posso starci, come squadra, invece, dobbiamo arrivare il più in là possibile».

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