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Piacenza - Fiorani: «Società solida che guarda al futuro. Vogliamo cancellare la retrocessione»

Il direttore generale del Piacenza Calcio a 360 gradi sul 2023 che si sta per chiudere. «Con Rossini abbiamo ritrovato compatezza e un gruppo di lavoro positivo. De Vitis ci darà darà tanto a breve, medio e lungo termine. Ringrazio i tifosi che ci stanno vicino in ogni momento»

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Sono giorni di riposo e festa per tutti anche in casa Piacenza Calcio, con il rompete le righe alla squadra arrivato direttamente dopo il pareggio di mercoledì nel match con la Varesina e l’attività della società che si è fermata per godersi il Natale.
D’altronde è stato un anno difficile e impegnativo per la nuova compagine societaria, insediatasi ufficialmente lo scorso gennaio e che ha dovuto affrontare una retrocessione (piuttosto amara da digerire per come è arrivata) e caricarsi sulle spalle l’onere di tornare subito in Serie C. Quest’ultimo punto si vedrà col passare dei mesi, al giro di boa il Piace si trova a -7 dalla vetta, uno scarto ampiamente recuperabile a patto che si viaggi sugli standard dell’ultimo mese e mezzo, cioè dall’arrivo di Rossini in poi.
Abbiamo colto l’occasione per il punto della situazione con il direttore generale Francesco Fiorani, promosso al vertice del quadro dirigenziale dalla nuova proprietà.

Com’è stato questo primo anno (o quasi) da dg in via Gorra?
«La premessa è che per me Piacenza vuol dire casa. E’ la mia nona stagione in questi uffici e nel corso degli anni, tra reparto marketing e amministrativo, ho imparato a conoscere molto bene la macchina: perciò il salto a direttore generale è stato piuttosto facile perché gran parte del lavoro lo conoscevo, mentre la parte sportiva rimane fuori dalla mia sfera».

Tra pochi giorni chiudiamo il 2023: la retrocessione a maggio e ora un Piacenza con prospettive, ma comunque quarto in classifica in Serie D. Si può difinire annata deludente?
«Se ragioniamo in termini di annata solare magari sì, però non sarebbe corretto, perché noi dobbiamo ragionare sulle stagioni sportive».

Quindi?
«Senza ombra di dubbio la chiusura della stagione 2022/2023 non è stata deludente, piuttosto la definirei “terribile”. Girone di andata da 13 punti, poi a fatica la risalita fin nella posizione di poterci salvare e, infine, la mazzata finale del pareggio subito a Busto al 100’ e l’ultima giornata col Vicenza che ci ha spedito in D al 93’ con la famosa Pergolettese-Triestina. E’ stato un incubo, una ferita che dobbiamo assolutamente ricucire il prima possibile».

E così arriviamo a questa prima parte di stagione 2023/2024. Qui che giudizio dà?
«Certamente è iniziata male rispetto alle aspettative, tanto che siamo arrivati all’esonero di Maccarone. Ora sono molto fiducioso perché la squadra con Rossini si è compattata, si è creato un gruppo di lavoro positivo, per certi versi eccezionale, decisamente unito verso il nostro unico obiettivo. Percepisco in questa squadra un senso di appartenenza importante e superate le difficoltà iniziali, culminate con la settimane delle tre sconfitte consecutive, abbiamo ripreso a viaggiare su una media punti importante. Siamo a -7, vero, ma il campionato è lungo e la D si decide spesso negli ultimi tre mesi».

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