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Piacenza - Ecco quanto valgono i playoff di Serie D

Due possibilità di promozione su tre per chi vince i play off di serie D. Questo dicono i numeri. Non è certo il massimo giocare sette partite estenuanti, vincerle e rischiare di rimanere con un pugno di mosche in mano. Ma è comunque l’unica...

Foto Spreafico-Galli-41
Due possibilità di promozione su tre per chi vince i play off di serie D. Questo dicono i numeri. Non è certo il massimo giocare sette partite estenuanti, vincerle e rischiare di rimanere con un pugno di mosche in mano. Ma è comunque l’unica chance rimasta per chi nutre sogni di Lega Pro, come ad esempio il Piacenza dei fratelli Gatti. Una competizione, i play off di serie D, che alcuni considerano inutile, perché la vittoria di per sé non garantisce l’accesso alla categoria superiore ma solo un posto in prima fila nelle graduatorie di merito. Storia insegna, comunque, che spesso e volentieri le vincenti dei play off possano nutrire legittimi sogni di gloria.

REGOLE - Quest’anno le regole sono cambiate come spiegato prima. I posti designati sono sempre quattro per ciascun girone, vi accederanno solo le squadre che si classificheranno dalla seconda alla quinta posizione. Attenzione però: la migliore delle semifinaliste di Coppa e le due finaliste sono già qualificate rispettivamente al quarto, quinto e sesto turno. In virtù di questo, se una di queste dovesse classificarsi tra la seconda e la quinta posizione in campionato, libererebbe un posto per la sesta classificata. Qui arrivano le differenze rispetto alle precedenti edizioni: al primo turno si sfidano quinte contro quarte di ciascun girone, poi la vincente andrà contro la terza e quindi, la vincente di questo ulteriore confronto, andrà contro la seconda per determinare chi proseguirà per la fase nazionale. A questo punto si affronteranno le vincenti dei play off di ciascun girone (insieme alla migliore semifinalista sconfitta, la perdente della finale e alla vincitrice della Coppa Italia), con accoppiamenti che seguiranno un criterio di vicinanza chilometrica. Le gare si giocheranno sempre in casa della meglio classificata. Da qui l’importanza di finire la stagione regolare con il miglior piazzamento e il maggior numero di punti possibile. Il Girone D di Serie D a 90' dal termine della stagione regolare ha già stabilito le partecipanti e anche il primo turno, dove si affronteranno Este e Abano (gara unica, se persiste il pareggio dopo i supplementari passa l'Este in virtù della migliore classifica), la vincente affronterà o il Porto Tolle o il Piacenza, dipende chi si classifica terzo e chi secondo. Oltre a queste quattro squadre si sono qualificate la Correggese, già al quinto turno nazionale in quanto finalista perdente di Coppa Italia e lo Scandicci, al quarto turno, in quanto miglior semifinalista sconfitta.

STORIA - La scorsa annata ha visto la vittoria dei play off da parte della Correggese di mister Bagatti, che ha battuto l’Akragas ai calci di rigore (7-6, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari). Gli emiliani, tuttavia, non hanno potuto beneficiare del ripescaggio per inadempimenti ai nuovi criteri stabiliti dalla Federazione, che stabiliscono come punto primario per presentare domanda uno stadio a norma per la Lega Pro nel proprio comune di residenza. Il Borrelli, stadio di casa degli emiliani, non era a norma, per cui per il ripescaggio sono state selezionate le retrocesse dalla Lega Pro. Andò meglio, l’anno prima, alla Virtus Vecomp Verona, che vinse i play off contro la Casertana e venne ammessa alla Lega Pro Seconda Divisione. Nel 2012, a masticare amaro per il mancato ripescaggio fu la nobile decaduta Cosenza, che vinse la finale contro il San Donà Jesolo ma rimase comunque in serie D. Il Rimini venne ammesso in Lega Pro nel 2011 dopo aver vinto la finale contro la Turris ai calci di rigore, lo stesso avvenne nel 2010 quando a vincere fu il Matera. Nel 2009, sul tetto dei play off ci salì la Nocerina, che venne così ammessa agli organici di Lega Pro. L’anno prima vinse la Sambonifacese, vecchia conoscenza del Piacenza, che staccò così il pass per il professionismo. Nel 2006 vinse il Casale che tuttavia non venne ripescato, mentre l’anno prima al Monopoli andò meglio. L’annata 2004/2005 non ebbe nessun vincitore, poiché allora i regolamenti dei play off erano diversi.

STATISTICHE - Facendone dunque un fatto meramente statistico, chi vince i play off ha 2 possibilità su 3 di essere ripescato in Lega Pro. E’ spesso accaduto, però, che i ripescaggi abbiano toccato anche squadre che erano state eliminate dai play off ben prima della finale. E’ stato il caso del Pro Piacenza nella stagione 2012/2013, al quale venne data la possibilità nonostante occupasse la tredicesima posizione nelle graduatorie di merito. I rossoneri non accettarono, ma volendo avrebbero potuto ottenere la promozione. E’ un’eventualità che spesso può verificarsi quando i posti liberi in Lega Pro siano più di uno o due. Tutto dipende dal numero di poltrone disponibili e dal numero di squadre realmente intenzionate, tra quelle che prendono parte ai play off, a un’ iscrizione nei professionisti che per molti è troppo onerosa. 
Il Piacenza ha qualche asso da giocare in più di altre, secondo i nuovi criteri che seguiranno i ripescaggi. Perché il Garilli è uno stadio sicuramente già omologato per la Lega Pro - tant’è che ospita il Pro Piacenza - e perché la società ha una situazione economica solida, con un seguito di tifosi considerevole. Rimane comunque di vitale importanza proseguire il più possibile nei play off, altrimenti tutto questo rischia di avere poca importanza.
Leggi qui le date dei playoff.
Marcello Astorri

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