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Venerdì, 1 Marzo 2024
Piacenza Calcio

«Piacenza è il mio amore nel calcio, non sarà una domenica facile». "Carminetor" Marrazzo ritrova i biancorossi, ma da avversario

Domenica il Piace a Caravaggio contro uno dei bomber più amati dal post fallimento, che a 41 anni è ancora in vetta alla classifica cannonieri di Serie D. «Saranno emozioni forti per me, però se segno esulto, con rispetto ma esulto. Andarmene da Piacenza fu un errore. Ho la curva piacentina nel cuore»

Insomma sei un Peter Pan del gol.
«A voi di sportpiacenza.it concedo tutto, però il mio soprannome preferito rimane “Carminetor” perché rispecchia perfettamente la mia filosofia calcistica: profondità nella manovra e gol. Dopodiché sono ancora qui perché mi piace giocare, chiaramente ho dovuto modificare un po’ lo stile, ora non attacco la porta trecento volte a partita e mi sono adattato a una maggior manovra, tuttavia sono ancora uno di quelli a cui sudano le mani prima del fischio d’inizio».

Davanti avrai un Piacenza che rischia di aprire una crisi. Perché secondo te?
«I valori verranno fuori e il Piacenza alla fine vincerà questo campionato, certamente con più fatica di quanto magari immaginava, ma la qualità c’è tutta. Le difficoltà ci sono e ce ne saranno altre, la Serie D è strana e il Piacenza, soprattutto i suoi giovani, hanno sulle spalle una pressione che finora non avevano provato. Qui devono essere bravi i giocatori più “esperti” nel tenere fermo e compatto lo spogliatoio. Senz’altro, aggiungo, il Girone B è molto difficile e competitivo. Tutti vogliono battere il Piacenza, tutti vogliono mettersi in mostra e fare bella figura contro i biancorossi ma, ripeto, alla fine verranno fuori il Piace e il Desenzano che per me sono le più attrezzate».

Marrazzo esulta dopo un gol con la maglia del Piacenza

Chiudiamo con una considerazione: per noi sei uno dei giocatori più incompiuti mai visti. Per le qualità che hai, per i gol che fai, per il calciatore che sei, potevi arrivare molto più in alto nonostante la tua rimanga una bellissima carriera. C’è rammarico in questo tuo percorso?
«Il rammarico c’è sempre, però conta poco perché alla fine ho fatto quello che meritavo. La Serie C l’ho giocata bene, mi sarebbe piaciuto confrontarmi con la B ma nel calcio ti deve andare anche bene e a me non è sempre andata bene».

C’è un sospeso?
«Diciamo che se fossi rimasto a Piacenza nel dicembre del 2014 magari avrei scritto una carriera diversa. Se fossi andato in C l’anno dopo col Piace avrei potuto combinare qualcosa di diverso e magari lottare per la B, che in fondo era il mio sogno quando arrivai da voi in Eccellenza. Non sarei mai dovuto andarmene da Piacenza, fu un errore, ma quella decisione fu figlia di una situazione complessa e io volevo solo giocare».

E fare gol, aggiungiamo noi.

Marrazzo con uno dei suoi figli

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