Mercoledì, 22 Settembre 2021
Piacenza Calcio

Piacenza - Simone Di Battista: «Ho fiducia in Manzo e nei ragazzi, credo in questa squadra»

Parla il direttore dell'area tecnica, finito sul banco degli imputati insieme a Manzo. «Sono un dipendente della società e accetto ogni decisione, però siamo in linea con quanto deve fare una squadra per la salvezza. La rosa di 29 giocatori? Scelte avallate da tutti»

Simone Di Battista

Simone Di Battista è piuttosto navigato. Nella sua carriera ha fatto anche il giornalista e infatti dribbla bene le domande sul suo futuro e su quanto accaduto nelle ultime 24 ore. Tuttavia Simone Di Battista ha anche una sua integrità e infatti non rinnega nulla di quanto gli viene criticato anzi, gli errori li ammette, però si schiera dalla parte dei suoi ragazzi.
Le ultime 24 ore per chi non viva su Marte sono state piuttosto dure in casa Piacenza, addirittura la società ha comunicato una lista di epurati che saranno tagliati (ma è tutto da vedere come si arriverà a questa soluzione) nel mercato di gennaio: Villanova, Vettorel, Heatley, Corradi, Bruzzone, Siani, Losa, Miceli, Saputo, Martimbianco, Daniello. In dubbio anche Babbi e Ghisleni, in partenza uno tra Maio e Maritato.
Di Battista però non vuole sentire parlare di liste, piuttosto punta molta sulla partita di mercoledì che a questo punto appare come uno spartiacque in casa Piacenza.

Ultime 24 ore piuttosto intense. Com’è l’umore all’interno della squadra?
«Sinceramente preferirei non aggiungere altro a quanto già detto, di parole ne sono state detto fin troppe. Posso dire che già sabato sera, dopo il pareggio contro la Pergolettese, c’era stato un summit tra me, il presidente Pighi, il dg Scianò, il vicepresidente Polenghi e Rigolli».

E?
«Ho trovato nel presidente Roberto Pighi una persona passionale ed equilibrata che ha l’unico scopo di fare il bene del Piacenza Calcio, che cerca di condividere il tutto con grande sinergia ed unità d’intenti insieme al vicepresidente Polenghi e a Rigolli, anche da parte loro c’è stato equilibrio nell’analisi della situazione, due persone che lavorano e si spendono per il bene del club».

Si ma la squadra come sta? Non è il massimo leggere di “epurazioni” a 72 ore da una partita indicata come decisiva per il futuro di Manzo.
«L’umore è quello di una squadra che ha letto tutto quello che è stato scritto nelle ultime 24 ore e a tanti giocatori non ha fatto piacere. Però, lasciami dire che ho un gruppo di ragazzi che possono essere criticati sotto alcuni aspetti ma molti di questi non li condivido, nonostante alcune gare siano state sotto le aspettative. Contro la Pergolettese poteva finire come col Grosseto, invece la squadra ha reagito creando tre nitide palle gol, pareggiando e attaccando fino alla fine. Magari in alcuni frangenti l’abbiamo fatto in modo disordinato però l’atteggiamento, come sottolineato da Manzo, è stato quello giusto».

A suo modo di vedere la situazione non è allarmante?
«Potevamo fare meglio? Sì. Potevamo vincere contro il Pergo? Sì. Tuttavia trovo esagerate alcune letture. La squadra ha ottenuto 4 risultati utili nelle ultime 5 partite. E’ un trend comune a tutte quelle che corrono per la salvezza perché, ricordo, il nostro obiettivo è la salvezza».

Quindi?
«Non eravamo il Barcellona dopo la vittoria di Lecco e non siamo la Longobarda dopo la sconfitta contro la Lucchese, tra l’altro la Lucchese poi ha pareggiato a Livorno, segnale di una squadra che attraversa un positivo stato di forma. Siamo una squadra che è stata rifondata totalmente ed è in linea con una corsa salvezza, abbiamo giocato solo 16 partite e ne mancano 22. Dovremmo tenere la testa bassa e pedalare, come stiamo facendo in allenamento. Perché una cosa la garantisco personalmente: questi ragazzi sputano l’anima in allenamento e il tecnico prepara le partite con una grande attenzione senza lasciare nulla al caso. Dopodiché, in campo, esistono anche gli avversari».

Però qualcosa manca.
«Sì, ci mancano 3-4 punti che potevamo raccogliere in alcune partite che abbiamo perso per inesperienza, ma stiamo affrontando un percorso di crescita e non si sviluppa dall’oggi al domani».

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