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Piacenza - Da vice a generale sul campo. Lunardon: «Il merito è della squadra, sono ragazzi straordinari»

Manuel Lunardon da allenatore in seconda di Manzo è stato catapultato a dirigere allenamenti e guidare i biancorossi in partita da ormai un mese. «E' stata una fortissima scarica di emozioni, ci siamo tutti quanti rimboccati le maniche»

Foto Trongone

datei_s-6La prospettiva di una stagione particolare, da vivere tutta dentro a una centrifuga, c’era senz’altro anche a luglio quando Manuel Lunardon ha deciso di affiancare il tecnico Vincenzo Manzo nella sua esperienza a Piacenza. L’anno della ripartenza post Covid non poteva essere semplice, tra protocolli stringenti da rispettare, un programma fitto di impegni da seguire e una squadra piuttosto giovane da plasmare.
Le difficoltà però sono aumentate esponenzialmente col passare dei mesi, la seconda ondata del Coronvirus ha messo a dura prova la società biancorossa costringendo Lunardon a prendere in mano il timone di una barca in piena tempesta, perché se da un lato è vero che Manzo dirige maniacalmente tutti i lavori dal confinamento della quarantena che dura da un mese - «con lui le giornate al telefono iniziano alle 8 del mattino e finiamo dopo le 22» - è altrettanto giusto evidenziare l’enorme sforzo di Lunardon che da vice è stato costretto a passare a Generale sul campo - «questa situazione mi ha costretto a bruciare tutte le tappe».
Il tampone negativo per Manzo non arriva e così l’eccezione è diventata regola. «Non è per nulla facile - ci spiega - ad esempio stamane (ieri per chi legge, ndc) siamo partiti sul campo per organizzare la rifinitura in vista della sfida contro la Giana Erminio e mentre ci stavamo preparando è arrivata la notizia del rinvio quindi abbiamo dovuto rivedere tutto il programma e iniziare a pensare alla partita di mercoledì contro la Pro Patria. E’ una condizione complessa in cui lavorare ma non possiamo lamentarci perché c’è chi sta peggio di noi».

Peccato perché la squadra stava bene e quello con la Giana era un vero scontro diretto in chiave salvezza.
«Dispiace perché poco prima della rifinitura abbiamo appreso la notizia del rinvio e quindi siamo stati costretti a rivedere i piani, purtroppo è un periodo in cui si vive sempre con l’ansia dell’esito dei tamponi. Si gioca? Non si gioca? Come si gioca? Lasciami però dire che mi spiace per i ragazzi della Giana Erminio, noi ci siamo passati e sappiamo cosa vuol dire, dopodiché non dobbiamo lamentarci più di tanto, viviamo un momento storico in cui ci sono problemi più importanti di un rinvio e in fondo l’abbiamo sempre saputo che sarebbe stata una stagione particolarmente complessa sotto questo profilo».

Lunardon 3 -2-2

E qui arriviamo al nocciolo: non deve essere facile per uno come lei trovarsi a un certo punto a dover guidare la squadra perché in fondo è vero che Manzo è sempre presente ma sul campo a guidare i ragazzi ci va lei.
«Ho smesso di giocare due anni fa e ho deciso di seguire il mister come vice e sì, questa situazione non è facile nemmeno per me, all’inizio in particolare è stato un fiume di emozioni continue. La presenza di Manzo durante l’allenamento aiuta anche me a imparare, purtroppo questa quarantena lo sta tenendo lontano dal campo e io non ho potuto far altro che prendere atto della situazione, rimboccarmi le maniche e lavorare sodo».

Questo è il punto che mette il luce il suo lavoro: non è scontato riuscire a fare una cosa del genere.
«Ti dirò, si sono riboccati le maniche i ragazzi e a maggior ragione devo farlo io. Siamo una squadra».

Anche lei avrà accelerato tutti i processi da allenatore.
«Senz’altro questo momento che sto vivendo è una bella palestra per imparare, difficile, non preventivata, però volente o nolente dobbiamo fare di necessità virtù. Ovviamente è tutto condiviso con Vincenzo Manzo, chiaramente è lui che stabilisce i programmi e io li faccio mettere in pratica sul campo, mi sentirò 100 volte al giorno con lui. Non sto scherzando».

Abbiamo la sensazione che Manzo sia come un leone in gabbia. Corretto?
«Diciamo che più o meno è così, con lui queste giornate iniziano alle 8 del mattino e si chiudono a tarda sera. E’ una persona esigente, vuole le cose fatte per bene. E’ un perfezionista, tutti lo siamo qui dentro».

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