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Piacenza-Como: la tomba della Tessera del Tifoso

Il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per la partita Piacenza-Como è una sconfitta per tutti quanti, soprattutto è una sconfitta senza possibilità di appello per la Tessera del Tifoso. Non è il primo caso di tifoserie...

I tifosi del Como (foto La Provincia di Como)
Il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per la partita Piacenza-Como è una sconfitta per tutti quanti, soprattutto è una sconfitta senza possibilità di appello per la Tessera del Tifoso. Non è il primo caso di tifoserie ospiti bloccate, vero, ma questa volta non c’è un valido motivo (l’Osservatorio ha solamente indicato la partita come “rischiosa”) perché se è vero che tra le due tifoserie non corre buon sangue, è altrettanto corretto dire che le ruggini risalgono a inizio anni 90, stiamo parlando di oltre 20 anni fa, e in ogni caso da Como non sarebbero arrivati più di 150-200 tifosi, un numero ampiamente gestibile per le forze dell’ordine locali aiutate dallo stesso stadio Garilli: uno dei più fatiscenti d’Italia ma anche uno dei più sicuri da questo punto di vista.
Invece no, la decisione della Prefettura di Piacenza è stata drastica: divieto di trasferta ai lariani e rimborso del biglietto per i 150 tifosi che l’avevano già acquistato.
Vista esternamente questa decisione è un clamoroso autogol: il messaggio mandato a chi legge è che la Prefettura di Piacenza e di conseguenza la Questura (che però subisce la decisione a livello gerarchico) non sono in grado di gestire un numero esiguo di tifosi: quindi cosa succederà il 12 febbraio durante il derby con la Cremonese? A Cremona la trasferta era aperta ai piacentini, ora è lecito pensare che il viceversa possa non accadere.
C’è poi un’altra implicazione, ancora più importante: una decisione del genere, su una partita di così poco richiamo, evidenzia senza mezzi termini che i provvedimenti adottati dal Ministero per garantire la sicurezza negli stadi, cioè la Tessera del Tifoso, sono inadeguati e inutili. Le regole possono essere scavalcate quando si verificano eventi straordinari, ma un Piacenza-Como di lunedì sera, con una prospettiva di nemmeno 2mila spettatori e al massimo 200 ospiti non sembra, indipendentemente da come la si guardi, un evento “straordinario”.
Questa decisione è da considerarsi come la tomba della Tessera del Tifoso, a logica chi la ottiene è comunque considerato soggetto pericoloso - sennò perché vietare la trasferta? - e si rivela uno strumento inutile (ma che ha un prezzo, 10 euro) mentre per la Prefettura rimane un clamoroso autogol.

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