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Primo incontro tra Comune e Piacenza per risolvere la "grana" dello stadio Garilli

Il club biancorosso e l'amministrazione comunale stanno cercando una soluzione. Per il Piacenza ci sono costi di gestione troppo alti e il Pro Piacenza non ha interesse a entrare nella partita. Sul tavolo anche l'ipotesi di una nuova struttura privata

Il primo round tra il Piacenza Calcio e l’amministrazione comunale sulla questione “stadio Garilli” si è concluso con qualche sorriso e la promessa di rivedersi tra un paio di settimane. «Un utile scambio di idee» l’ha definito l’assessore Cisini che non ha aggiunto molto altro, se non confermare quanto detto nell’intervista rilasciata lunedì a Sportpiacenza. «Il Comune è disposto ad ascoltare tutti ma il nostro obiettivo è quello di cercare il gestore dunque, se il bando andrà deserto, non potremo farcene carico noi» - specificando che - «questa rimane però un’ipotesi remota».

Da via Gorra invece è chiara l’intenzione di non voler più sostenere i pressanti costi di gestione sia per la manutenzione ordinaria sia per quella straordinaria, tanto che il Piacenza aveva inviato una lettera a Palazzo Mercanti chiedendo un incontro e ventilando - ma mai apertamente - la possibilità di non partecipare al bando. La situazione però è decisamente complessa e si gioca tutta sui costi di manutenzione della struttura che si aggirano attorno ai 300 mila euro. L’impianto è vecchio, i costi alla voce consumi sono altissimi e questo sta diventando un problema serio: da qui si aprono più strade che appaiono però impraticabili. La più remota è quella che il bando vada deserto, se così fosse il Comune («che vuole in ogni caso trovare un gestore» - precisa Cisini) non potrebbe farsi carico della struttura, l’alternativa sarebbe chiuderlo ma nessuno vuole arrivare a questo punto.

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