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Piacenza Calcio in lutto, ci lascia lo storico segretario generale Gianni Rubini

Classe 1940, memoria storica del nostro calcio, ha scritto le pagine più belle della società di via Gorra dove tornò per tre volte nella sua carriera. Fatale un improvviso malore nella mattina di oggi

Da dove iniziare? La notizia della morte dello storico segretario generale del Piacenza Calcio, Gianni Rubini, classe 1940, colpito da un improvviso malore nella mattinata di oggi, ha completamente mandato in frantumi la giornata perché è un altro pezzo storico del Grande Piacenza che ci lascia e questo è anche il classico addio che lascia un vuoto incolmabile per chi, come noi, vive il condominio biancorosso ventiquattro ore su ventiquattro da ormai molti anni.
Rubini ultimamente si era ritirato da tutto ciò che concerne il calcio professionistico, quello che giudichiamo tutti i giorni, per dedicarsi alla parte più pura e bella del nostro amato e collaudato gioco: i bambini. Giusto ieri l’altro l’abbiamo incrociato al campo del Podenzano, dove era di casa: allenava i più piccoli. Come sempre i convenevoli sono durati una manciata di secondi - «buongiorno Rubini» noi, «ecco sportpiacenza» lui, ridendo ovviamente - dopodiché si passava immediatamente a parlare del Piacenza Calcio. Lui che in via Gorra era anche tornato nell’era dei Dilettanti, il primo anno di Serie D convinto da Stefano e Marco Gatti. La sua storia con il nostro amato club, però, è molto più lunga e affonda le radici nel passato, in un calcio che non c’è più.

Rubini si avvicinò al Piacenza Calcio nel 1983, come uomo di fiducia dell'indimenticabile ingegner Leonardo Garilli, che lo volle nel suo Piacenza con il ruolo di segretario. Tra nomine diverse e talenti scoperti (i due fratelli Inzaghi, Filippo e Simone, furono una sua intuizione come anche l'attuale ds della Juventus Fabio Paratici, premiato proprio oggi con la Coppa d’Oro a Palazzo Gotico), Rubini fu una delle anime del "Piacenza dei grandi", quello che scrisse l'epopea che portò la nostra squadra dalla Serie C alla Serie A in modo stabile. Negli ultimi anni della gestione Garilli andò in frizione con alcuni dirigenti, tanto che alla fine abbandonò il club. Ricoprì anche ruoli importanti da dirigente nel Parma, poi tornò nuovamente nel suo Piacenza, ma la carriera si concluse con i più piccini del Podenzano Calcio. Piacenza piange un suo figlio, un eccellente dirigente, una vera memoria storica del nostro calcio ma, soprattutto, piange una grande persona.

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