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Bomber Sylla si presenta: «In Senegal giocavo sulla sabbia, al Piacenza voglio sfruttare la mia occasione»

Il giovane attaccante ha già segnato il suo primo gol nel match di Coppa Italia a Monopoli: «Marotta mi ha fatto un grande assist, ma devo migliorare se voglio segnare altre reti»

Quest’anno mister Franzini potrebbe avere bisogno di lei come esterno d’attacco nel 4-3-3. Pensa di potersi esprimere al meglio anche in quel ruolo?

«Ho parlato con il mister e mi ha detto che devo imparare a giocare da esterno. Per me è difficile perché non ho mai giocato in quella posizione. Franzini mi dà sempre consigli su come mi devo muovere. E io sto cercando d’imparare, perché se voglio avere più possibilità di giocare devo saper fare anche l’esterno».

Quali sono le persone che hanno significato di più, per lei, a livello calcistico?

«Sono tanti, ma primo fra tutti è il mio procuratore, Gabriele Savino. Lui è stato il primo a credere in me e mi ha aiutato tanto a trovare squadra e a risolvere problemi familiari. Della mia esperienza a Colorno ricordo con piacere il direttore sportivo Spotti e mister Chiesa. Loro mi hanno aiutato agli inizi, quando non capivo la lingua. Mi hanno perfino mandato a scuola. Anche se sono durato un mese (ride, ndr). E in campo ricordo il mio amico Ferdinando Piro, mio compagno di squadra che ha giocato anche in serie A». 

E che dire dell’esperienza a Carpaneto?

«Anche a Carpaneto mi hanno aiutato i dirigenti, il presidente e i mister Mantelli e Rossini. Tatticamente sono un po’ anarchico e loro mi hanno dato molti consigli. Compreso il mio grande amico Julien Rantier, con cui mi sono trovato molto bene. Con lui potevo parlare francese».

Si dice che l’amichevole tra Carpaneto e Juventus sia stata organizzata apposta per lei… 

«Io non leggo molto i giornali, non so se l’amichevole fosse per me oppure no. Ma è stata una gran bella esperienza, che non dimenticherò mai, ed è stata uno stimolo ulteriore per fare sacrifici e diventare più forte».

L’anno scorso ha segnato 12 gol al primo campionato di serie D. Pensa di potersi esprimere a quei livelli anche in serie C?

«La serie C è più difficile della serie D, affronti giocatori molto più forti. Ma se ti alleni con calciatori bravi, migliori. Per quest’anno il mio obiettivo è giocare, poi se riuscirò a fare anche qualche gol sarà ancora meglio».

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