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Piacenza - Bernazzani: «Bello il progetto di rinascita»

Personaggi chiave del Piacenza che fu e protagonisti in maglia biancorossa di oggi. Tutti Insieme per festeggiare il ventesimo anniversario di una data storica del calcio piacentino: il mitico 13 giugno del 1993. Un abbraccio ideale tra un...

Personaggi chiave del Piacenza che fu e protagonisti in maglia biancorossa di oggi. Tutti Insieme per festeggiare il ventesimo anniversario di una data storica del calcio piacentino: il mitico 13 giugno del 1993. Un abbraccio ideale tra un glorioso e indimenticato passato e un futuro – si spera – radioso. Nel corso della piacevole serata amarcord, si parla di ricordi e di ricostruzione, dopo lo tsunami chiamato fallimento che sembrava aver spazzato via per sempre il Piacenza Football Club e la sua storia.

RICORDI – “Ritornare qui è sempre un’emozione – dice il Pio – ho assaporato tante gioie in questo stadio e pure qualche delusione. Però in undici anni ho gioito per nove volte tra promozioni e salvezze e solo due sono rimasto deluso per le retrocessioni: la prima sappiamo tutti com’è andata e la seconda è stata meritata”. Già, Gianpietro Piovani, la bandiera per antonomasia di quel Piacenza. Anche il suo trascorso – la bellezza di undici stagioni – corrisponde con il decennio più rigoglioso della storia del Piace. La scelta di vita, poi, di rinunciare a Valencia per restare a Piacenza sa tanto di gesti ormai sempre più rari nel calcio di oggi. “La gente ha capito la mia scelta e da quell’episodio mi ha amato ancora di più. L’affetto della gente è uno dei ricordi più belli e per questo ritornare qui è sempre fantastico”. Anche Dario “Tatanka” Hubner ha partecipato alla festa e ha i suoi bei ricordi da spendere. Il più indelebile è senz’altro il campionato agli ordini di Walter Novellino, nel quale ha conquistato salvezza e titolo di capocannoniere insieme a Trezeguet. “E’ un bel ricordo – esordisce il bomber – questo è uno stadio dove mi ritornano in mente tante immagini positive. Soprattutto il primo anno con Novellino, qualcuna meno il secondo dove, forse, se fosse arrivato prima Cagni ci saremmo salvati”. A sedere in panchina per le vecchie glorie c’è pure Daniele Bernazzani, attualmente tecnico della Primavera dell’Inter. Lui, da tecnico delle giovanili che ha pure guidato la prima squadra per uno scorcio di stagione, ha un ricco passato in biancorosso. “Io ho passato dieci anni nel settore giovanile del Piacenza e sono arrivato fino alla prima squadra. Il mio ricordo di quegli anni è di una società modello, organizzatissima e nella quale ognuno aveva ruoli molto chiari, ma anche dall’ambiente molto famigliare”.

RINASCITA - Davanti a un Piacenza che rinasce sulle cenere del “vecchio”, viene voglia di chiedere se l’epopea vissuta sotto i Garilli sia in qualche modo ripetibile oppure rimarrà per sempre una parentesi felice. “Io credo che si possa ripetere – dice Bernazzani – anche se oggi fare calcio è diventato molto difficile e richiede investimenti importanti, non è facile trovare chi è disposto a spendere tanto semplicemente per passione e, quando si trova, bisogna tenerselo ben stretto”. Un progetto, quello targato Lupa Piacenza, che dà entusiasmo e tiene vive le speranze di rivedere la maglia biancorossa in alto. “Sicuramente è un bel progetto – commenta il tecnico della primavera nerazzurra – è chiaro però che più si andrà avanti, più sarà difficile. Di certo è importante che Piacenza abbia una programmazione e la voglia di ritornare a giocare in una categoria importante”. Sulla strada della rinascita si parla quindi una serie D tutt’altro che semplice. “La serie D non è come l’Eccellenza – dice al riguardo Piovani – è un campionato più difficile. Quello che è accaduto all’Atletico Bp insegna su quello che può succedere, poi molto dipenderà dal girone in cui verranno inseriti. Io gli auguro di centrare subito l’obiettivo anche perché con la riforma dei campionati si ritroverebbero subito in Lega Pro Uno”. Anche Hubner augura al Piacenza di ritornare presto in palcoscenici più prestigiosi: “Il calcio di oggi è in crisi, quello che è successo a Piacenza è stata una cosa grossa e s’è dovuto ricominciare da zero. Quello però che gli auguro è di ritornare a vincere presto per far ritornare il Piacenza nelle categorie che gli competono”.

PROGETTI – Intanto, oltre al progetto Piacenza, ha preso corpo un’iniziativa in città organizzata da Piovani e Moretti. “A partire dai primi di giugno fino al 29, per due settimane, partirà il summer camp diretto da me e il “moro” – spiega il “Pio” – che terremo sul campo Siboni. Invitiamo dunque tutti i ragazzi piacentini ad accorrere numerosi perché è un’iniziativa alla quale teniamo particolarmente”.

Marcello Astorri

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