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Piacenza - Antonio Palma: «Qui ho trovato un’idea nuova e la volontà di portarla avanti»

Il regista: «Sono stato in altre squadre che volevano "giocare" ma ben presto si sono adattate alla Serie C abbandonando questa scelta, qui è diverso. Obiettivi? Sarebbe arrogante pensare a qualcosa di diverso dalla salvezza ma il bilancio si fa a fine stagione»

Foto Trongone

datei_s-6«Ti dirò che questi giovani danno la forza anche a noi» - parola di Antonio Palma. Il regista biancorosso fa il punto della situazione in casa Piacenza in vista del match fondamentale di sabato pomeriggio a Gorgonzola (ore 15) contro la Giana Erminio - «è presto per fare i conti ma senz’altro loro sono dei diretti concorrenti per la corsa salvezza» - che può segnare anche un piccolo trend positivo per gli emiliani: «Veniamo da tre risultati utili consecutivi, sarebbe importante dare continuità al percorso».
Antonio Palma si è preso la maglia numero 10 del Piacenza, classe 1994 è senza dubbio uno dei giocatori con maggiore esperienza nel giovane gruppo piacentino e lui sono state affidate le chiavi dell’impianto di gioco dei biancorossi, passa tutto dai sui piedi: tempi, giocate, verticalizzazioni e leadership.

Tracciamo un primo bilancio di questi mesi?
«Personalmente mi sto trovando molto bene in queste società e fin da subito mi sono sentito come a casa. Come squadra stiamo acquisendo una maggiore consapevolezza settimana dopo settimana, il gruppo ha un’età media molto bassa ed è naturale che necessiti di più tempo. E’ presto per dare dei giudizi».

Palma 3-2-2

Corradi parlava di uno spogliatoio molto determinato.
«Certamente questa è una qualità del gruppo, ogni settimana c’è la voglia di allenarsi al cento per cento e ciò denota un grande spirito, soprattutto da parte dei più giovani. Ad aggiungere difficoltà ci si mette poi questo periodo, da cui se ne esce cercando un equilibrio e qui devo dire che i nostri ragazzi spesso ci danno la forza».

E non è scontato avere un supporto del genere da parte dei più giovani. Voi come lo gestite questo momento?
«Sinceramente ci sono state un paio di giornate davvero complesse, contro Livorno e Carrarese, in cui si pensava solamente al risultato dei tamponi e le abbiamo vissute con un po’ di timore, è difficile per noi vecchi figuriamoci per i ragazzi. Posso dire che ci siamo aiutati a vicenda, ai più giovani abbiamo spiegato che da una situazione del genere se ne esce solamente cercando di fare i professionisti al massimo ora dopo ora, allenamento dopo allenamento. Dobbiamo essere in grado di concentrarci solo ed esclusivamente sul campo fornendo il massimo della prestazione e senza farci turbare da quello che accade intorno».

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