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Piacenza - Amodeo: «Nessun alibi, vinciamo e basta»

Un centravanti con un fisico da granatiere era quello che mancava al Piacenza. Con Giovanni Amodeo, acquisto frutto del mercato invernale, la squadra biancorossa non ha trovato solo fisicità e centimetri, ma anche un attaccante prolifico e...

Giovanni Amodeo, ha timbrato il primo gol col Piacenza nell'esordio contro la Pro Sesto (foto Emanuela Gatti)
Un centravanti con un fisico da granatiere era quello che mancava al Piacenza. Con Giovanni Amodeo, acquisto frutto del mercato invernale, la squadra biancorossa non ha trovato solo fisicità e centimetri, ma anche un attaccante prolifico e congeniale al gioco di squadra. Così, arrivato accolto da grandi aspettative, Amodeo non ne ha tradita nemmeno una e finora, si può dire, delle sue cinque partite con il Piacenza non ci si ricorda di una sola prestazione deludente. D'altronde tre gol in cinque partite sono uno score di tutto rispetto, ma non è solo questo a convincere di lui. Infatti, in un modo o nell'altro, è sempre riuscito a mettere lo zampino sull'incedere delle partite con un assist, un colpo di tacco, un rigore decisivo conquistato quando ormai nessun tifoso piacentino era disposto a puntare un solo euro sulla vittoria. Giovanni Amodeo, con poche parole e molti fatti, sta entrando nel cuore dei tifosi.

Com'è stato il suo impatto con Piacenza, come si trova?
«Personalmente mi sono trovato molto bene anche se, purtroppo, i risultati della squadra fino ad ora non sono andati alla grande. Venire qui, in una piazza così importante, ti dà di per sé motivazioni a mille, per cui il mio buon inserimento lo imputo soprattutto a questo».

Lei conosce molto bene Venturato, sta imparando a conoscere William Viali. Che differenze ci sono nelle metodologie di lavoro di questi tecnici?
«Sono due allenatori che hanno metodi di lavoro molto accurati. Le differenze tra i due, oltre al modo, del tutto personale, di vedere il gioco del calcio e leggere le partite, penso che siano soprattutto caratteriali e nel modo di relazionarsi con la squadra. Venturato, ad esempio, è una persona molto pacata in questo senso. Credo che la sua sia stata una parentesi sfortunata, coincisa con un momento di scarsa forma della squadra dovuta a tanti fattori negativi».

Cosa vi ha chiesto Viali al suo arrivo?
«Mister Viali è stato un giocatore di alto livello e sa bene che quando si subentra in corsa è bene non stravolgere tutto. Per cui sta cercando di introdurre alcuni suoi concetti di gioco facendo attenzione a non generare troppa confusione a noi giocatori»

Domenica affronterete un Lecco in difficoltà, ma insidioso. Che partita si aspetta?
«Loro vengono da una sconfitta e questo non ci voleva perché verranno qui con voglia di riscatto. D'altro canto, noi non possiamo che cercare la vittoria per inseguire i nostri obiettivi. Di certo però non sarà facile. Prima di tutto perché sono una buona squadra; e poi perché i loro tifosi ci terranno sicuramente a venire a fare risultato Piacenza, per cui chiederanno una super prestazione alla loro squadra».

Trova che il livello del campionato di quest'anno sia superiore a quello dell'anno scorso?
«Credo di sì perché vedo, rispetto all'anno scorso, diverse squadre che si sono rinforzate e possono puntare a posizioni di vertice. L'anno passato c'erano solo due o tre squadre in lotta perché le altre, dopo gennaio, hanno smantellato. Sicuramente quest'anno è più dura».

Quali sono i problemi di questo Piacenza, cos'è mancato?
«La squadra c'è ed è sicuramente molto forte per quella che è la media del campionato. Le difficoltà che ci sono state, secondo me, sono prima di tutto imputabili ad episodi sfortunati e infortuni: spesso ci è capitato di giocare partite cruciali senza diversi titolari. E poi, c'è da dire che in serie D ci sono molti giovani in campo e giocare in una piazza come Piacenza, dove si cerca sempre la vittoria e le pressioni sono più elevate rispetto ad altre parti, per i più inesperti può costituire una difficoltà in più».

Ora vi si para davanti un trittico di partite difficilissime composto da Lecco, Legnago e Pro Piacenza. Qual è la partita che temi maggiormente?
«Per me la partita più dura sarà quella di domenica contro il Lecco. Purtroppo i "jolly" sono esauriti, siamo arrivati ad un punto della stagione nel quale non si può più sbagliare e, se si vuole arrivare a giocarsi qualcosa d'importante, domenica sarà assolutamente cruciale vincere, così come lo sarà nelle sfide successive. Se così riusciremo a fare, sono convinto che ancora nulla è deciso. D'altronde, così come noi abbiamo attraversato momenti di difficoltà, anche alle altre capiterà: dobbiamo essere bravi a sfruttare le occasioni che, sicuramente, si presenteranno».
Marcello Astorri
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