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Scazzola: «Non sono pazzo, se cambio è perché i giocatori non ce la fanno più». Le pagelle: Cesa delizioso, Dubickas on fire

Il tecnico: «La situazione la conoscete tutti, è chiaro che se perdi Munari e Gonzi perché non ce la fanno più e sei costretto a mettere gente fuori ruolo poi arretri il baricentro. Però la verità è che siamo sempre in emergenza. Gran vittoria di cuore e carattere». Partitone di Suljic, Rillo è straripante al 95'

«Non è che sono pazzo e schiero un terzino a fare l’ala destra così perché mi va». Cristiano Scazzola mette in chiaro subito le cose dopo l’emozionante vittoria contro l’Albinoleffe.
«La situazione la conoscete tutti da tempo e non dobbiamo girarci attorno: anche oggi ci mancavano sette giocatori. Alcuni giocano come Cesarini che non sono al massimo fisicamente e siamo sempre a rischio, altri li posso mettere dentro come Dubickas ma per un quarto d’ora: ha fatto un allenamento in due settimane. E se Gonzi e Munari sono “impiccati” e non ce la fanno più non posso lasciarli in campo. Rossi ad esempio era ammonito e non ne aveva più ma sono stato obbligato a farlo giocare fino alla fine».

La premessa, cioè la domanda, era la sensazione che i cambi fatti attorno al 70’ avessero abbassato talmente tanto il baricentro della squadra fino a lasciare tutto il campo all’Albinoleffe e quindi al naturale pareggio al 93’.
«Ma non è così - prosegue Scazzola - ad esempio tra i due tempi abbiamo perso anche Parisi per un risentimento muscolare, abbiamo messo Marchi a fare il terzino che terzino non è. Se poi perdo Gonzi e Munari è chiaro che la squadra arretra, mi sembra logico, ma se li tolgo è perché non ce la fanno più: anche questo mi sembra altrettanto logico. Noi siamo il Piacenza, non siamo il Padova o il SudTirol che hanno tutti ruoli doppi o tripli in rosa, e se sei costretto a mettere gente fuori ruolo quando davanti hai avversari del calibro di Cori, Martignago, Tomaselli o Manconi è chiaro che qualcosa può succedere. Questa è la situazione e per questo parlo di vittoria bellissima, meritata, frutto di una squadra che anche nella difficoltà si è dimostrata con un grande spirito di sacrificio. Sono tre punti voluti e cercati fino all’ultimo. L’unica pecca, se vogliamo trovarla, è che dobbiamo imparare a chiudere queste partite. Troppo spesso accade che le lasciamo in bilico. Ora pensiamo a recuperare quello che possiamo, i playoff ci sono quasi ma davanti abbiamo ancora tre partite».

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