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Piacenza - A Lucca tanti segnali positivi. Il punto

Sono segnali confortanti quelli che arrivano forti e chiari dalla trasferta di Lucca. Il Piacenza ha giocato alla pari in casa di una squadra importante per la categoria, sfiorando la vittoria e spazzando via buona parte dei dubbi emersi durante...

Andrea Razzitti-2
Sono segnali confortanti quelli che arrivano forti e chiari dalla trasferta di Lucca. Il Piacenza ha giocato alla pari in casa di una squadra importante per la categoria, sfiorando la vittoria e spazzando via buona parte dei dubbi emersi durante il precampionato. E’ ancora presto per poter esprimere giudizi complessivi, ma ciò non toglie che la squadra ha imboccato una strada in ascesa ed è migliorata sensibilmente rispetto all’ultima partita di Coppa Italia contro il Pro Piacenza. Ora sotto con Lupa Roma e Renate, banchi di prova interessanti proprio perché avversarie dirette per la corsa alla salvezza. Ma analizziamo nel dettaglio cosa è emerso dal pareggio contro la Lucchese.

DIFESA - In primis è piaciuta la fase difensiva, capace di trasmettere sicurezza grazie a reparti corti, compatti, e a una cattiveria agonistica che ha fatto ricordare i momenti migliori della passata stagione. Si è subito inserito Giuseppe Agostinone, l’ultimo arrivato in casa biancorossa, che pare aver risolto il problema sul versante difensivo sinistro. Convince anche Giacomo Sciacca a destra, parso tosto in marcatura nonostante la squadra toscana potesse vantare giocatori di prim’ordine nella sua zona di competenza. L’impressione è che Diego Di Cecco e Alessandro Castellana dovranno esprimere il loro meglio per sfilare la maglia da titolare all’ex Inter, fermo restando che la concorrenza non può che giovare agli stimoli dei singoli e al gruppo.

MARGINI - Ci sono inoltre buoni margini di miglioramento sui quali lavorare. Alcune armi importanti, infatti, sono ancora rimaste ai box. Mario Titone, uno dei migliori acquisti offerti dal mercato estivo, si è visto per soli pochi minuti al Porta Elisa, è ancora lontano dalla condizione migliore ma molto presto potrebbe essere un’ottima alternativa a Stefano Franchi e Luca Matteassi. Proprio quest’ultimo, come Titone, non è ancora al meglio, ma sul capitano biancorosso non ci possono essere dubbi pertanto l’attacco piacentino non potrà fare altro che migliorare la già buona propensione a creare azioni da rete (numerose nella sfida di Lucca). In crescita sono parsi anche il centrocampista Gianluca Barba e il difensore Antonio Pergreffi, nonostante quest’ultimo abbia sulla coscienza l’ingenuità sul calcio di rigore poi trasformato da Forte. Piacevole sorpresa, infine, è stata la prova di Andrea Razzitti. L’attaccante può non essere molto appariscente ma è un elemento molto utile nell’economia di gioco: sa difendere palla, far salire la squadra e innescare con le sue sponde gli inserimenti di centrocampisti ed esterni d’attacco.

COSA ANCORA NON VA - In un contesto di crescita generalizzato, il Piacenza soffre ancora di una paura di vincere che sa tanto di scotto del noviziato. Il campione è molto limitato (solo tre partite ufficiali), ma già a Parma i biancorossi, una volta passati in vantaggio, non hanno saputo mantenere il risultato se non per pochi minuti. Al Tardini è andata male, a Lucca è rimasto l’amaro in bocca per una vittoria sfuggita a causa dell’unico vero calo di tensione in 90 minuti più recupero. Le vie per venire a capo del problema? Migliorare la concretezza sotto porta, cercando di capitalizzare al meglio le occasioni che la squadra crea in buona quantità. L’autostima, poi, arriverà insieme alle prime vittorie.
Marcello Astorri

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