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Non c'è nulla di ufficiale ma il Piacenza non farà i playoff. La partita sarà vinta a tavolino dalla Triestina

Sono due le società che hanno ufficializzato il «no», Arezzo e Pontedera. Possibile anche il rifiuto di Modena, Siena e Samb. I biancorossi non ha sciolto i nodi ma ci sono pochi dubbi sulla scelta del presidente Pighi e del dg Scianò

Gianluca Nicco

Il gioco vale la candela? Probabilmente no. Poteva valerla se il Piacenza non avesse smontato mezza squadra (doveva farlo necessariamente perché altrimenti non si sarebbe iscritto a causa dei costi esorbitanti) ma oggi, in via Gorra, stanno valutando seriamente di non disputare il turno dei playoff interno contro la Triestina. Il fatto che sia stato ufficializzato lo svincolo di Paponi stamane e che lo staff tecnico non abbia ricevuto alcuna convocazione lascia intedere questa scelta. E’ una logica conseguenza dei fatti e a dirla tutta non è nemmeno solo una questione di costi, semplicemente le tempistiche sono decisamente ristrette e bisognerebbe fare una corsa a perdi fiato per disputare una serie di spareggi promozioni (6 partite per arrivare fino in fondo) praticamente senza alcuna ambizione. Il Piacenza dovrà decidere entro mercoledì sera, la risposta con grande probabilità sarà «no grazie» e se osserviamo la situazione nella sua completezza sarebbe anche una scelta comprensibile visto gli eventi.

COMUNQUE E' UN PECCATO
Senza dubbio è un peccato perché il Piacenza avrebbe potuto dire la sua ai playoff; in fondo i biancorossi hanno sempre fatto bene contro le prime 5 della classifica. Il Vicenza (promosso in B) è stato battuto al Garilli, anche il Carpi (terzo, che ha però vinto la gara di ritorno), i biancorossi hanno anche vinto bene in casa del SudTirol (quarto) e avrebbero meritato i tre punti anche contro la Reggiana seconda (2-2 in rimonta). Questo per dire che la squadra di Franzini magari non era costruita per vincere il campionato ma aveva le carte in regola per fare bene ai playoff.

COSA SI FA CON I PRESTITI?
C’è la questione che riguarda i tesserati. Questo è uno snodo cruciale perché il Piacenza, al pari di tutti gli altri club, non sa ancora esattamente come muoversi. Il 1 luglio bisogna tornare in campo per i playoff ma il 30 giugno, tecnicamente, i prestiti dovrebbero tornare alle società di appartenenza. Del Favero, Imperiale, Zappella, Nannini, Bolis, Polidori tanto per citarne alcuni non sono di proprietà e quindi cosa si fa? Sull’argomento non c’è una norma chiara e se a questi ci aggiungiamo il fatto che Milesi, Pergreffi, Della Latta, Marotta, Cattaneo, Sestu e Paponi sono stati svincolati è presto fatto il conto di una rosa che non avrebbe probabilmente nemmeno i numeri per andare in campo, a meno che non arrivi a stretto giro di posta una spiegazione su come comportarsi sui prestiti.
 

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