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Mondonico: «Il derby del Po è la partita più sentita»

Cremonese-Piacenza non è una partita come le altre. E’ match carico di storia, di aneddoti, è il mitico derby del Po. Per la squadra grigiorossa, testimone più che attendibile delle mille battaglie sportive del passato è sicuramente Emiliano...

Emiliano Mondonico, bandiera della Cremonese. Nei derby col Piacenza ha segnato 6 reti

Cremonese-Piacenza non è una partita come le altre. E’ match carico di storia, di aneddoti, è il mitico derby del Po. Per la squadra grigiorossa, testimone più che attendibile delle mille battaglie sportive del passato è sicuramente Emiliano Mondonico, storica bandiera della Cremonese da giocatore prima e da allenatore poi, ora opinionista per le più importanti trasmissioni televisive nazionali: «Purtroppo non potrò seguire la partita - afferma Mondonico - perché sono spesso impegnato in televisione e mi è difficile seguire la Lega Pro, tuttavia alla domenica il primo risultato che cerco è quello della Cremonese».

LA BESTIA NERA - Mondonico è sempre stato una bestia nera per i piacentini: «Piacenza per me è sempre stata una città fortunata - ricorda - sono venuto tante volte anche con Torino, Atalanta, Albinoleffe e abbiamo sempre ottenuto risultati positivi. Quando giocavo a Cremona, ogni volta che c’era il derby contro il Piacenza scattava qualcosa dentro che ti animava. Io mi ero fatto la nomea di quello che segnava sempre ai biancorossi, perciò in campo gli avversari avevano paura, c’era grande rispetto nei miei confronti». Una nomea, quella di Mondonico, che ancora oggi molti piacentini si ricordano quando lo incontrano: «Nella vita mi è capitato spesso di avere a che fare con gente di Piacenza - sorride - e ogni volta, prima di parlare di ogni altra cosa, mi dicono: ah, ma lei è Mondonico, quello che ci faceva sempre gol. E’ divertente, per questo vengo sempre volentieri e c’è sempre molta simpatia con i piacentini».

L’ANEDDOTO - Il derby del Po è una partita che coinvolge completamente le città di Piacenza e Cremona. Tant’è che amuleti, scaramanzie e scommesse stravaganti sono all’ordine del giorno nella settimana che precede la madre di tutte le partite. «Un sarto di Cremona una volta disse che mi avrebbe regalato un abito su misura da favola se la domenica successiva avessi segnato una rete al Piacenza. Quel derby finì 0-0, ma a pochi minuti dalla fine sbagliai di testa un’occasione d’oro da due passi. Ovviamente in quel momento non pensavo all’'abito, ma dopo la partita ci pensai eccome».

NIENTE PRONOSTICI - Domenica sarà una sfida tra due squadre che hanno fatto percorsi differenti negli ultimi anni: «Quando Arvedi prese la Cremonese scelse me come allenatore e arrivammo fino alla finale play off con il Cittadella. Ecco, da allora i grigiorossi hanno sempre costruito squadre per salire in serie B senza mai riuscirci. Da quello che mi dicono, anche quest’anno è stato così e la classifica è molto positiva. Per quanto riguarda il Piacenza, invece, credo sia una cosa molto positiva il fatto che sia ritornato in questi campionati dopo le vicissitudini passate. Pronostici? Direi una bugia se dicessi che il mio cuore non è grigiorosso. Mi auguro ci sia ancora lotta in campo, con da contorno il grande spettacolo che i tifosi hanno sempre portato in occasione del derby».

IL CAMPIONATO - Emiliano Mondonico ha poche occasioni di seguire la Lega Pro, tuttavia conosce più di molti altri la categoria per averla vissuta da giocatore e da allenatore: «La Lega Pro, una volta come oggi, è sempre stato un campionato di rilancio, perché permette ai giocatori di qualità di risalire la corrente. E’ un torneo dove ci sono grandi possibilità di mettersi in mostra». Alessandria o Cremonese per la vittoria del campionato? «L’Alessandria l’ho seguita nella cavalcata in Coppa Italia dell’anno scorso, competizione dove ha speso molte energie. E’ un’ottima squadra, con giocatori di categoria superiore. Se devo essere sincero, però, spero sia l’anno della Cremonese, che ha allestito ancora una volta una squadra competitiva».
Marcello Astorri

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