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Marrazzo: «Giocherei nel Piacenza a vita» - 2

Marrazzo: «Giocherei nel Piacenza a vita» - 2

Marrazzo: «Giocherei nel Piacenza a vita»

Ripartire dal capocannoniere del campionato. Questa sembra essere l’intenzione del Piacenza che, per l’anno prossimo, vuole allestire una grande squadra per riprovare la scalata alla Lega Pro. E i propositi di bomber Carmine Marrazzo sembrano...

Ripartire dal capocannoniere del campionato. Questa sembra essere l’intenzione del Piacenza che, per l’anno prossimo, vuole allestire una grande squadra per riprovare la scalata alla Lega Pro. E i propositi di bomber Carmine Marrazzo sembrano combaciare con quelli della società: «Qui ci giocherei per tutta la vita». Il matrimonio tra Piacenza e Marrazzo, quindi, sembra che sia destinato a durare, l’attaccante è ora in attesa di una chiamata da Andrea Bottazzi, il nuovo ds, per definire il tutto.

SEREGNO – Rientrato il silenzio stampa della società, l’intervista a Marrazzo è stato un modo per ritornare sulla sciagurata eliminazione dai playoff di domenica scorsa. «Siamo partiti bene – ha detto il cannoniere biancorosso – potevamo perfino passare subito in vantaggio con l’occasione che è capitata sui piedi al sottoscritto. Ma temo che sarebbe cambiato poco, noi abbiamo fatto fatica per tutta la gara e se giudichiamo le tre partite giocate contro il Seregno, tra campionato e playoff, il bilancio ci dice che loro hanno dimostrato di essere più forti di noi».

LA STAGIONE – Il bilancio di fine anno parla di un secondo posto in campionato, a pari merito con l’Olginatese, ma anche di una stagione che era partita con prospettive diverse. «Noi abbiamo la fortuna di giocare in una piazza importante – spiega Marrazzo – questo però vuole dire avere intorno a sé maggiori aspettative. D’altronde la gente di Piacenza è abituata a vedere calcio di ben altro livello, per cui è logico che pretenda qualcosa di più. Personalmente ritengo che la squadra abbia fatto un buon campionato, anche perché non avevamo a disposizione una rosa in grado di ammazzare il girone. Certo, gli strumenti per fare bene e arrivare in alto c’erano, però non per annichilire le avversarie. Ricordiamoci che il Piacenza era una squadra neopromossa che si ritrovava ad affrontare un campionato difficile come la serie D». A livello individuale Marrazzo ha giocato la stagione migliore della sua carriera. «Questo è stato l’anno migliore della mia carriera. Lo devo, e non è una frase fatta, ad un gruppo molto unito, fatto di compagni di squadra che hanno fatto carte false pur di farmi segnare. Nonostante le mille difficoltà – prosegue - a me è piaciuto molto giocare con la pressione addosso: questa è la maglia più prestigiosa che abbia mai indossato». Il rammarico più grande? «Ci sarebbe piaciuto andare avanti nei playoff per dare una soddisfazione ai nostri tifosi e ai nostri presidenti. Proprio riguardo ai fratelli Gatti, desidero ringraziarli personalmente per i grandi sforzi che hanno fatto in questi due anni».

VIALI – A luglio si ripartirà, salvo risvolti clamorosi, con un nuovo allenatore a guidare la truppa. «Il mister è una persona molto preparata – ha detto Marrazzo riguardo a Viali – ed è un lavoratore instancabile. Avrò sempre un bel ricordo di Viali, perché se ho fatto una stagione così positiva lo devo anche a lui. Le sue squadre non giocano bene? Personalmente è molto raro che in serie D una squadra faccia calcio champagne. Lo stesso Pro Piacenza, che ha vinto il nostro girone, è una squadra molto quadrata e ben messa in campo, ma non ha mai proposto un calcio spettacolare. Per questo dico che è la realtà di un campionato difficile come la D che offre questo tenore di calcio, il mister, in fin dei conti, i punti li ha sempre portati a casa».

PISSASEGOLA – Infine, il bomber ha voluto dedicare un pensiero a Vittorio Pissasegola, lo storico fisioterapista biancorosso scomparso la scorsa settimana. «Era una delle persone con le quali avevo legato di più – ricorda – per me era come un padre. Ogni volta che avevo bisogno, lui mi ha sempre dato una mano con una disponibilità eccezionale. Quando ho ricevuto la notizia mi è mancato il respiro per alcuni secondi, né io né i miei compagni volevamo crederci. Vittorio ci mancherà tantissimo».
Marcello Astorri

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