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Marco Gatti getta acqua sul fuoco: «Nessuno se ne va»

Il giorno dopo è quello in cui ci si lecca le ferite. Il Piacenza esce con le ossa rotte dalle partite contro Rimini, Thermal e Correggese: tre sconfitte in una settimana, otto gol subiti e la solita ondata di impulsività. Quattordici giorni fa i...

Da sinistra il presidente Marco Gatti con il tecnico Francesco Monaco (foto Spreafico-Galli)
Il giorno dopo è quello in cui ci si lecca le ferite. Il Piacenza esce con le ossa rotte dalle partite contro Rimini, Thermal e Correggese: tre sconfitte in una settimana, otto gol subiti e la solita ondata di impulsività. Quattordici giorni fa i biancorossi erano in vetta alla classifica, ieri, dopo il crollo interno contro la Correggese, era una squadra da buttare. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) i giocatori più rappresentativi saranno liberi di andarsene, la stagione è da buttare e d'ora in poi giocheranno i giovani e lotteremo per salvarci. A fine stagione regaliamo la società». Parole di Stefano Gatti, presidente onorario. Dunque, a rigor di logica, oggi ci si aspettava il fuggi fuggi generale. Quel «i giocatori più rappresentativi saranno liberi di andarsene» era da intendere come un "chi ci costa di più può levare il disturbo tanto l'obiettivo promozione è già sfumato". Così - ovviamente - non è stato. Nel primo pomeriggio è arrivato il comunicato stampa dei tifosi, firmato Sparuta Presenza, dove si chiede «chiarezza circa le dichiarazioni rilasciate» e la risposta del club non si è fatta attendere. Come ci si poteva immaginare le parole di Gatti sono state dettate da un momento di frustrazione, non è la prima volta, il presidente onorario è sanguigno oltre che un grande tifoso.

Diverso infatti l'approccio del numero uno di via Gorra, il fratello Marco Gatti, tanto deluso da queste tre sconfitte quanto fermo nel confermare: «Assolutamente i giocatori non sono liberi. Saranno invece decisive le prossime due partite, contro Formigine e Scandicci, in base alle risposte che avrò dal mister e dalla squadra prenderò ulteriori decisioni». Dunque nessuno se ne va, anzi, da martedì tutti al lavoro per preparare la trasferta in casa del Formigine, formazione che naviga nei bassifondi della classifica ma capace di battere la capolista Este a inizio ottobre.

Tornando alle dichiarazioni Marco Gatti, anche queste comunque vanno interpretate. «Aspetto risposte nelle prossime due partite» significa solamente una cosa: se la squadra trova un bel filotto di vittorie allora la società tornerà sul mercato per rinforzarsi e giocarsi con entusiasmo il girone di ritorno. Se, al contrario, arriveranno altre sconfitte allora non ci saranno ulteriori investimenti. A confermare il ragionamento è lo stesso direttore generale Marco Scianò: «Il campionato è difficile da vincere a prescindere dalle ultime tre partite. Adesso cerchiamo di ricompattarci, quello di Stefano Gatti è stato solo uno sfogo, la società opererà nel mercato invernale perché è evidente che qualcosa non funziona, ma nessuno smobilita o getta la spugna a novembre».

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