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Lupa Piacenza: i pagelloni della stagione di Eccellenza

Stagione eccellenza quella dei biancorossi, che hanno centrato la promozione in serie D con due turni di anticipo dopo aver dominato tutto il campionato e sbaragliato la concorrenza delle avversarie. Una stagione che sarà ricordata a lungo grazie...

Stagione eccellenza quella dei biancorossi, che hanno centrato la promozione in serie D con due turni di anticipo dopo aver dominato tutto il campionato e sbaragliato la concorrenza delle avversarie. Una stagione che sarà ricordata a lungo grazie all'enorme passione sfoderata dai supporter biancorossi, per la mentalità vincente dei giocatori e per la guida di quel mago che è Willima Viali, timoniere della corazzata Piacenza Calcio. Ecco i pagelloni della stagione 2012/2013 firmati dal nostro Marcello Astorri:

Bissolotti voto 6,5 – Dopo un avvio non brillantissimo, forse dovuto all’impatto con una realtà alla quale non era abituato, si è riscattato alla grande con prestazioni di buonissimo livello per tutto l’arco del girone d’andata. La società ha poi deciso di investire su Ferrari nei panni di portiere titolare e lui ha dovuto sedersi in panchina, ma dev’essere consapevole di essere comunque stato all’altezza della situazione e di avere dato un contributo notevole alla causa.

Ferrari voto 7 – E’ arrivato da un settore giovanile prestigioso come quello del Parma, quasi all’improvviso, con le credenziali del portiere di grandi e rosee prospettive. Lui, probabilmente, se non ci fosse stato di mezzo il buon nome del Piacenza Calcio, non sarebbe mai e poi mai sceso a giocare in Eccellenza e, in effetti, questa categoria per lui è solamente di passaggio perché i suoi guanti meritano ben altri palcoscenici. Non viene quasi mai chiamato in causa e quando capita, non tradisce. Sicurezza.

Sicuro s.v. – Nonostante sia giovane, la sua carriera è già molto lunga. In passato ha dimostrato di sapersi destreggiare bene pure in serie D, quest’anno con la Lupa in Eccellenza ha trovato poco spazio e ha dovuto andarsene. Peccato, perché le poche volte che è stato chiamato in causa ha fatto il suo.

Malvicini s.v. – E’ uno dei giovani esordienti della stagione. Per lui qualche comparsata, anche dall’inizio, ma non abbastanza per poter esprimere un giudizio.

Cavicchia voto 8 – Non ci sono veramente parole per descrivere quello che ha fatto questo ragazzo. E’ partito in sordina, inizialmente Viali preferiva altri, poi, poco a poco, ha convinto tutti quanti con classe silenziosa ed è diventato titolare inamovibile. Se dovessimo trovare uno spaccato della stagione per descrivere la sua annata, sicuramente ricorderemmo la splendida rovesciata all’ultimo secondo di recupero con la quale ha riacciuffato il Pallavicino. Enfànt prodige.

Tognassi voto 8 – Difensore sensazionale, solido, carismatico ed esperto. Ha iniziato alla grande, poi si è eclissato forzatamente a causa di un fastidioso infortunio che l’ha tenuto lontano dal campo per mesi. Lui non ha fatto una piega, non ha forzato il recupero, si è allenato duramente ed è tornato a dettare legge nel momento clou della stagione, come se nulla fosse, come se non si fosse mai dovuto fermare. The incredible Tognassi.

Tignonsini voto 7 – Tognassi fa una grande ombra e lui, per alcuni periodi durante questa stagione, ne ha subito l’influenza venendo relegato in panchina o entrando a partita iniziata. Quando però, durante il lungo stop del compagno, ha dovuto prendere le redini della difesa, non solo è stato all’altezza del compito, ma è riuscito nell’impresa di non far rimpiangere nessuno. Ce ne fossero di professionisti come lui.

Commisso voto 7,5 – Salvo le gare che ha dovuto saltare per squalifica, ha giocato sempre. E ci sarà un motivo, pensiamo noi. Già perché pur essendo meno appariscente di altri suoi compagni, con i suoi centimetri, i suoi muscoli e il suo essere, in una parola, indistruttibile, ha rappresentato una certezza per tutta la stagione.

Martinez voto 6,5 – Questo giovane talento sudamericano fa davvero tanta rabbia perché ha giocato un girone d’andata sensazionale e poi si è perso un po’ per strada. Possiede doti tecniche sopra le righe e qualità che potrebbero spalancargli le porte del professionismo in tutta facilità, eppure in alcune partite pare abbia timore e gioca con il freno a mano tirato. Ci può stare, è giovanissimo e deve fare esperienza. Per la prossima stagione tutti ci aspettiamo che arrivi la sua consacrazione.

Volpe voto 6,5 – Inutile girarci attorno, tutti ci aspettavamo qualcosa di più da “Fox”. Poi però uno ripensa a tutta la stagione: pochi gol ma tutti decisivi, come la perla nel derby d’andata con il Fiorenzuola, il gol pesantissimo contro il Colorno in una delle peggiori partite della Lupa, a Noceto si è vinto grazie ad un suo assist magico. Ci si aggiunga che a livello di malanni fisici il talento napoletano non è stato proprio fortunato e, infine, il gesto di grande valore umano con il quale, lui, un professionista, ha accettato di scendere a giocare in Eccellenza pur di tornare a Piacenza. Come si fa a non dargli un voto più che sufficiente?

Bassi s.v. – Finché è stato biancorosso si è dato anima e corpo alla causa, poi la società ha fatto altre scelte. Anche per lui, stesso discorso fatto per Malvicini, ha giocato troppo poco per poter esprimere un giudizio nei suoi confronti.

Serio voto 7 – E’ il punto di riferimento del centrocampo praticamente per tutto il girone d’andata, poi gli impegni di lavoro lo hanno fatto allontanare dalla Lupa Piacenza. Dei suoi mesi biancorossi per sempre indelebile rimarrà il gol da cineteca al Lentigione – finito peraltro su di un sito inglese - con il quale, con un fendente da centrocampo, incornicia uno dei ricordi più belli.

Fumasoli voto 8 – Quest’anno ha fatto di tutto: il centrale difensivo, l’esterno e il centrocampista centrale, perfino il cantautore nella festa natalizia al Boeri. Una stagione la sua giocata a ritmi elevatissimi con punte d’eccellenza che, probabilmente, non ha raggiunto nessun’altro nella rosa biancorossa. Memorabile è infatti la tripletta con la quale letteralmente ribalta la partita con il Bibbiano, finita poi 4-3.

Orlandini voto 8 – Titolare inamovibile, motorino instancabile del centrocampo e razziatore di palloni senza pietà. Ma se pensate che queste siano le sue uniche qualità, vi sbagliate di grosso. “Billo”, così lo chiamano nello spogliatoio, l’uomo che sui campi pesanti ha i cingoli, ha pure la personalità e la qualità giuste per decidere con un gran gol una delle partite più importanti della stagione: il derby di ritorno con il Fiorenzuola.

Cortesi voto 7,5 – E’ arrivato a metà stagione e con lui la squadra ha cambiato passo diventando la lepre imprendibile che è oggi. Tecnica e piede vellutato, ha ereditato le chiavi del centrocampo biancorosso e le ha gestite con cura, con la tranquillità di chi ha le spalle abbastanza larghe da poter sopportare responsabilità anche maggiori, sebbene a Piacenza certo non mancassero.

Passera voto 7 – Anche lui, come altri giocatori di valore nella rosa della Lupa, è stato spesso relegato al ruolo di comprimario, non perché non sia giocatore di valore, ma perché la concorrenza era agguerritissima. Tutte le volte che è stato schierato in prima linea però, ha dimostrato qualità da vendere e intelligenza tattica. E’ forse il centrocampista biancorosso più completo, stupendo il gol segnato al Pallavicino: un siluro sotto al sette da far brillare gli occhi.

Pellacini voto 7,5 – Non sempre continuo nelle prestazioni, ma quando in giornata è uno dei giocatori più devastanti della rosa. Ad una corsa infaticabile, abbina un buon tiro e la giusta cattiveria agonistica. Il suo campo preferito è senza dubbio quello di Pontenure, dove ha segnato tutti i suoi tre gol, peraltro bellissimi, soprattutto quello alla Fidentina.

Valla voto 7 – Non sempre impiegato da mister Viali per tutta la stagione, si è preso il gusto di diventare davvero importante per un discreto numero di partite quando è stato chiamato in causa. Memorabile il gol con il quale si è preso la briga di togliere le ragnatele dal sette, durante un gelido recupero invernale contro il Salsomaggiore. L’ultras in campo, l’uomo della curva, non ha certo deluso le aspettative.

Pignanelli voto 6 – Poco impiegato se non in rare occasioni. Centrocampista duttile e che lascia intravedere buone qualità, forse si sarebbe meritato qualche occasione in più.

Minasola voto 7 – E’ una delle piacevoli sorprese di quest’annata. Il giovane virgulto uscito dalle giovanili biancorosse ha esordito in punta di piedi, quando nessuno lo conosceva, poi è arrivato il primo gol da “grande” nello 0-6 di Pontenure al Monticelli e dopo ancora la prima rete decisiva: una splendida volèe da tre punti contro la Sampolese. Oggi, nonostante la giovanissima età, è spesso preso in considerazione nelle scelte di formazione, segno di come questo ragazzo si sia ritagliato una buona fetta di fiducia nell’ambiente.

Arena voto 8 – E’ vero che il finale di stagione lo sta vedendo con il fiatone. Ma se capita ad un certo Cavani a Napoli, perché non dovrebbe capitare ad Arena a Piacenza? Il centravanti biancorosso ha segnato la bellezza di 20 gol ed è, ad oggi, il capocannoniere del girone d’Eccellenza. Tante e portatrici di punti determinanti sono state le sue marcature, bisogna dargli atto che è stato tra i grandi protagonisti di questa stagione.

Franzese voto 7 – Nella prima parte della stagione con gol e, soprattutto, assist in quantità, è uno dei punti cardine della squadra. Poi, con l’arrivo di Marrazzo, le sue presenze in campo si sono ridotte e anche lui, pur continuando a contribuire alla causa, si è eclissato e non è più riuscito a ritagliarsi uno spazio consistente. Scatti dei suoi momenti migliori sono la strepitosa punizione contro il Crociati Noceto e l’assist – con numero d’alta scuola – ad Arena per il gol del vantaggio lampo nella partita d’andata con il Rolo.

Marrazzo voto 8,5 – Per noi, senza voler togliere nulla a nessuno, è il migliore di tutti per una serie di motivi. Primo fra tutti perché ha segnato tantissime reti regolarmente decisive, punto secondo perché è saltato su di un treno in corsa e si è calato con grande personalità nella parte che tutti invocavano per lui: quella del trascinatore. Non è cosa da tutti entrare nel cuore dei tifosi in così poco tempo, lui ci è riuscito.

Lucev voto 6,5 – Ivan è stato per tutta la stagione l’uomo dell’ultimo quarto d’ora. Molti avrebbero stentato a trovare motivazioni con cosi poco spazio a disposizione, lui invece si è allenato duramente – da professionista – ha aspettato il suo momento e ha pure trovato il modo di farsi notare con due gol, di cui uno da tre punti contro il Real Panaro. Ricorda molto Julio Ricardo Cruz all’Inter.

All. Viali voto 8 – Il mister è sicuramente tra gli artefici di questa vittoria. Ha guidato, sostenuto, difeso e anche – quando serviva – criticato la sua squadra. Aveva una rosa ricca di giocatori di qualità, i proverbiali “troppi galli nel pollaio”, lui ha trovato il modo di farli coesistere e rendere nel migliore dei modi, come solo i più bravi riescono a fare. Oltretutto la sua squadra esprime un buon calcio, nonostante le pressioni non comuni alle quali è sottoposta. Timoniere insostituibile.

Dirigenza voto 8 – Dopo qualche errore di valutazione all’inizio, la dirigenza ha saputo correggere la rotta tempestivamente e mantenere in pieno la parola data. Le scelte di mercato sono state praticamente tutte azzeccate e forse è stato investito anche più del necessario, segno di quanta voglia di far bene ci sia. Oltre ai risultati sportivi, sicuramente degni di nota ma prevedibili, quelli più stupefacenti riguardano però lo splendido rapporto instaurato con il pubblico e i numeri allo stadio: oltre le 1500 presenze di media. Senza contare le numerose e originali iniziative intraprese che sono state una ventata di aria fresca in un ambiente, quello di via Gorra, che per anni è stato latitante in questo senso. E’ stato compiuto solo il primo passo del progetto, ma se il buon giorno si vede dal mattino…

Tifoseria voto 9,5 – Il voto può sembrare banale retorica, ma non è così. Ci sta tutto pensando che Piacenza viene da anni di vessazioni, nei quali ha subito retrocessioni, scandali e disastri societari. Eppure, ripartendo da una categoria dilettantistica come l’Eccellenza, dopo aver calcato per vent’anni i campi dell’elite del calcio italiano tra serie A e B, la gente ha trovato forza ed entusiasmo per riprendere la sciarpa e gridare ancora più forte il nome della sua squadra. Per il “dieci” aspettiamo però il prossimo anno, quando finalmente torneranno le vere trasferte.

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