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Lega Pro - Tra contrari e favorevoli la Serie C probabilmente troverà la sintesi in playoff e playout ridotti

La Figc ha detto che la terza serie deve tornare in campo ma nella realtà sembra infattibile sia per i costi (sostenibili solo da pochissimi club) sia per una questione organizzativa. Il 28 maggio vertice col Governo. Intanto il Piacenza fa la conta: sono 13 i giocatori effettivamente utilizzabili a cui aggiungere due Berretti, Siano e Scotti.

Zappella in azione, uno dei pochi titolari a essere rimasto

datei_s-6Si aprono sette lunghi e infiniti giorni per la Serie C che spera, nella maggior parte dei suoi 60 club, che il ministro Spadafora e i vertici della Federcalcio facciano marcia indietro sulla decisione di tornare in campo per chiudere il campionato in estate. I motivi sono molteplici: dal costo esorbitante - circa 500mila euro a società - all’impossibilità, per motivi strettamente organizzativi, di applicare il famoso protocollo medico tarato sulla Serie A e forse sulla Serie B. C’è poi la partita dei medici sociali che in Lega Pro hanno già fatto sapere di volersi dimettere in blocco perché non ci sono né mezzi né risorse per far rispettare il protocollo medico e la responsabilità penale sarebbe la loro. Quindi? La data cruciale sarà il 28 maggio: se dall’incontro tra il Governo e la Figc emergerà la volontà di proseguire sulla linea del «tutti in campo tra luglio e agosto» allora saranno dolori per la Lega Pro, altrimenti andrà trovata una soluzione che dovrebbe essere una sintesi tra lo stop definitivo e la volontà di alcuni club di giocarsi le proprie carte per la promozione.

LEGA PRO SFIDUCIATA
E’ un dato di fatto. Il Consiglio Federale ha sostanzialmente detto questo e bisognerà farci i conti. Nell’assemblea di Lega Pro di inizio maggio era emersa la chiara volontà di non andare più in campo e proseguire con le seguenti scelte: classifiche congelate, promozione delle prime in graduatoria (Monza, Vicenza e Reggina), blocco dei ripescaggi dalla D, blocco delle retrocessioni e quarta promozione stabilita attraverso il criterio della media punti. Dei 60 club presenti votarono in 59 (un solo astenuto), di questi ben 53 hanno detto «stop» e solamente in 6 volevano proseguire. La Figc ieri è passata oltre e non ha preso in considerazione la strada tracciata da Ghirelli e dalla Serie C. E’ un dato di fatto.

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