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La Sampdoria vince facile ma il Piacenza gioca e strappa gli applausi. Il Garilli riapre dopo 220 giorni

I blucerchiati superano 3-0 i biancorossi che si difendono bene e trovano delle trame interessanti. Troppo ampio il divario. Esauriti gli 840 biglietti disponibili ma la Curva resta fuori: "O tutti o nessuno". Rigidissime le regole per accedere allo stadio

A SCACCHIERA E SENZA CURVA
E’ ovvio che il colpo d’occhio non sia il massimo, andare allo stadio in queste condizioni fa passare la voglia a molti. Biglietterie chiuse, termoscanner all’ingresso, mascherina, entrate e uscite scaglionate pure al bagno, bar chiusi, due seggiolini tra uno spettatore e l’altro per il distanziamento e più in generale un grande, grandissimo senso di disagio. Noi per primi, abituati a commentare e confrontarci con i colleghi nelle gabbie stampa, siamo obbligatoriamente lasciati a una noiosissima solitudine.
Mancavano poi i ragazzi della Curva Nord, era nell’aria la loro assenza e lo hanno spiegato attraverso un comunicato. Li capiamo: per loro lo stadio è aggregazione che non fa certo rima con distanziamento, siamo parecchio lontani dal loro modo di fruire l’evento sportivo e con queste regole diventa anche difficile cantare quindi la loro risposta è semplice, «torneremo a casa nostra quando potremo farlo a modo nostro» che si traduce poi nello striscione appeso nei Distinti: “O tutti o nessuno”.
Per il resto gli spettatori fanno apparire vecchiostanco come una scacchiera. E’ lo stadio al tempo del Covid, l’impressione è quella di essere immersi dentro a una severità algoritmica per cui s’impongono determinate regole al fine di ottenere un preciso risultato. E’ per il bene comune, certo. Cambierà, speriamo presto.

RISULTATO SCONTATO, MANZO CONFERMA IL 4-3-3 E LA DIFESA
La Samp pressa duro fin dal primo istante, sulle tribune fa capolino l’ex proprietario Stefano Gatti che si siede al solito posto occupato negli ultimi 8 anni e Manzo conferma il 4-3-3 con la coppia Bruzzone-Corbari nel mezzo, Daniello e Visconti sugli esterni. Regia sempre a D’Iglio - ma passerà dopo mezzora a Palma - affiancato da Galazzi e Pedone. Davanti il tridente Lamesta, Babbi, Heatley. Ranieri mescola le carte tra i blucerchiati, davanti Bonazzoli sta in appoggia a Quagliarella (applausi del pubblico alla sostituzione). I liguri giocano un altro sport e si vede, a partire dalla differenza radicale di fisicità che si accentua davanti a un Piacenza leggero, con pochi centimetri e muscoli. Colley sblocca - su cross di Quagliarella - dopo 18’ di pressione costante e da lì rimane poco da raccontare di una partita che ha una gran valenza morale e nulla sul piano tecnico. Tuttavia il Piacenza confeziona tre-quattro giocate molto interessanti, la più pericolosa nel primo tempo con Heatley, a conferma che è una squadra attratta dalla ricerca degli spazi. Nella ripresa ci prova D’Iglio con una bordata, Belec si distende, in precedenza le reti doriane di Bonazzoli (38’) che brucia tutti sul primo palo e Leris che sradica il pallone dalla difesa e insacca. Nel finale Galazzi spara alle stelle la palla della gloria personale.
Da evidenziare che al terzo test Manzo conferma la difesa con Visconti, Bruzzone, Corbari e Daniello. Questo potremmo considerarlo come un punto fermo ormai assodato ma il tecnico ci smentisce poco dopo: «Sono i quattro che stanno meglio ora, però Rinolfi è un giocatore forte e Saputo è un peccato tenerlo fuori, credo che vedrete delle sorprese nel reparto».

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