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La rubrica del Pedar: "T'la scriv in Piasintein"

Inizia oggi la nostra nuova rubrica “T’la scriv in Piasintein” curata da Pietro “Pedar” Rebecchi, noto attore piacentino nella compagnia teatrale della Famiglia Piasenteina nonché tifoso da decenni del Piacenza Calcio. Prima delle partite interne...

L'esultanza dei biancorossi domenica dopo la prima rete segnata a Lucca
Inizia oggi la nostra nuova rubrica “T’la scriv in Piasintein” curata da Pietro “Pedar” Rebecchi, noto attore piacentino nella compagnia teatrale della Famiglia Piasenteina nonché tifoso da decenni del Piacenza Calcio. Prima delle partite interne del Piacenza, per tutto l’arco della stagione, regaleremo ai nostri lettori ogni due settimane questa rubrica dove il Pedar racconterà pensieri, fatti e aneddoti legati al mondo del Piacenza Calcio: ovviamente il tutto in rigoroso dialetto piacentino. Ecco la prima puntata:

Cär i me tifus dal Piace finalmeint sum turnä in un campiunäd un pò pössè impurtant, bein luntan dai riflettur nasiunäl, seinsa visibilitä in tele e cun poch spasi in sal giurnäl pittürä 'd rösa, i noss vecc' i dsirisan che püttost che gninta l'è mèi püttost.
Basta cui städi ch'is ciaman "campo sportivo" , talmeint piccin c'at säva d'vis da sügä seimpar cul San Curräd e par fä un bisugnin gh'era d'andä in dal bagn' ad la bocciofila. Basta andä in paes mäi sintì numinä c'as fäva fein fadiga a catäia in sla carteina. Menu mäl ca gh'è i navigatori satellitari parchè g'ho in a meint ca quäldoi se no al sariss ancura a drè a girä par quälca stradeina ad campagna, ma mia cun la preccüpasion d'avì pèrs la strä ma cul magon da savì mia cma l'è finì 'l campiunäd.
Pürtropp basta anca cun la cumuditä da pudì decid all'ültim minüd sa fä una trasfèrta, cun la famigerä  "tessera del tifoso" gh'è da mövas par teimp e 's pöl mia fä 'l bigliëtt lamò, almenu par chi, tant cme mè, agh sà cär vëd la partida e tifä in cürva, tacca alla me gint. Pasinsa, ricurdiv da dmandä 'l parmess alla murusa/ muier prima 'd sabat, m'arcmand.
Un grasie ai dü presideint, i'ävan prumiss da purtä 'l Piace in C in dal gir ad tri ann, agh n'è vurì vöi ad pö ma va bein di stess, la triunfäla (cun tant ad record ad pont alla fassia di parsüttär bucca lärga) stagion dl'ann passä l'ha fatt passä tütt i dispiaser di dü ann prima
Oltretütt,  second me, i'han tratt in pè una squädra ca pudrà cinträ l'ubbiettiv ad la salvëssa e particulär impurtantissim, allenatur cunfermä e rösa di sugadur sà belle pronta all'inisi di allenameint.
Una roba mia da tütt.
Me agh crëd e sum drè a segnä 'l num di solit "critica tutto" parchè dopa farum i cöint, sicür cme l'or e l'argint.
Duminca ho vist propi una bella squadrëtta, tütt in camp is mövan in armunia, tütt i galoppan seinsa risparmiäs e g'han bein ciär in dla tèsta cus gh'è da fä.
Al rigur l'è arrivä quand urmäi am sèra fatt la bucca dusa ma pasinsa, al paregg' l'è stä 'l risültäd pössè giüst.
L'impurtant l'è pudì pinsä ca sum in sla strä giüsta, mia tant cme lalur chi s' èn pers in di strä 'd campagna.
Noi ad navigatur c'al ma mustra la strä  agh num vöi c'al ma piäs abota, Mr.Franzini dalla Varnasca, am sariss bein cär fägh du ciaccar in piasintein.
Oddiu, in piasintein,  lü al parlarà un pò arius g'ho in a meint ma sum dispost a pardunäl, agh calariss ätar.
Gh'è ancura un päri 'd dè par fä l'abbunameint,  cusa si drè aspettä? Di da meint a un luch, ca sariss mè, a fäl mia dopa av mangiarì 'l......si insuma, i capì no
M'arcmand forza Piace
Pedar

Chi è Pietro Rebecchi
Pietro Rebecchi, Pedar per gli amici, è un “piacentino del sasso” nato in città cinquant'anni fa e cresciuto nel popolare quartiere di Sant'Agnese dove ha potuto imparare perfettamente il dialetto.
La sua passione per il nostro vernacolo lo ha portato, nel corso degli anni, a studiarlo per poterlo scrivere in modo corretto e coglierne le sfumature più originali
Innamorato delle proprie origini e di quella che ama definire la “sua” Piacenza, amore incondizionato per i propri sassi che lo ha portato, nel corso degli anni, a collezionare numerose pubblicazioni in materia e ad approfondire la storia millenaria della nostra città
Sposato con due figli, titolare di un laboratorio odontotecnico è da sempre tifoso del Piacenza che ha seguito nel peregrinare da una categoria all'altra negli ultimi trentasei anni e per la quale ama definirsi “tifoso viscerale”.
Attore nella compagnia teatrale della Famiglia Piasenteina con la quale è stato in scena in innumerevoli commedie, autore di atti unici portati sul palcoscenico con la compagnia stessa e del libro “Diario di un viaggio all'inferno” (2013) dove, tra il serio e il faceto (e una spruzzata di dialetto) racconta la stagione della squadra biancorossa in Eccellenza. Vanta anche una partecipazione sul recente “Gramloni” dove, sempre con la sua verve ironica e usando quella che lui definisce lingua madre, ha ricordato a tutti i tifosi Gabriele “Gamb ad silar” Ambrosetti
Vincitore quest'anno del premio “Valente Faustini” riservato a composizioni dialettali nella sezione racconti.

La traduzione del testo
Cari i miei tifosi del Piacenza finalmente siamo tornati in un campionato un po’ più importante, ben lontani dai riflettori nazionali, senza visibilità in televisione e con poco spazio sul giornale rosa (Gazzetta dello Sport, ndr), i nostri anziani direbbero che “piuttosto che niente è meglio piuttosto”.
Basta con stadi che si chiamano “campo sportivo” talmente piccoli che sembrava da giocare sempre con la San Corrado e dove per andare in bagno bisognava andare alla bocciofila. Basta anche con l’andare in paesi mai sentiti nominare, che si faceva fatica a trovarli sulla cartina. Meno male che c’era il navigatore satellitare perché penso che sennò qualcuno starebbe ancora girando per qualche stradina di campagna, ma non con la preoccupazione d’aver perso la strada ma col il magone di non sapere come è finito il campionato.
Purtroppo basta anche con la comodità di poter decidere all’ultimo minuto di fare una trasferta, con la famigerata tessera del tifosi c’è muoversi per tempo e non si può fare il biglietto là, almeno per chi, come me, ci tiene a veder la partita e tifare in curva, vicino alla mia gente. Pazienza, ricordatevi di chiedere il permesso alla fidanzata o alla moglie al sabato, mi raccomando.
Un grazie ai due presidenti, che avevano promesso di portare il Piacenza in Serie C nel giro di tre anni, ce n’è voluto uno in più ma va bene lo stesso, la trionfale (con tanto di record di punti alla faccia dei “prosciuttari bocca larga”, i tifosi del Parma ndr) stagione dell’anno passato ha fatto passare tutti i dispiaceri dell’anno precedente.
Oltretutto, secondo me, hanno allestito una squadra che potrà centrare l’obiettivo della salvezza e, particolare importantissimo, conferma dell’allenatore e rosa dei giocatori erano già pronti a inizio raduno.
Non è mica da tutti.
Io ci credo e mi sto segnando il numero dei criticoni perché dopo faremo i conti, sicuro come l’oro e l’argento.
Domenica ho proprio visto una bella squadra, in campo si muovono tutti in armonia, tutti corrono senza risparmiarsi e tutti sanno bene cosa devono fare.
Il rigore è arrivato quando ormai mi ero fatto la bocca dolce ma pazienza, il pareggio è stato il risultato più giusto.
L’importante è poter pensare che siamo sulla strada giusta, non come quelli là che si sono persi nelle strade di campagna.
Noi come navigatore che ci mostra la strada ne abbiamo uno che mi piace molto, mister Franzini da Vernasca, e mi piacerebbe farci due chiacchiere in piacentino.
Oddio, penso che in piacentino lui parlerà un po’ arioso (cioè non parla il diletto intramurario, ndr), ma sono disposto a perdonarlo, ci mancherebbe altro.
Ci sono ancora un paio di giorni per fare l’abbonamento, cosa state aspettando? Date credito a un “locco”, che poi sarei io, a non farlo dopo vi mangerete l’….. sì insomma, avete capito.
Mi raccomando, forza Piace.
Pietro
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