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Pietro "Pedar" Rebecchi

Pietro "Pedar" Rebecchi

La rubrica del Pedar: "T'la scriv in Piasintein"

Tredicesima puntata della rubrica curata da Pietro "Pedar" Rebecchi, attore piacentino nella compagnia teatrale Famiglia Piasenteina e tifoso di lunga data del Piacenza Calcio. Per tutta la stagione il Pedar racconterà pensieri, fatti e aneddoti legati al mondo del Piace: ovviamente in rigoroso dialetto piacentino

La prima cosa che mi viene in mente è che fare nove gol in tre partite e fare quattro punti mi disturba un po’, senza dimenticare che l’obiettivo della stagione è arrivato senza il minimo dubbio. Anzi addirittura tra un po’ potremo sognare una promozione che sarà quasi impossibile ma si sa, la nostra storia insegna che le cose facili non è roba per noi e che nessuno mai (ma proprio mai) ci ha regalato qualcosa. Anzi con la fortuna siamo in credito, prima o dopo ci sarà da passare alla cassa.
Sinceramente in questi giorni ho seguito con più interessa la questione del nuovo stadio, di eventuali nuovi sponsor (che non saprei come dire in piacentino) e dei progetti e intenzioni della società che mi sembrano ambiziosi e realizzabili con una programmazione precisa.
Secondo me siamo sulla strada giusta, un allenatore che è una garanzia, metà dei giocatori di proprietà e giovani in quantità. Ieri a Roma sono andati in campo otto “under”. Problemi di debiti non ce ne sono ed è già pronto il diesse per il prossimo anno. Non so quante società di Lega Pro possano dire altrettanto. Adesso ci vorrebbe che la gente si desse una mossa, gli spettatori visti con il Pro dovrebbero fare il salto di qualità e passare da “occasionali” a “sempre presenti”. Alla fine dei conti sono convinto che loro per primi sarebbero contenti. Per noi “della vecchia” esultare e patire sui gradoni del Garilli è ormai come un callo sull'anima, per tutti gli altri potrebbe essere una bella riscoperta.
Un bello stadio dico che sarebbe d’aiuto, per il pubblico e per la società. Vorrebbe dire passare davanti a tante società del nostro livello. Vorrebbe dire, per una volta, vedere la mia Piacenza all’avanguardia. Vorrebbe anche dire farsi venire un po’ di emozione come quando, dopo quarant’anni, fai San Martino in una casa più bella ma certi ricordi resteranno per sempre nell’altra. Vorrebbe anche dire fare un’incursione di notte nel cantiere per portare via un mattone da mettere in casa sopra un legno bello lustrato e una targhetta in ottone con una bella scritta che non ho ancora pensato. Ancora una volta complimenti alla Lega perché mettere due trasferte in fila in orario e giornata di lavoro non era mica facile.
Metterne una alla sera e una al sabato di Pasqua era troppo da furbi? Ho quasi le palpitazioni a pensare a giorno e orario dei playoff.

Mi raccomando forza Piace!
Pietro

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