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Carmine Marrazzo (foto Crevedi)

Carmine Marrazzo (foto Crevedi)

La miglior difesa del campionato lancia il Piacenza

Si respira aria fresca sul cucuzzolo della classifica. Il Piacenza, vincendo una partita che ha dato il meglio di se stessa in tre minuti, si è sbarazzato del Jolly Montemurlo e si è regalato un primo posto che mancava dai tempi dell'Eccellenza...

Si respira aria fresca sul cucuzzolo della classifica. Il Piacenza, vincendo una partita che ha dato il meglio di se stessa in tre minuti, si è sbarazzato del Jolly Montemurlo e si è regalato un primo posto che mancava dai tempi dell'Eccellenza. L'ambiente, pur con un pelo di diffidenza palesatosi soprattutto a inizio stagione con un'emorragia da 400 abbonamenti in meno, si sta gradatamente ricompattando intorno a una squadra, quella guidata da Francesco Monaco, che pur tra alti e bassi si gode un primato solitario conquistato tramite il gioco. Buon segnale, in questo senso, gli oltre duecento piacentini visti a Rovigo, numeri che dopo un lento declino testimoniano l'inizio di una nuova parabola ascendente. Giovedì pomeriggio intanto amichevole a Rivergaro contro la formazione locale (ore 15) che milita in Terza Categoria. Girometta è rientrato a pieno regime in gruppo, Zagnoni e Orlandi stanno recuperando mentre per Lisi i tempi potrebbero allungarsi.

FORZA - Il Piacenza è stato capace di rendersi forte nella buona e nella cattiva sorte. Non sono lontani i giorni, del resto, nei quali i biancorossi, falcidiati dagli infortuni, hanno dovuto iniziare la stagione senza attaccanti. Quando poi si riesce a vincere anche in giornate tutt'altro che esaltanti come quella di domenica scorsa, significa che la squadra c'è e non manca nemmeno quel fattore "c" di "sacchiana" memoria. D'accordo, qualcuno arriccerà il naso notando che il primato è stato conquistato senza prove di forza devastanti, ma quando si dispone della miglior difesa (7 gol subiti in 9 partite), del quarto attacco (16 gol fatti) e si è tra i pochi ad aver perso una sola volta, vuol dire che le prove di forza, per ora, possono attendere. Fondamentale è a questo punto la continuità, da ricercare nella prossima trasferta di Ravenna contro il Ribelle, compagine che naviga tranquillamente a metà classifica a 11 punti dopo l'1-1 del posticipo contro il Romagna Centro.

QUALITA' - Sugli scudi in questo primo scorcio di stagione, indubbiamente, c'è Stefano Mauri, il letterato della mediana piacentina, unitamente a un asse centrale di difesa che tra Ruffini, Mei e la dorata alternanza di portieri Ferrari/Di Graci, dà grande affidabilità malgrado qualche incidente di percorso (vedi l'errore di Mei su Mezgour di domenica scorsa). La chiave di volta, comunque, passa per la qualità degli esterni, con una manovra a tenaglia ben orchestrata dal capitano, Francesco Volpe, e dall'altro Francesco: quel Lisi arrivato alla chetichella ma rivelatosi un super acquisto. A proposito del capitano, si avvicina per lui il traguardo delle 100 presenze in biancorosso - siamo a 98 - e l'ideale sarebbe festeggiare tra due settimane con una bella gara contro il Rimini, forse il vero anti-Piacenza di questo campionato.

MUCCHIO SELVAGGIO - Guardando altrove, appunto, si vede un Rimini in grande ascesa. Ricchiuti e compagni vincono e convincono contro il San Paolo Padova (1-4) e ora, dopo un avvio in salita, si sono arrampicati fino al terzo posto. Pirotecnico, invece, è stato il big match di giornata tra Este e Delta Porto Tolle (3-3) conclusosi in pareggio. Il risultato, comunque, probabilmente non è piaciuto alla dirigenza rodigina, dal momento che ha deciso di esonerare il proprio allenatore Luca Tiozzo. Menzione speciale, infine, per il Fiorenzuola di Alberto Mantelli che continua a stare, con merito, nei quartieri altissimi della classifica in seguito al pareggio a reti bianche nel derby contro il Fidenza, nonostante l'espulsione di Guglieri. Per effetto di questa giornata, la classifica risulta un mucchio selvaggio da nove squadre in 4 punti, dal Piacenza fino alla Fortis Juventus. Mica male se pensiamo che il bello deve ancora venire.
Marcello Astorri

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