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La Gazzetta dello Sport dedica una pagina al Piacenza

"Nostalgia e autarchia, Piacenza morto col gas e rinato con l'acciaio". Così titola oggi pagina 25 della Gazzetta dello Sport, che nel suo viaggio attraverso le realtà calcistiche storiche uscite dal mondo dei professionisti dedica una pagina...

Il presidente del Piacenza Calcio, Marco Gatti-4
"Nostalgia e autarchia, Piacenza morto col gas e rinato con l'acciaio". Così titola oggi pagina 25 della Gazzetta dello Sport, che nel suo viaggio attraverso le realtà calcistiche storiche uscite dal mondo dei professionisti dedica una pagina intera al caso del Piacenza Calcio, fallito nel 2012 sotto la gestione di Fabrizio Garilli e rinato, tra i dilettanti, grazie all'impegno della famiglia Gatti. La firma Guglielmo Longhi ripercorre tutta la storia recente del club biancorosso, a partire dalla squadra autarchica di Gigi Cagni per arrivare fino al dualismo odierno con Pro Piacenza, formazione che milita invece in Lega Pro. L'articolo racconta del fallimento, preceduto dalla cessione all'Italiana Srl - un capitolo doloroso che tutti i tifosi ricordano molto bene - per arrivare alla nascita del Salva Piace, il fallimento e la ripartenza nei dilettanti con Marco e Stefano Gatti che hanno ceduto alla Libertas (Eccellenza) il logo del Piacenza e da lì sono partiti.

«Acquistare la squadra all'asta fallimentare nascondeva delle incognite - ha detto Marco Gatti - per questo motivo abbiamo aspettato il fallimento, per evitare brutte sorprese. Oggi l'obiettivo è quello di tornare in Lega Pro, valorizzare i nostri giovani e, soprattutto, stiamo costruendo una società sana». Nel suo viaggio a Piacenza però la Gazzetta dello Sport non risparmia un paio di bordate. A parlare è anche Giancarlo Piva, ex presidente del Centro Coordinamento Biancorosso: «Nessuno al tempo si è fatto avanti per salvare la società - dice al giornale - nemmeno Pippo Inzaghi che una sera in Piazza Cavalli aveva promesso un milione di euro. L'ideale? Sarebbe unire le forze col Pro Piacenza» ipotesi, quella della fusione, che è scartata però da tutte e due le parti.

Altra bordata arriva infine dall'intervista al tecnico della prima promozione in Serie A, Gigi Cagni. «Agli imprenditori locali è mancato il coraggio, per questo il club è dovuto ripartire dai dilettanti. La colpa? Affidarsi a dirigenti che non erano all'altezza come l'ex amministratore delegato Maurizio Riccardi, persona che non aveva esperienza e qualità per dirigere una squadra di professionisti». Chiusura con uno sguardo sulle altre realtà della città in particolare il volley al vertice ormai da anni con il Copra Elior (che ha vinto uno scudetto e una Coppa Italia e non due come scritto), la Nordmeccanica Rebecchi campione d'Italia di volley femminile da due consecutivi e le due squadre di rugby in Serie A. Il servizio completo a pagina 25 della Gazzetta dello Sport in edicola oggi.

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