rotate-mobile
Lunedì, 17 Giugno 2024
Piacenza Calcio

La Curva contro Viali: polveriera Piacenza

Se il pareggio interno nel derby contro il Pro aveva lasciato pesanti strascichi in casa Piacenza, culminati con lo sciopero del tifo nel primo tempo col MapelloBonate, l'1-1 proprio contro i bergamaschi ha letteralmente incendiato la settimana...

Se il pareggio interno nel derby contro il Pro aveva lasciato pesanti strascichi in casa Piacenza, culminati con lo sciopero del tifo nel primo tempo col MapelloBonate, l'1-1 proprio contro i bergamaschi ha letteralmente incendiato la settimana che porta - a questo punto - allo scontro decisivo contro il Caravaggio. Da quanto trapela, se domenica la squadra non centra il bottino pieno la panchina di Viali inizierebbe a essere seriamente in bilico per la prima volta dopo un anno e una manciata di mesi vissuti d'amore e d'accordo. Situazione grottesca perché se da un lato è vero che la squadra ha messo in luce numerosi problemi da risolvere è altrettanto corretto dire che un ribaltone a inizio ottobre, con quattro punti di distanza dalla vetta della classifica, potrebbe avere effetti negativi su tutto l'ambiente. Senza contare che è presto per trarre conclusioni che rischiano di essere affrettate e di conseguenza sbagliate, soprattutto davanti a un progetto, quello dei fratelli Gatti, che hanno messo sul piatto un investimento non indifferente per centrare l'obiettivo del ritorno tra i professionisti.

CURVA CONTRO IL CLUB E VIALI - La Curva Nord, almeno nei volti dei suoi leader, si è ampiamente schierata contro Viali e ha criticato l'operato sul mercato del direttore sportivo Marzio Merli. Lo hanno detto nella rubrica dedicata a loro "Curva Pericolosa" in onda lunedì sera nella trasmissione "L'Altro Calcio" di TeleDucato. In questi casi non sarebbe corretto parlare di Curva in modo generico, perché singole persone non rappresentano l'opinione di tutti, tuttavia a chiedere l'esonero di Viali (ai tifosi piace l'ex tecnico Francesco Monaco) sono stati i volti carismatici della Nord biancorossa e avendolo fatto davanti alla telecamere non è possibile non mettere agli atti questa presa di posizione. Il nome del successore è quello di Francesco Monaco ma fonti interne alla società parlano di Venturato (ex Pergolettese) in pole position se Viali dovesse saltare. Decisiva appare la partita di domenica a Caravaggio, il tecnico biancorosso si è detto «sereno e tranquillo» ma il dado è tratto: la curva è contro Viali che è difeso a sua volta dalla società.

GENESI - Tutto nasce dal pareggio interno contro il Legnago; una partita dominata in cui il Piacenza ha rimesse per ben due volte in partita gli avversari concedendo la rete del pareggio nel finale, frutto più che altro di una colossale distrazione difensiva più che di moduli o meccanismi. Già qui si erano registrati i primi malumori, aumentati a dismisura dopo il pareggio nel derby contro il Pro. I tifosi non hanno digerito la "non prestazione" della squadra più che il risultato in sé e dopo lo zero a zero contro i cugini rossoneri nell'ambiente biancorosso si iniziava già a palare di un cambio in panchina. Alle parole di Viali («troppa pressione») è stato dato il peso sbagliato, inoltre il tecnico si riferiva al comportamento dei media e non della tifoseria; ma tanto è bastato per far scattare la scintilla della contestazione. «Se siamo accusati di troppo amore ce ne stiamo fuori per un tempo» è stata la risposta dei tifosi nella settimana precedente al match contro il Mapellobonato. E proprio il pareggio maturato con i bergamaschi, frutto di un'altra mastodontica amnesia difensiva al 90', ha strappato definitivamente il rapporto e ora ricucirlo sarà dura.

VIALI RIMANE - I tifosi o meglio, la stragrande maggioranza dei gruppi organizzati della Curva, hanno chiesto le dimissioni di William Viali. I presidenti Marco e Stefano Gatti hanno confermato il tecnico e lo stesso Viali ha commentato con un chiaro: «Non scappo alla prima difficoltà». Una situazione che è palesemente sfuggita di mano a tutti quanti, frutto di un concorso di colpe che non può essere identificato solamente nel tecnico. Nel calcio c'è una verità assoluta e un assioma: conta solo vincere e il primo colpevole è sempre il tecnico. In entrambi i casi è troppo presto per trarre qualunque tipo di conclusione, la società ha fatto bene a far quadrato attorno al mister confermandolo sulla panchina, tuttavia questa fiducia non può essere limitata al breve periodo perché allora tanto vale cambiare a inizio ottobre affrontando immediatamente le problematiche del caso. Una cosa è certa: la fiducia a tempo è l'errore più grave che si possa commettere.

VINCERE - Il tormentone di inizio settimana è la vittoria da prendere a Caravaggio. E se anche dovesse arrivare, cosa accadrebbe in caso di pareggio o sconfitta nella partita successiva? Non c'è niente di più sbagliato che dare fiducia partita dopo partita come non c'è nulla di più sbagliato del processo a Viali sulla pubblica piazza. I problemi del Piacenza non sono vincolati solo all'allenatore, è un puzzle che comprende più errori e comunque, dopo sole sei giornate di campionato e a quattro punti dalla vetta, suona decisamente "strana" tutta questa voglia di cambiare. Che il Piacenza dovesse vincere si sapeva - anche se nei programmi del progetto Gatti c'erano due stagioni in serie D e non una - e soprattutto è una necessità dettata dal doppio salto di categoria a causa del prepensionamento della Seconda Divisione, con tutti i campionati riuniti in una sola Serie C per la stagione 2014/2015. Che il Piacenza dovesse ammazzare il campionato era ed è invece un pensiero totalmente sbagliato. Per gli amanti delle statistiche ricordiamo che l'anno scorso, nel girone D ToscoEmiliano, alla sesta giornata comandava il Mezzolara con 14 punti e una media reti di +20 mentre il Tuttocuoio San Miniato, vincitore finale e promosso in LegaPro, era fermo al sesto posto in classifica a quota dieci punti. E nel girone Lombardo? Caronnese 18 e Pergolettese staccata a 13 punti, alla fine però ha vinto la Pergolettese.

MERCATO - Due errori al momento sembrano arrivare dal mercato estivo. L'acquisto dei giovani (ce ne sono la bellezza di quattordici in rosa) non rispecchia le attese e a dirlo sono i numeri: solamente sei sono stati utilizzati da Viali in questa prima parte di campionato, tra cui Alessandroni che domenica scorsa si è rotto i legamenti e se va bene lo rivedremo in Primavera. Non è meglio la questione "over". La carretta fino ad ora l'hanno tirata quelli della vecchia guardia: Tognassi, Orlandini e Marrazzo. Il resto è buio pesto. De Vecchis sembra avulso dal gioco e mal si sposa con Marrazzo, quando giocano insieme quest'ultimo è costretto a fare quasi l'ala mentre è nel centro dove rende di più. Pani potrebbe essere il primo a pagare, il fiore all'occhiello del mercato estivo da due mesi sembra completamente spaesato, era stato preso perché da lui sarebbe dovuto passare tutto il gioco ma è finito subito in panchina. Lunedì pomeriggio c'è stato un summit e per qualche ora Pani ha rischiato di essere il primo epurato della stagione, allarme rientrato grazie alla difesa del diesse Marzio Merli. Solo Rossi sta rendendo secondo le aspettative, per il resto la squadra gioca bene metà partita poi si spegne improvvisamente l'interruttore anche nei giocatori con più esperienza come Volpe e Cortesi. E allora? E' qui che deve intervenire il tecnico, capire la natura di questa problematica e risolverla nel più breve tempo possibile.

MODULO - Risolvere il problema può passare attraverso un cambio di modulo, soluzione che potrebbe dare la svolta alla squadra ma che non è la panacea di tutti i mali e non deve essere richiesta dalla piazza. Nel processo a Viali davanti al Garilli l'accusa mossa più di frequente è proprio quella di voler giocare con un modulo troppo "naif" per i canoni della categoria. La difficoltà però sta negli interpreti perché la squadra - e di conseguenza la rosa intera - è stata allestita per avere un altro tipo di gioco e Viali non l'ha mai nascosto. Insomma, via Gorra al momento è una polveriera, gran parte dei dirigenti fanno quadrato attorno a Viali e ai giocatori, altri vorrebbero iniziare ad apportare i primi cambiamenti e infine la Curva si schiera contro Viali e ne chiede, per ben tre volte nel giro di una settimana, le dimissioni o l'esonero. Forse la soluzione starebbe nel cercare di vivere più serenamente questo periodo, raddoppiare il lavoro e iniziare a ragionare su una formazione che non debba cambiare tutte le domeniche ma, soprattutto, non si può passare dall'aspettare il pullman per festeggiarlo al ritorno da Lecco al chiedere sulla pubblica piazza le dimissioni dell'allenatore.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Curva contro Viali: polveriera Piacenza

SportPiacenza è in caricamento