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Piovani in una recente "partita del cuore" a Piacenza

Piovani in una recente "partita del cuore" a Piacenza

La carica di Piovani: «Il derby si vince col cuore»

Il telefono squilla nuovamente pochi secondi dopo la nostra intervista. Ed è Gianpiero Piovani: «Ci sarò anche io allo Zini domenica, ovviamente a tifare Piacenza». Il Pio ha richiamato perché vuole che sia scritto, per lui il derby del Po è una...

Il telefono squilla nuovamente pochi secondi dopo la nostra intervista. Ed è Gianpiero Piovani: «Ci sarò anche io allo Zini domenica, ovviamente a tifare Piacenza». Il Pio ha richiamato perché vuole che sia scritto, per lui il derby del Po è una partita speciale - «totalmente diverse dalle altre, i valori non contano, conta solo il cuore» dice - e bastano due flash per inquadrare il 74esimo confronto tra le due sponde del grande fiume.
«Spero che i giocatori facciano più del massimo, i tifosi del Piacenza so già che lo faranno, il derby con la Cremonese è una partita unica per loro». E ancora: «De Vitis negli spogliatoi ci diceva che si vince con la “cazzimma”», neologismo dialettale napoletano che indica la “furbizia opportunistica”.
«Tra i miei derby preferiti - prosegue Piovani, recordman di presenze in biancorosso con 342 gettoni - c’è ovviamente quello in Serie A nella stagione ’95/’96 a Piacenza: 2-1 per noi con gol di Caccia, poi ho segnato il raddoppio e per la Cremonese accorciò Tentoni allo scadere».
La Serie A, quelli erano derby d’altri tempi, con grande partecipazione anche se allo stadio Zini si preannuncia un clima comunque ostile per i biancorossi.
«Chiaramente giocare a Cremona aumenta le difficoltà ma non credo che il pubblico possa influenzare più di tanto. Ai miei tempi da Piacenza si muovevano oltre 4mila persone, treni speciali, metà gradinata era biancorossa e lo stadio tutto esaurito. Ora leggo di numeri importanti ma comunque diversi rispetto ai vecchi derby».



E’ scontato: ma come si vince? «I valori si azzerano, basta guardare gli ultimi due della stagione 2011/2012. La Cremonese era forte, il Piacenza sull’orlo del fallimento però i biancorossi di Monaco fecero una vera impresa andando a vincere in trasferta la partita di ritorno. Si vince con la “cazzimma” come ci diceva Totò (De Vitis, ndr), con la corsa, i tatticismo contano davvero poco. Insomma, in una parola posso dire che si vince con il cuore». E cosa ha rappresentato per te questa partita? «La maglia del Piacenza è sul mio cuore e questa è la partita con la maiuscola. E’ il derby del Po per eccellenza, non esistono gare più importanti per i piacentini. Ma non è la partita che te lo fa capire, sono i tifosi, l’aria che si respira la settimana che precede i 90’. E’ un insieme di cose per cui percepisci che questa, assolutamente, non è un partita come le altre».
Pochi secondi e Piovani richiama: «Con gli Allievi Nazionali della Feralpi domenica riposiamo, perciò scrivi pure che ci sarò anch’io a Cremona, ovviamente a tifare Piacenza».

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