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Jacopo Silva, difensore del Piacenza (foto Spreafico-Galli)

Jacopo Silva, difensore del Piacenza (foto Spreafico-Galli)

Jacopo Silva: «Questo Piacenza può crescere ancora»

«Ha ragione Matteassi, se non abbassiamo la guardia siamo noi i nostri unici rivali». Parole di Jacopo Silva, difensore centrale del Piacenza che archivia in modo «molto positivo» la prima finestra di stagione: nove partite, sette vittorie, una...

«Ha ragione Matteassi, se non abbassiamo la guardia siamo noi i nostri unici rivali». Parole di Jacopo Silva, difensore centrale del Piacenza che archivia in modo «molto positivo» la prima finestra di stagione: nove partite, sette vittorie, una sola sconfitta, miglior difesa e secondo miglior attacco.
«Nemmeno i più fiduciosi si attendevano una partenza del genere - spiega - in fin dei conti abbiamo perso un solo confronto in un pomeriggio nato e terminato storto, mentre nell'unico pareggio abbiamo preso tre pali».

Contro la Varesina solo un pomeriggio storto, nessuna flessione fisica o mentale?
«Direi che è stata una giornata negativa in generale. La partita è iniziata male, abbiamo subito lo svantaggio dopo due minuti, la Varesina da quel momento non è riuscita a mettere insieme tre passaggi consecutivi ma è stata brava a chiudere gli spazi sfruttando le dimensioni ristrette del campo da gioco che, per una squadra come la nostra, è un aspetto da non sottovalutare. Altri problemi sinceramente non ne ho visti».

Franzini ha detto che il primo tempo visto contro la Bustese è stato perfetto. Ha ragione?
«Abbiamo risposto sul campo al mercoledì pessimo di Venegono ed era l'aspetto più importante. In difesa ad esempio stiamo facendo un lavoro super, oltre a essere la retroguardia meno battuta se andiamo ad analizzare nel dettaglio i gol subiti si può notare come tutti siano nati principalmente da azioni di mischia confusa. Direi reti casuali o per bravura degli avversari, ma come reparto concediamo pochissimo e davanti costruiamo numerose palle gol».

Dove può migliorare il Piacenza?
«Anche qui concordo con Arnaldo Franzini: nella gestione della palla e della partita più in generale. Contro la Bustese ci siamo rilassati troppo sul 3-0 e quasi rischiamo di rimetterli in strada. Su questi due aspetti la squadra ha ampi margini di miglioramento».

Lecco vera rivale?
«Sinceramente non voglio rispondere, lo potrò dire solo una volta che le avrò affrontate tutte. Certo sulla carta il Lecco è uno squadrone e anche il Pontisola non scherza. Se non abbassiamo la guardia siamo noi i nostri unici rivali».

Analogie tra il Piacenza di oggi e il Pro Piacenza che vinse la Serie D due anni fa?
«Rispetto a quel Pro il Piacenza ha una rosa più ampia, ci sono davvero quindici o sedici potenziali titolari e perciò dico che siamo un pizzico più forti».

I compagni che più ti hanno colpito?
«Banale dire Stefano Franchi, lo conosco bene e so perfettamente che è un giocatore fortissimo, come tutti i "vecchi" della squadra del resto. Preferisco stare sui giovani: Boccanera, Di Cecco e Saber mi hanno impressionato. Non sembrano giovani, hanno tutti una qualità eccellente».

Silva chi preferisce come compagno in difesa: Sentinelli o Ruffini?
«Siamo tre titolari e sto giocando di più io perché forse Franzini mi conosce meglio avendomi da tre anni. Sentinelli è un giocatore di grande esperienza, gioca tutto sull'anticipo e sulla lettura dell'azione mentre Ruffini è un difensore completo in ogni fondamentale. Non importa chi gioca tra noi, il reparto rimane di alto livello».

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