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Piacenza Calcio

Il Seregno espugna Piacenza in rimonta: 2-3

«Il rigore, su posizione di fuorigioco, con espulsione di Tognassi ha cambiato la partita. Purtroppo è un periodo che le decisioni arbitrali ci danneggiano di continuo». Roberto Venturato archivia così la sconfitta del Piacenza - la seconda in...

«Il rigore, su posizione di fuorigioco, con espulsione di Tognassi ha cambiato la partita. Purtroppo è un periodo che le decisioni arbitrali ci danneggiano di continuo». Roberto Venturato archivia così la sconfitta del Piacenza - la seconda in casa, la quinta da inizio stagione - e non vuole sentire parlare di calo fisico o cattiva disposizione tattica, e ancora meno di un'insana tendenza al masochismo. Fatto sta che il Seregno arrivato al Garilli gioca la palla, e anche bene, però nel giro di mezz'ora si ritrova sotto di due reti e qui, indipendentemente dagli episodi, sta la grande colpa del Piacenza. Non è la prima volta che i biancorossi hanno in mano una partita già vinta e si fanno recuperare; questa volta però la rimonta della squadra di Sassarini fa molto male perché apre nel peggiore dei modi il 2014 del Piacenza che aveva a disposizione un bel punto da mettere a segno visto che la capolista Pro ha perso in casa dell'Inveruno. E invece? Escono ancora una volta i limiti di questa squadra e l'incapacità, sia per errori individuali (primo gol degli ospiti) sia per errori di posizionamento (terzo gol) o per errate decisioni dell'arbitro (rigore non fischiato su Marrazzo e sospetto fuorigioco su quello del Seregno), di soverchiare il destino, cambiarlo, girarlo a proprio favore, esserne più forti. E' corretto dire che la sconfitta di oggi è frutto di episodi - anche se il Seregno in globale ha giocato meglio - ma è altrettanto giusto dire che questa squadra, al momento, per mentalità, gioco e compattezza non vale le prime posizioni: e infatti attualmente è settima, fuori dalla zona playoff. La colpa? Sassarini ha una sua idea: «La Serie D è più difficile di quanto la gente pensa e tutti gli squadroni pagano lo scotto al primo anno, è successo anche a me alla Spal. Il campionato? Lo vincerà il Pro Piacenza perché ha più esperienza degli altri».

NOVITA' - Se c'erano ancora dubbi sulla competitività della formazione titolare allestita in estate, questi vengono spazzati via dall'undici che Venturato manda in campo dal primo minuto: tutti i nuovi acquisti subito schierati con Emiliano nel cuore della difesa al fianco di Tognassi, Cavicchia a destra e il nuovo Benedetti sulla corsia di sinistra. Rivoluzione a centrocampo con Tacchinardi (seconda partita in biancorosso) affiancato da Fumasoli e dal neoacquisto Pignat. Rimane invariato solo il tridente con Volpe a supporto del tandem Amodeo-Marrazzo. Sono cinque quindi i giocatori acquistati a dicembre e schierati in campo, davanti a un Seregno molto compatto che si presenta al Garilli forte di tre vittorie consecutive e con il tridente Comi, Battaglino e Cavalcante a supporto della boa centrale Marzeglia.

RITMI BASSI - I primi 15' passano senza sussulti, la manovra del Piacenza è compassata e lenta, certamente non favorita dal passaggio da un centrocampo di palleggio a uno muscolare e così il Seregno, almeno all'inizio, ha libertà di manovra. Il primo scossone arriva al 16' con Magrin che al termine di una bella azione corale scheggia la traversa con un tiro da fuori area. L'occasione dei lombardi spaventa la squadra di Venturato che prova ad alzare i giri del motore con un bella combinazione Volpe-Marrazzo che non porta però a nessun esito. Al primo momento buono gli emiliani colpiscono: errato disimpegno difensivo del Seregno, Pignat ruba palla sulla destra e serve nel mezzo Marrazzo che svirgola in mezza rovesciata, ma sulla traiettoria c'è Volpe che di testa devia quel tanto che basta per aprire il tabellino (1-0).

SOLITO FILM - Il gioco del Piacenza rimane molto basso a livello d'intensità, tanto che la partita la fa il Seregno, così facendo però si espone al contropiede dei padroni di casa. Benedetti fila come un treno sulla corsia di sinistra, Pignat si vede e si sente in mezzo al campo, ma il raddoppio arriva ancora da un errore del Seregno che Fumasoli sfrutta senza farsi pregare due volte: palla persa a centrocampo e break del jolly biancorosso che si porta fin sul limite dell'area e batte Maino con un diagonale (sporcato) a fil di palo (2-0). Sembra finalmente un pomeriggio tranquillo, partita dai ritmi bassi sbloccata con due tiri, tuttavia al Piacenza piace complicarsi la vita sempre e comunque e così al 44' Fumasoli sbaglia un disimpegno elementare in area, Lacchini ringrazia e accorcia le distanze (2-1).

PRELUDIO - La ripresa si gioca su ritmi completamente diversi, il Piacenza sa benissimo che non può fallire e deve chiudere una partita già vinta a metà del primo tempo. Prima è Pignat a sparare in diagonale sopra alla traversa (50') mentre al 56' la premiata ditta Amodeo-Marrazzo costruisce una golosa palla gol che Marra spara fuori di poco. Il Seregno fatica a costruire gioco come nel primo tempo, soprattutto si espone alle ripartente dei biancorossi che a metà della ripresa si coprono togliendo Fumasoli per Orlandini. I lombardi non ci stanno e al 65' riprendono a premere: Ferrari compie un miracolo sulla conclusione di Cavalcante e gli ospiti chiudono il Piacenza nella propria area con due corner consecutivi. Qui cambia il match.

MASOCHISMO - Ritorna così, come una trama che sembra non abbandonare mai la stagione del Piacenza, quella capacità di rimettere in gioco gli avversari che proprio non deve e non può appartenere a una squadra che punta in alto. Due gol di vantaggio non bastano al Piacenza per chiudere una partita già, il secondo tempo inizia bene con due occasioni ma pian piano il Seregno prende campo e nel giro di 5' ribalta la partita in suo favore. Il rigore commesso da Tognassi sembra generoso e avvenuto in sospetto fuorigioco, fatto sta che il direttore di gara manda Battaglino sul dischetto e il capitano degli emilani a farsi la doccia anzitempo: 2-2 e padroni di casa in dieci.

A PICCO - Il Piacenza quando fa le cose le fa fatte bene. Venturato ridisegna la squadra con Tacchinardi difensore centrale al fianco di Emiliano, arretra Volpe a centrocampo e davanti lascia solo Marrazzo e Amodeo (4-3-2). La squadra però è spaccata in due e dopo una volata solitaria di Volpe il Seregno mette la freccia: traversone dalla sinistra, Marzeglia stacca più alto di Benedetti e schiaccia il pallone alle spalle di Ferrari. Frittata fatta e servita. Dalla panchina si alza Milani che entra al posto di Marrazzo e va dar man forte al centrocampo, sugli spalti i tifosi tolgono gli striscioni ma il campo pesante favorisce il controllo degli ospiti che navigano in porto la loro quarta vittoria consecutiva. Inizia nel peggiore dei modi il 2014 del Piacenza.

Piacenza-Seregno: 2-3
Primo tempo: 2-1


Piacenza: Ferrari, Cavicchia, Tognassi, Emiliano, Benedetti, Fumasoli (18' st Orlandini), Tacchinardi, Pignat (46' st Sgariboldi), Volpe, Amodeo, Marrazzo (35' st Milani). A disposizione: Bertozzi, Martinez, Minasola, Bovi, Martino, De Vecchis. All.: Venturato.

Seregno: Maino, Di Lauro, Angelotti (36' st Mureno), Magrin, Cortinovis, Di Maio, Comi, Lacchini, Marzeglia, Battaglino, Cavalcante. A disposizione: Boatto, Salice, Di Marco, Buongiorno, Giambrone, Vitali, Bonati, Chiappano. All.: Sassarini.

Arbitro: Acquapendente di Genova (assistenti Ghione e Accinni di Chiavari)

Reti: 25' pt Volpe, 32' pt Fumasoli, 44' pt Lacchini, 22' st rigore Battaglino, 32' st Marzeglia.

Note - Giornata fredda, campo in discrete condizioni di gioco. Spettatori: 1810. Ammoniti: 30' st Cortinovis, 40' st Volpe. Espulsi: 22' st Tognassi. Tiri: 7-9. Corner: 4-8. Recuperi: 1' pt, 3' st.

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