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Il Piacenza prende il primo punto ad Olbia (1-1) e si fa un'iniezione di fiducia

Partita attenta in fase difensiva dei biancorossi che sbloccano la gara con un rigore di Morosini ma subiscono il pareggio di Ragatzu, nella ripresa, sempre dagli undici metri. Nel finale gli emiliani sprecano due palle gol

Un punticino per muovere la classifica e un gol su rigore per alleggerirsi dal fardello dei due grandi zero. Detta così non sembra granché il bilancio della trasferta di Olbia per il Piacenza di Arnaldo Franzini. Ma del resto non si poteva sperare di cancellare con un colpo di spugna tutti i problemi da una domenica all’altra. La prestazione in terra sarda non può e non deve fare scendere il livello di allerta, ma comunque darà fiducia a una squadra che deve costruirsi un’autostima fatta a pezzi dalle sconfitte contro Monza e Cuneo. Per cui il penalty concesso per un fallo di Dametto su Zecca e poi trasformato da Morosini sa di liberazione. I ragazzi di Mereu poi spingono e trovano il pari sempre dal dischetto, la firma è di Ragatzu, che in estate era sulla lista dei desideri della società di via Gorra e che sicuramente avrebbe fatto molto comodo a questo Piacenza.

PAURA - La vigilia della trasferta è stata vissuta con una certa apprensione dall’ambiente piacentino. Una terza sconfitta sarebbe stata difficile da digerire, del resto. Occorreva quindi sostanza, prima di tutto. E la formazione schierata da Franzini, un 5-3-1-1 abbottonato, lascia intendere molto di più di qualsiasi tipo di analisi. Via Romero, Zecca unico attaccante supportato, alcuni metri più indietro, da Scaccabarozzi, elemento di raccordo con il centrocampo. E’ il giorno dell’esordio per Bertoncini, gettato nella mischia al posto di Bini. L’Olbia di Mereu viene da due vittorie e non ha crisi d’identità da gestire, per cui prosegue con un 4-3-1-2 ispirato dal talento di Piredda e Ragatzu.

VANTAGGIO DI RIGORE - L’avvio non promette niente di buono: Pederzoli si fa male subito, quindi al suo posto entra Segre con Morosini che si sposta in cabina di regia. L’equilibrio regge per i primi 25 minuti. Poi i biancorossi sfiorano il gol con un colpo di testa di Bertoncini (alto) e quindi con Masciangelo, bravo a colpire di controbalzo l’assist di Segre andando a centrare un palo clamoroso. Al 35’ Zecca viene steso da Dametto e per l’arbitro è rigore: Morosini spiazza Aresti e fa gridare la quindicina di stoici tifosi biancorossi, giunti in Sardegna con un traghetto da Genova. Il primo tempo si conclude così, con un Piacenza che non ha fatto cose trascendentali, ma che comunque si è fatto preferire a un Olbia fin qui anonimo e pericoloso solo con un’iniziativa personale di Ogunseye.

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